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In linguistica e in filologia, un hapax legomenon (spesso anche solo hapax o, meno di frequente, apax; al plurale hapax legomena o hapax legomenoi), dal greco ἅπαξ λεγόμενον (hápax legómenon, "detto una volta sola") è una forma linguistica (parola o espressione) che compare una sola volta nell'ambito di un testo, di un autore o dell'intero sistema letterario di una lingua.

Gli hapax sono dunque parole rare, il cui utilizzo in filologia può essere quello di aiutare gli studiosi nell'attribuzione della paternità di un testo: un manoscritto che contiene una parola adoperata altrove soltanto da un autore, è probabilmente di quello stesso autore.

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EsempiModifica

Esempi di hapax in italiano sono il termine ramogna rispetto all'intera letteratura italiana, perché compare una sola volta in un passo della Divina Commedia di Dante Alighieri (Purgatorio, Canto XI, 25); oppure la parola mite, se ci si restringe all'ambito della Commedia dantesca, perché vi compare una sola volta nel Purgatorio, Canto XV, 102. Altro hapax caratteristico è lo stesso nome di Dante, che compare una sola volta nel trentesimo canto del Purgatorio (Purgatorio, Canto XXX, 55).

Alcuni hapax legomena possono essere evidenziati anche nell'ambito della letteratura latina. Basti pensare al poeta Lucrezio, che nell'apertura del suo poema epico-didascalico, il de rerum natura, ne fa ricorso ben due volte, con gli aggettivi navigěrum (composto dal sostantivo "navis" e il verbo "gero", e quindi traducibile con "ricco di navi") e frugiferentis (dal nome della terza declinazione "frux" e il verbo della terza coniugazione "fero", con il conseguente significato di "portatrici di messi").

Anche in Catullo, celeberrimo autore tardo-repubblicano conosciuto soprattutto per i suoi carmi erotico-amorosi, è stato riconosciuto l'uso di hapax legomena: si pensi al diminutivo "solaciolum" (carme 2, v. 7), traducibile in italiano con "piccolo conforto", con cui il poeta designa il grazioso passero dell'amata Lesbia.

Un altro hapax legomenon, nella lingua italiana, è la parola "ultrafilosofia" nell'opera di Giacomo Leopardi: il termine appare nello Zibaldone (Zibaldone, 114-115, 7 giugno 1820).

Un esempio di hapax nella lingua inglese è la parola Honorificabilitudinitatibus presente nell'opera Pene d'amor perdute di William Shakespeare.

Un esempio di hapax nella lingua francese è la parola ptyx, presente solo una volta in tutta la letteratura francofona nella poesia di Stéphane Mallarmé, Ses purs ongles très haut dédiant leur onyx.

BibliografiaModifica

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