Il romanzo di un giovane povero (film 1942)

film del 1942 diretto da Guido Brignone
Il romanzo di un giovane povero
Il romanzo di un giovane povero (film 1942).png
Caterina Boratto ed Amedeo Nazzari in una sequenza del film
Paese di produzioneItalia
Anno1942
Durata85 min
Dati tecniciB/N
Generedrammatico, storico
RegiaGuido Brignone
SoggettoAlberto Casella, dal romanzo omonimo di Octave Feuillet
SceneggiaturaAlberto Casella, Tomaso Smith
Casa di produzioneS.A.F.A. Palatino
Distribuzione in italianoMinerva Film
FotografiaTino Santoni
MontaggioVincenzo Zampi
MusicheEttore Montanaro, diretta da Luigi Ricci
ScenografiaOttavio Scotti
CostumiGino Carlo Sensani
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Il romanzo di un giovane povero[1] è un film del 1942 diretto da Guido Brignone, tratto dal romanzo omonimo di Octave Feuillet.

TramaModifica

1858. Lontano da casa, il giovane marchese Massimo di Champcey d'Hauterive viene informato della morte del padre. Rientrato a Torino, il notaio Laubepin lo informa che il padre, a causa di sbagliate operazioni finanziarie, ha dilapidato il patrimonio di famiglia. Ormai orfano e senza più beni, Massimo va ad avvisare la sorella minore in collegio; poi rinuncia al titolo nobiliare, conservando soltanto il primo nome familiare, Odiot, e accetta il lavoro che il notaio gli ha procurato come intendente presso la ricca famiglia borghese dei Laroque. Ben presto, grazie alla sua correttezza e ai suoi modi distinti, Massimo riesce a conquistare la piena fiducia dei datori di lavoro. Soltanto la più giovane della famiglia, l'altera Margherita, lo disprezza e lo evita; ma anche se sa di non avere alcuna speranza, si innamora di lei. Poi, il colpo di scena: prima di morire l'anziano capofamiglia confessa che le sue ricchezze sono dovute a un reato commesso ai danni di un avo di Massimo; la rivelazione è determinante per sancire Massimo come unico erede universale di tutti i beni della famiglia Laroque. Massimo si ritrova quindi ricco, mentre Margherita è diventata povera. Nonostante ciò, il ragazzo le offre il proprio amore e il proprio patrimonio.

ProduzioneModifica

Il film venne girato tra la primavera e l'estate del 1942 negli stabilimenti romani di Cinecittà.

DistribuzioneModifica

Il film venne distribuito nelle sale cinematografiche italiane il 19 ottobre del 1942.

CriticaModifica

«Del Romanzo di un giovane povero dovrei dire che mantiene le promesse del titolo [...] Certo che l'Ottocento dovette essere un grande secolo! Un secolo senza mezze misure: c'erano i buoni e i cattivi, ma non c'erano - per carità - quelli così così. Nell'800 gli idilli avevano uno svolgimento semplicissimo: lei faceva a lui tutti i soprusi e lui l'amava sempre più (o viceversa). Poi c'erano grosse eredità ad ogni piè sospinto, aperture di testamenti, vecchi castelli diroccati equivoci, nobili gesti e larga distribuzione di padrini [...] diretto da Guido Brignone, il film è ambientato bene è abbastanza fine e… c'è tutta la roba che vi ho detto.»

(Mino Doletti, Film, 16 gennaio 1943)

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

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