Heulandite

minerale
Heulandite
Heulandite-160733.jpg
Classificazione Strunz9.GE.05
Formula chimica(Ca,Na)2-3Al3(Al,Si)2Si13O36·12H2O
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallinotrimetrico
Sistema cristallinomonoclino
Parametri di cellavariabili
Gruppo puntuale2/m
Gruppo spazialeB2/m
Proprietà fisiche
Densità2.1-2.3[1][2] g/cm³
Durezza (Mohs)3.5-4[1], 3-3.5[2]
Sfaldaturaperfetta, perfetta su (0.10)[1][2]
Fratturafragile ed irregolare[1][2] o sub-concoidale[1]
Coloreincolore (allocromatico)[1], bianco[1][2], giallo[1][2], rosso[1], bianco rossastro[2], verde[1], bianco verdastro[2], marrone[1], bianco marronastro[2]
Lucentezzavitrea o madreperlacea[1][2]
Opacitàda trasparente a translucida a opaca[1][2]
Strisciobianco[1][2]
Diffusionecomune
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Heulandite è una serie di minerali tectosilicati appartenenti al gruppo delle zeoliti.

Abito cristallinoModifica

I cristalli appartengono al sistema cristallino monoclino e si presentano tabulari parallelamente al pinacoide laterale, ma possono anche essere dei semplici prismi romboidali. Essi possiedono una sfaldatura perfettamente parallela al piano di simmetria, con una faccia a lucentezza madreperlacea ed una vitrea.

Caratteristiche fisicheModifica

Il colore tipico è il bianco, ma in base alle inclusioni si può presentare gialla, rossa, verde o marrone.[1][2] Alcuni cristalli sono anche incolori.[1] Può presentare diversi gradi di opacità, da trasparente a traslucida a opaca.[1][2] Possiede un isomorfo nella brewsterite, zeolite a stronzio e bario. La sua durezza secondo la scala di Mohs è tipicamente 3-3.5[2], oppure 3.5-4.[1] La sua densità è variabile (a causa degli elementi presenti) e varia da 2.1 a 2.3 g/cm3.[1][2] Si può facilmente confondere ad occhio nudo con un'altra zeolite, la stilbite, da cui differisce però tramite analisi a microscopio ottico; infatti la heulandite possiede la bisettrice acuta positiva dell'asse ottico emergente perpendicolare alla sfaldatura.

EtimologiaModifica

L'heulandite fu per la prima volta riconosciuta separata dalla stilbite da August Breithaupt nel 1818, e da lui chiamata "euzeolite" (che significa "splendida zeolite"); in maniera indipendente, nel 1822, Henry James Brooke arrivò allo stesso risultato, dando però il nome di heulandite, dal collezionista di minerali Henry Heuland (1778-1856).

Origine e giacituraModifica

L'heulandite, come la stilbite e le altre zeoliti, si ritrova come minerale di origine secondaria nelle cavità delle rocce basaltiche, ed occasionalmente in rocce metamorfiche, sedimentarie e in filoni metalliferi.

Località di rinvenimentoModifica

Splendidi cristalli pervengono dai basalti di Berufjord, vicino Djupivogr, in Islanda, dalle Isole Fær Øer, e da Deccan, nelle Montagne Sahyadri vicino Bombay. Cristalli rosso mattone sono stati ritrovati presso Campsie Fells in Stirlingshire e in val di Fassa in Trentino. Una varietà chiamata beaumontite è stata rinvenuta, sotto forma di cristalli gialli in uno scisto sienitico vicino Baltimora, nel Maryland.

Minerali appartenenti alla serie heulanditicaModifica

Prima del 1997, il termine heulandite era riferito ad una sola specie mineralogica, ma una sua successiva riclassificazione da parte dell'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) lo cambiò riferendolo alla serie mineralogica comprendente i minerali:

Heulandite-Ca rappresenta il minerale più diffuso, un silicato bi-idrato di calcio (metallo) ed alluminio (Ca,Na)2-3Al3(Al,Si)2Si13O36·12H2O. Piccoli quantitativi di sodio e potassio sono solitamente presenti come sostituti al posto di parti di calcio; mentre lo stronzio lo sostituisce nella versione ad heulandite-Sr. Il nome del minerale, pertanto, deriva dall'elemento predominante all'interno dello stesso. Le diverse specie sono a prima vista indistinguibili e, laddove le analisi non fossero ancora state eseguite, o non fosse possibile eseguirle, è corretto utilizzare il nome della serie e non quello della specie.

NoteModifica

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Collegamenti esterniModifica

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