Apri il menu principale

Il fiacre n. 13 (film 1948)

film del 1948 diretto da Mario Mattoli
Il fiacre n. 13
Titolo originaleIl fiacre n. 13
Lingua originalefrancese e italiano
Paese di produzioneItalia, Francia
Anno1948
Durata186 m
Dati tecniciB/N
rapporto: 1.37 : 1
Generepoliziesco, drammatico, sentimentale
RegiaRaoul André e Mario Mattoli
SoggettoSaverio De Montepin
SceneggiaturaJacques Rastier e André Hugon (non accreditato)
ProduttoreRaymond Dervaux, André Hugon e Charles Méré
Casa di produzioneExcelsa Film, Cinématographie de France, Hugon-Films
Distribuzione in italianoMinerva Film
FotografiaRaymond Agnel e Jan Stallich
MontaggioJeanne Rongier e Fernando Tropea
MusicheRenzo Rossellini
ScenografiaGastone Medin e Roland Quignon
CostumiMaria De Matteis
Interpreti e personaggi

Il fiacre n. 13 è un film poliziesco 1948 diretto da Raoul André e Mario Mattoli e tratto dal romanzo di Saverio De Montepin.

Il film è il remake dell'omonimo film del 1917 diretto da Alberto Capozzi e Gero Zambuto.

TramaModifica

Il film è diviso in due parti.

Delitto

1848. L'anziana contessa di Latour Vaudieu muore lasciando tutti i suoi averi al primogenito Filippo. Il secondogenito, Giorgio, istigato dall'amante Claudia, uccide il fratello e il suo medico, il dottor Maroy, e poi abbandona il figlio che il fratello ha avuto da una ragazza che ha perso la memoria in seguito ad un incendio avvenuto nel fiacre n. 13. Pietro Maroy, il nipote del medico, viene accusato dell'omicidio dello zio e condannato all'ergastolo.

Castigo

Vent'anni dopo, la moglie e la figlia di Pietro riescono ad ottenere la riapertura del processo. Il giovane funzionario di polizia incaricato del caso apprende, dopo una serie di indagini, di essere il figlio di Filippo di Lautor Vaudieu abbandonato anni prima nel fiacre n. 13 in seguito alla morte del padre. Il giovane scopre anche che il dott. Maroy è stato ucciso da Claudia, l'amante di Giorgio di Lautor Vaudieu, che già l'aveva aiutato a sbarazzarsi del fratello Filippo. Ormai scoperto Giorgio sceglie la strada del suicidio e Pietro Maroy, riconosciuto innocente, viene finalmente scarcerato.

Collegamenti esterniModifica

  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema