Apri il menu principale
Il compagno segreto
Titolo originaleThe Secret Sharer
Altri titoliIl clandestino
Il passeggero segreto
Il coinquilino segreto
AutoreJoseph Conrad
1ª ed. originale1910
Genereracconto
Lingua originaleinglese

Il compagno segreto (The Secret Sharer) è un racconto di Joseph Conrad scritto nel 1909 e pubblicato per la prima volta nel 1911 sull'Harper's Magazine, prima di venire raccolto in "Racconti di mare e di costa" o anche sotto il titolo "Fra terra e mare" (Twixt land and sea tales) nel 1912, insieme a "Un briciolo di fortuna" e "Freya delle sette isole". In italiano, il racconto è stato pubblicato nel 1946 da Giulio Einaudi Editore con il titolo: "Il coinquilino segreto, episodio della costa" e la traduzione di Piero Jahier. Altri titoli pubblicati da altri editori: Il clandestino e Il passeggero segreto.

TramaModifica

Un bastimento con un giovane capitano, al comando da appena 15 giorni, dà fonda nella baia di Meinam, nei pressi di Paknam (Thailandia dell'Est). Egli conosce appena i due ufficiali di bordo, il cambusiere e l'equipaggio, con i quali ha un rapporto di diffidenza. Il veliero è diretto in patria e sosta per rifornimenti.

Al largo, in una rada si trova la Sephora, un'imbarcazione di Liverpool con un carico di carbone a bordo, in attesa del rimorchiatore che deve trainarla lungo un fiume nelle vicinanza per poi poter scaricare la merce.

Di notte, con un mare liscio come l'olio e un cielo stellato, il capitano, contrariamente alle disposizioni usuali, decide di essere di guardia sul ponte fino al mattino, immerso nelle sue riflessioni e pensieri, congedando gli ufficiali e i marinai nelle loro cuccette.

Improvvisamente un naufrago, o meglio un uomo in acqua, si avvicina alla nave aggrappandosi ad una scaletta lasciata inavvertitamente dai marinai fuori bordo. Si tratta di Leggatt, un giovane della stessa età e corporatura del capitano, fuggito dalla Sephora dove era detenuto da ormai vari giorni in una cabina chiusa a chiave per aver commesso involontariamente un omicidio (un marinaio poco di buono, scansafatiche e prepotente) durante una tempesta che aveva investito l'imbarcazione.

Il capitano, convinto della buona fede e dell'innocenza dell'uomo, lo nasconde nella sua cabina personale, mettendo così a repentaglio la sua stessa reputazione e carriera.

Trascorrono i giorni e il capitano riesce, con non poca fatica e apprensione, a tenere celato al resto dell'equipaggio il suo compagno segreto, il quale, nell'inconscio del capitano, finisce per divenire il suo Alter ego, il suo duplicato, sosia fisico e morale; la parte oscura della propria anima.

Il capitano della Sephora, Archbold, si reca in visita a bordo sospettando che il suo ricercato vi abbia trovato rifugio, dato che le ricerche effettuate nella zona avevano dato esito negativo. Il capitano, facendogli visitare la nave, cerca di convincerlo della possibilità che questo possa essere affogato.

Ormai la nave deve ripartire e la situazione a bordo sembra divenire insostenibile, finché è lo stesso Leggart, calmo e tranquillo, a offrire al capitano, ormai con i nervi scossi ed in preda all'agitazione, la soluzione: filare in acqua, non visto, mentre il veliero si avvicinerà di notte alla costa di Koh-ring (Cocincina).

Il capitano, mettendo a repentaglio la sicurezza della nave, di fronte ai marinai esterrefatti, dirige la nave verso la costa, doppiando il promontorio meridionale della scura montagna per: "trovare qualche regolare brezza di terra che spinga il veliero più veloce".

Leggatt riesce a fuggire non visto e il capitano con un'ardua virata allontana il veliero da quell: "immensa massa nera che incombeva sulle cime dei nostri alberi"

Breve analisiModifica

Al lettore resta la libertà di interpretare il finale del racconto: si salverà Leggat o sarà destinato a morire ? Il capitano ha comunque ritenuto di offrirgli un'ultima chance ed egli stesso, che all'inizio non disponeva della necessaria esperienza nel manovrare una nave sconosciuta e doveva risolvere e vincere le proprie insicurezze e incomprensioni con l'equipaggio, acquisterà la fiducia in sé stesso, divenendo consapevole della propria forza e dei propri mezzi.

«Ormai il bastimento filava dritto. E io ero solo con lui. Nulla! nessuno al mondo si sarebbe frapposto ora tra noi»

PersonaggiModifica

- Il capitano

- Il 1º e 2º ufficiale di bordo

- Il cambusiere

- Leggatt, il compagno segreto

- Archbold, il comandante della Sephora

Collegamenti esterniModifica

  • Il rapporto di complicità tra il protagonista e il fuggiasco salvato [1]

Edizioni italianeModifica

  • trad. Piero Jahier, in Racconti di mare e di costa, Einaudi, Torino 1946; con introduzione di Ottavio Cecchi, Mondadori, Milano 1971; Bompiani, Milano 1981; con introduzione di Cesare Pavese e postfazione di Renato Oliva, Einaudi, Torino 2001
  • trad. Luigi Ballerini, Casini, Roma 1967; Curcio, Roma 1977
  • trad. Pietro De Logu, introduzione di Andrea Zanzotto, Rizzoli, Milano 1975; Passigli, Firenze 1986
  • trad. Flaminio Di Biagi, Grafica editoriale, Bologna 1994
  • trad. Marilia Ciampi Righetti, Einaudi 1995; Bruno Mondadori, Milano 2000
  • trad. Dacia Maraini, Rizzoli, Milano 1996
  • trad. Marialuisa Bignami, Marsilio, Venezia, 2007
Controllo di autoritàVIAF (EN185037373 · GND (DE4479845-3 · BNF (FRcb146516658 (data) · WorldCat Identities (EN185037373
  Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura