Filippo V di Francia

re di Francia e Navarra
Filippo V
Philippe V le Long.jpg
Filippo V di Francia.
Re di Francia e Navarra
Stemma
In carica 20 novembre 1316 – 3 gennaio 1322
Incoronazione 9 gennaio 1317
Predecessore Giovanni I di Francia
Successore Carlo IV di Francia
Nascita Vincennes, 17 novembre 1293
Morte Abbazia di Longchamp, 3 gennaio 1322
Luogo di sepoltura Basilica di Saint-Denis, Francia.
Dinastia Capetingi
Padre Filippo IV il Bello
Madre Giovanna I di Navarra
Consorte Giovanna II di Borgogna
Figli Giovanna
Margherita
Isabella
Filippo
Bianca
Luigi

Filippo V detto Il Lungo, in francese Philippe V de France, dit Philippe le Long (Vincennes, 17 novembre 1293Abbazia di Longchamp, 3 gennaio 1322) è stato re di Francia e re di Navarra, dal 1316 alla sua morte.

Indice

OrigineModifica

Fu il secondogenito del re di Francia, Filippo IV il Bello, e di Giovanna I di Navarra, figlia secondogenita del re di Navarra Enrico I e conte (col nome di Enrico III) di Champagne e Brie, e di Bianca d'Artois, figlia di Roberto I d'Artois (figlio del re di Francia Luigi VIII e fratello di Luigi IX il Santo) e di Matilde del Brabante.

BiografiaModifica

 
Stemma di Filippo il Lungo, prima di accedere al trono.[1]

Nel 1307, a Corbeil, sposò Giovanna II di Borgogna, figlia del conte di Borgogna e di Chalon, Ottone IV di Borgogna (1248-1303), e della futura contessa di Artois, Matilde di Artois (1268-1329), figlia del conte d'Artois, Roberto II il Nobile (1250-1302) e di Amicie signora di Conches.

Nel 1311, Filippo V ottenne in appannaggio dal padre il titolo di Conte di Poitiers[2], amministrandone il territorio fino al 1316.

Alla morte dell'imperatore del Sacro Romano Impero Enrico VII di Lussemburgo, nel 1313, suo padre propose senza successo Filippo come candidato all'elezione a re dei Romani e poi a imperatore. Sempre in quegli anni, dopo aver osteggiato e boicottato la restaurazione del regno di Arles con un re angioino, ora suo padre Filippo IV il Bello lo ripropose per Filippo il Lungo, ottenendo ovviamente la disapprovazione degli angioini e dei vassalli borgognoni e provenzali.

Bianca di Borgogna era la consorte di Carlo il Bello, terzogenito del re, mentre Margherita era la consorte di Luigi X l'Attaccabrighe, primogenito ed erede al trono.

Nel sul ultimo anno di vita, Filippo il Bello fece arrestare la moglie di Filippo il Lungo, Giovanna II di Borgogna.
Durante lo scandalo noto come Tour de Nesle Affair, Margherita e Bianca furono accusate di adulterio. Confessarono davanti al Parlement di Parigi, che le trovò colpevoli anche di lesa maestà[3], condannadole al carcere a vita[4]. Dopo le rasature dei capo, Margherita fu imprigionata nei sotterranei della fortezza di Château Gaillard[4], presso la quale fu detenuta anche Bianca di Borgogna[5].

Sebbene la corte di Île-de-France l'avesse assolta dall'accusa più grave, Giovanna II di Borgogna fu ritenuta colpevole di favoreggiamento per l'adulterio di Margherita e di Bianca, quindi rinchiusa nel castello di Dourdan[6], che Filippo Augusto aveva fatto costruire agli inizi del secolo precedente.

Il 15 Agosto 1315, Margherita fu trovata morta nella sua cella di Château Gaillard. Disco giorni dopo, suo marito Luigi X l'Attaccabrighe e Clemenza d'Ungheria furono incoronati re a Reims.
Luigi X morì il 5 giugno 1316, lasciando la figlia di prime nozze Giovanna II di Navarra (1311-1349), mentre la consorte era incinta di alcuni mesi.

Filippo V, fece liberare e tornare a corte Giovanna II di Borgogna. Dopo la loro incoronazione l'anno seguente, Bianca fu tenuta in carcere fino all'annullamento del matrimonio nel 1322, dipendenti regina per breve tempo.


Ascesa al trono di FranciaModifica

 
Stemma dei re di Francia e di Navarra.

Alla morte del fratello nel 1316, Filippo, che due anni prima era succeduto al padre, esercitò la reggenza in nome del successore. Questa decisione negò i diritti di Giovanna II di Navarra, che era ancora troppo giovane, e della matrigna Clemenzia. Filippo le negò la rendita processes da Luigi X, nonostantd le ripetute richieste d'aiuto indirizzate da Clemenzia alla propria famiglia ed al neoletto pontefice[7]. A novembre nacque un maschio, Giovanni Postumo, re di Francia, e Filippo il Lungo fu confermato reggente. Ma il neonato visse solo cinque giorni. Dopo la sua morte, Filippo si proclamò re[2], usurpando il trono della nipote[8].

