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Ilie Verdeț
Ilie Verdet.jpg

Primo ministro della Repubblica Socialista di Romania
Durata mandato 29 marzo 1979 –
21 maggio 1982
Presidente Nicolae Ceaușescu
Predecessore Manea Mănescu
Successore Constantin Dăscălescu

Presidente del Partito Socialista del Lavoro
Durata mandato 23 gennaio 1992 –
20 giugno 2000
Predecessore carica istituita
Successore Ion Sasu

Dati generali
Partito politico PCR (fino al 1989)
PSM (dal 1990)

Ilie Verdeț (Comănești, 10 maggio 1925Bucarest, 20 marzo 2001) è stato un politico romeno.

Unitosi al Partito Comunista Rumeno nel 1945, fu il penultimo Primo ministro del regime di Nicolae Ceauşescu, dal 29 marzo 1979 al 21 maggio 1982. Constantin Dăscălescu gli succedete nella carica. Era cognato di Nicolae Ceauşescu. Dopo la Rivoluzione del dicembre 1989, Verdeţ istituì il Partito Socialista del Lavoro, che si considerava un successore del Partito Comunista Rumeno.

BiografiaModifica

Nato nel Distretto di Bacău da una famiglia di minatori, suo padre lavorò nelle miniere di carbone nel Banato, nella Valle del Jiu e a Comănești.

Nel 1937, a soli 12 anni, dovette interrompere gli studi e lavorare in miniera a causa delle condizioni di salute del padre. Nel 1939 si trasferì a Reșița per lavorare sempre in miniera. Alla fine della Seconda guerra mondiale si iscrisse al Partito Comunista Romeno e svolse un'intensa attività sindacale. Si sposò nel 1947 ed ebbe due figlie, Doina (1948) e Cezarina (1953)

Attività politicaModifica

Dopo l'ascesa al potere del partito comunista, venne nominato direttore della miniera dove lavorava. Terminò gli studi interrotti in giovane età e entrò nel Comitato Centrale come supplente nel 1955, e come effettivo nel 1960.

Negli anni successivi ricoprì diversi incarichi all'interno del partito. Segretario del Comitato Centrale, membro del Comitato Esecutivo e del Presidio permanente (1966-1977), membro del Presidio permanente del Comitato Politico Esecutivo (C.P.Ex.) (1977-1989).

In occasione dello sciopero dei minatori nell'agosto 1977 fu mandato da Ceaușescu a negoziare con i leader della protesta. Fu nominato in seguito (7 marzo 1978) vicepresidente del consiglio dei ministri e l'anno successivo capo del governo. Cercò di risolvere, senza successo, la grave crisi economica che attraversava il paese. Diede le dimissioni nel 1982 e fu nominato Vicepresidente del Consiglio di Stato.

Dopo la rivoluzione del 1989Modifica

Nel 1990, insieme ad altri dirigenti del vecchio partito, si attiva per formare un partito di sinistra vicino ai lavoratori e alle tradizioni socialiste. Il 16 novembre di quell'anno fonda il Partito Socialista del Lavoro (Partidul Socialist al Muncii) che ottenne nelle elezioni del 1992 il 3,18% al senato e il 3,04% alla camera per scendere intorno al 2% (senza peraltro ottenere seggi) in quelle del 1996.

Nel 2000 rassegnò le dimissioni da presidente del partito

Morì per un infarto a Bucarest il 20 marzo 2001

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