Guillaume IV de Flavacourt

arcivescovo cattolico francese

Guillaume IV de Flavacourt (... – Rouen, 1º maggio 1359) è stato un arcivescovo cattolico francese.

Guillaume IV de Flavacourt
arcivescovo della Chiesa cattolica
Shield of family de Flavacourt.svg
 
Incarichi ricoperti
 
Nominato vescovo9 luglio 1319
Elevato arcivescovo26 agosto 1323
Deceduto1º maggio 1359 a Rouen
 

BiografiaModifica

Guillaume IV de Flavacourt nacque da una nobile famiglia di Vexin[1]: figlio di Guillaume, signore di Flavacourt e Jacqueline du Fay, nonché pronipote di Guillaume II de Flavacourt[2], arcivescovo di Rouen dal 1276 al 1306.

Divenne canonico della cattedrale di Rouen, senza dubbio durante l'episcopato del prozio prima del 1306, poi arcidiacono, titolo che mantenne fino alla sua nomina episcopale[2]. Il futuro re Carlo IV lo designò come arcivescovo di Rouen nel 1318, ma papa Giovanni XXII nominò Guillaume de Durfort, sostenuto dall'allora re Filippo V[3].

Il 9 luglio 1319 fu nominato vescovo di Viviers[4]; il 16 giugno 1322 fu trasferito alla diocesi di Carcassonne[4]. Il 26 agosto 1323 papa Giovanni XXII lo nominò arcivescovo di Auch, ruolo ricoperto abitualmente da membri della casata di Armagnac[2], grazie sempre al sostegno del re Carlo IV[4]. Nel 1319, comunque, il capitolo elesse Ruggero d'Armagnac, elezione che non fu legittimata dal Papa.

Dal 1325 al 1356 fu governatore della Linguadoca[5], capitano e luogotenente nel 1340, luogotenente del re nel 1345, 1348 e 1350[2]. Fondò nel 1343, per volontà di Papa Clemente VI, un bastide, ora scomparsa[2].

Il 18 gennaio 1357 papa Innocenzo VI lo nominò arcivescovo di Rouen[2], ruolo che ricoprì fino alla morte, il 1º maggio 1359[2]. Un anno prima della sua morte, nel 1358, fondò il Collège des Bons-Enfants, un collegio per gli giovani poco abbienti, situato nei pressi di Porte Cauchoise[6].

StemmaModifica

Image Stemma
Guillaume IV de Flavacourt
Vescovo di Viviers, di Carcassonne, arcivescovo di Auch, di Rouen e Primate di Normandia

Al centro di uno scudo argentato, due pentafogli rossi ed un quadrato rosso decorato con una croce dorata[7].

NoteModifica

  1. ^ Gallia Christiana, t. 1, p. 519.
  2. ^ a b c d e f g (FR) Vincent Tabbagh, Répertoire prosopographique des évêques, dignitaires et chanoines des diocèses de France de 1200 à 1500, in Brepols (a cura di), Fasti Ecclesiae Gallicanae 2 Diocèse de Rouen, Turnhout, 1998, pp. 105-106, ISBN 2-503-50638-0.
  3. ^ Louis Caillet, La papauté d'Avignon et l'église de France, Presses Universitaires de France, Publications de l'Université de Rouen, 1975, 600 p., p.42
  4. ^ a b c Louis Caillet, La papauté d'Avignon et l'église de France, Presses Universitaires de France, Publications de l'Université de Rouen, 1975, 600 p., p.308
  5. ^ Philippe Rodriguez, Pouvoir et territoire I (Antiquité-Moyen Âge), Publications de l'Université de Saint-Étienne, Saint-Étienne, 2007, p. 282.
  6. ^ François Pommeraye, Histoire de l'Église cathédrale de Rouen: métropolitaine et primatiale de Normandie, Imprimeurs ordinaires de l'archevêché, Rouen, 1686, p. 162
  7. ^ Jules Thieury, Armorial des archevêques de Rouen, Imprimerie de F. et A. Lecointe Frères, Rouen, 1864, p. 69

BibliografiaModifica

  • (FR) François Pommeraye, Histoire des archevesques de Rouen, L. Maurry, Rouen, 1667, p.519-521