Il 9 gennaio 1317, dopo che Giovanna, era stata liberata e fatra ritornare a corte, alla presenza solo di suo zio, Carlo di Valois, e di sua suocera, Matilde d'Artois, Filippo il Lungo venne incoronato, assieme a Giovanna, re di Francia. Nel mese di febbraio, una commissione di prelati, cittadini autorevoli, feudatari e dottori dell'università enunciarono il principio che una donna non può accedere al trono di Francia durante gli Stati Generali del 1317.

 
Filippo V il Lungo.

Nel 1318, dovette intervenire vittoriosamente a favore della suocera, Matilde, contessa d'Artois, che era attaccata dal nipote, Roberto, che, in quanto discendente della linea maschile, rivendicava la contea con le armi dopo aver perso due volte la causa nei processi di fronte alla corte di Parigi. Dopo proseguì una guerra contro le Fiandre, che si trascinava da molti anni (dall'inizio del secolo circa) e, nel 1320, con piccole acquisizioni[9] territoriali, si arrivò alla pace col conte delle Fiandre, Roberto di Dampierre, che si impegnò a fare sposare al proprio erede, Luigi di Dampierre, la figlia di Filippo, Margherita.

Dato che Edoardo II d'Inghilterra, per i possedimenti francesi non aveva compiuto l'atto di omaggio, né a suo fratello, Luigi X, né a lui, Filippo accettò, che, nel 1319, Edoardo II ottemperasse all'omaggio per procura e poi di persona, nella cattedrale di Amiens, nel 1320, migliorando le relazioni tra i due sovrani.

Quando il papa Giovanni XXII gli chiese di intervenire in Italia come campione della causa guelfa contro i ghibellini, Filippo V seppe evitare di farsi coinvolgere.

Per assicurarsi l'appoggio dei cittadini, Filippo, come già prima suo padre, convocò spesso delle assemblee[10], Stati generali ante litteram; fu un re prudente, intelligente e attivo, attuò riforme in campo militare, per meglio coordinare la chiamata alle armi in caso di necessità, in campo amministrativo, si premurò che gli impiegati contabili della camera dei conti e gli impiegati delle altre camere lavorassero con scrupolo senza abbandonare il posto di lavoro, pena la perdita di una giornata di stipendio, e tentò di unificare la moneta e il sistema di pesi e misure. Inoltre impose pesanti ammende agli ebrei.

Malattia e morteModifica

Nel 1321, Filippo si ammalò nel mese di agosto, e morì, dopo cinque mesi, il 3 gennaio 1322, senza lasciare eredi maschi e ancora una volta i diritti delle figlie femmine furono ignorati. La corona passò al fratello di Filippo, Carlo IV detto il Bello.

DiscendenzaModifica

Dalla unione di Filippo il Lungo con Giovanna II di Borgogna, nacquero 6 o forse 7 figli:

NoteModifica

  1. ^ Stemmi dei conti di Poitiers
  2. ^ a b (EN) Biografia di Filippo V di Francia, su Britannica.com.
  3. ^ Broad, Jacqueline, Karen Green. (2007) Virtue, Liberty, and Toleration: Political Ideas of European Women, 1400–1800. Dordrecht: Springer, p .8
  4. ^ a b (EN) Alison Weir, Isabella: She-Wolf of France, Queen of England, Londra, Pimlico, pp. 99-100.
  5. ^ Madeline Caviness, Patron or Matron? A Capetian Bride and a Vade Mecum for Her Marriage Bed, in Speculum, vol. 68, nº 2, Medieval Academy of America, 1993, pp. 334-336, DOI:10.2307/2864556.
  6. ^ Brown, Elizabeth, A. R. (2000) "The King's Conundrum: Endowing Queens and Loyal Servants, Ensuring Salvation, and Protecting the Patrimony in Fourteenth-Century France", p. 134-138, in John Anthony Burrow and Ian P. Wei (eds). Medieval Futures: Attitudes to the Future in the Middle Ages, Woodbridge: The Boydell Press.
  7. ^ Durante la reggenza, Filippo fece imprigionare in un convento domenicano a Lione i cardinali riuniti in conclave da ormai due anni costringendoli all'elezione, cosa non riuscita al fratello Luigi X, e difatti la durezza delle condizioni di vita imposte sortì l'effetto desiderato e non più tardi di un mese dopo fu eletto il cardinale Jacques Duèze che il prese il nome di Giovanni XXII
  8. ^ L'erede legittimo era una bambina, figlia di suo fratello Luigi X e di Margherita di Borgogna, Giovanna (1311-1349), a cui fu garantito in compenso, una rendita di 15.000 livres tiurnois, il matrimonio con il cugino di Filippo, il conte d'Évreux, Filippo e la promessa delle contee di Champagne e di Brie, se Filippo fosse morto senza discendenti maschi.
  9. ^ Le acquisizioni furono inerenti a tutte le terre valloni del ducato, i distretti di Lilla, Douai e Orchies, mentre il resto della contea rimaneva di dominio del conte, Roberto di Dampierre.
  10. ^ Solo una (quella del 1317) delle assemblee, tra quelle convocate da Filippo V, viene considerata appartenente agli Stati generali. Le altre no.

BibliografiaModifica

  • Hilda Johnstone, "Francia: gli ultimi Capetingi", cap. XV, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1980, pp. 569–607.
  • Paul Fournier, "Il regno di Borgogna o d'Arles dal XI al XV secolo", cap. XI, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1981, pp. 383–410.
  • Henry Pirenne, "I Paesi Bassi", cap. XII, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1981, pp. 411–444.

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