Isola Gallinara

Isolotto della Liguria (Italia)
Isola Gallinara
17031 Albenga, Province of Savona, Italy - panoramio.jpg
Geografia fisica
LocalizzazioneMar Ligure
Coordinate44°01′31.472″N 8°13′39.983″E / 44.025409°N 8.227773°E44.025409; 8.227773Coordinate: 44°01′31.472″N 8°13′39.983″E / 44.025409°N 8.227773°E44.025409; 8.227773
Superficie0,21 km²
Dimensioni470 m × 450 m
Altitudine massima87 m s.l.m.
Geografia politica
StatoItalia Italia
RegioneLiguria Liguria
ProvinciaSavona Savona
ComuneAlbenga-Stemma.png Albenga
Cartografia
Mappa di localizzazione: Liguria
Isola Gallinara
Isola Gallinara
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Isola Gallinara
Tipo di areaSIC
Class. internaz.IT1324908
StatiItalia Italia
RegioniLiguria Liguria
ProvinceSavona Savona
Provvedimenti istitutivilegge regionale n. 28/2009 della Regione Liguria (10/7/2009) "Disposizioni per la tutela e valorizzazione della biodiversità" [1]
GestoreComune di Albenga
Mappa di localizzazione

L'isola Gallinara o isola Gallinaria[2] (A Gainâa in ligure, Insula Gallinaria in latino) è un'isola situata nei pressi della costa ligure, nella Riviera di Ponente, di fronte al comune di Albenga al quale appartiene. L'isola dista 1,5 km dalla costa, dalla quale è separata da un canale profondo in media 12 m; essa costituisce la Riserva naturale regionale dell'Isola di Gallinara.

Isola Gallinara

AmbienteModifica

L'isola è sede di una delle più grandi colonie di nidificazione dei gabbiani reali nel mar Ligure[3]. Ha le coste frastagliate e tra queste è situato un porticciolo.

StoriaModifica

L'isola prende il nome dalle galline selvatiche che la popolavano in passato, come riportano Catone e Varrone[4]. Fu il rifugio di san Martino di Tours verso la fine del IV secolo e del monastero di San Martino fondato dai monaci colombaniani di San Colombano d'Irlanda[5], sepolto nell'abbazia di Bobbio che porta il suo nome, in epoca longobarda e successivamente confluito con Bobbio alla regola benedettina. Dopo le invasioni saracene del IX e X secolo l'edificio monastico venne ricostruito dai benedettini. Nel 940 il vescovo di Albenga Ingolfo assegnò ai monaci il monastero di San Martino in Albenga, che divenne la sede in terraferma dell'abbazia, assieme alla basilica di San Calocero e alla chiesa di S. Anna ai Monti e in seguito anche la Chiesa di Santa Maria in Fontibus e altri possedimenti dei dintorni. Nel 1011 l'abbazia è documentata e denominata come monastero dei santi Maria e Martino con vasti possedimenti e del feudo del contado ingauno, un territorio che va da Sanremo a Finale Ligure, con capoluogo Albenga. Nel 1044 ottenne da papa Benedetto IX l'esenzione dalla giurisdizione vescovile e ottenne diverse proprietà e munificenze in Italia, in Catalogna e Barcellona, in Provenza specie nella zona di Fréjus (fra cui la chiesa di San Leonzio)[6] e in Corsica[7]. Nel 1064 la marchesa Adelaide di Susa donò il monastero e i suoi possedimenti ingauni e di Porto Maurizio all'abbazia di Abbadia Alpina di Pinerolo. Ma nel 1169 con la bolla di papa Alessandro III l'abbazia divenne autonoma e indipendente e venne posta sotto la diretta protezione della Santa Sede. A partire dal XIII secolo, il monastero subisce una progressiva decadenza finendo sotto il controllo genovese. Nel 1473, con la morte dell'abate Carlo Del Carretto, e per due secoli l'abbazia venne trasformata in commenda e assegnata alla famiglia Costa. Nel XVII secolo la commenda passo ai vescovi di Albenga, finché nel 1842 il monastero e l'intera l'isola vennero venduti a privati.

Nei fondali circostanti l'isola sono stati trovati[8] vari relitti e manufatti, risalenti in alcuni casi al V secolo a.C. e identificati come provenienti dalla zona di Marsiglia, per via dei commerci avvenuti in passato. Svariati reperti sono conservati nel Museo navale romano di Albenga presso il palazzo Peloso Cepolla, tra cui molte anfore di epoca romana dal periodo repubblicano fino al VII secolo. Nino Lamboglia effettuò qui il primo[4] recupero subacqueo della storia nel 1950.

Nel 1989 l'isola è stata dichiarata riserva naturale, vi soggiorna sempre un guardiano per preservarla dagli incendi e curando gli oltre dieci chilometri di sentieri che l'attraversano. Le spese per la sua salvaguardia sono a carico della proprietà privata, la Gallinaria S.r.l. con sede a Novara.[9]

Nell'agosto 2020 l'isola viene venduta per dieci milioni di euro all'ucraino Olexandr Boguslayev[10].

Gallerie per gli armamenti durante la seconda guerra mondialeModifica

Sull'isola sono presenti due gallerie scavate dai prigionieri di guerra quando l'isola venne occupata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Sono alte circa due metri e hanno una larghezza di circa tre metri, sezione quadrata piuttosto irregolare, poiché non rifinita. Si incrociano con un angolo di 90°, consentendo un controllo marittimo a 360° sulla zona di mare antistante. Alle estremità delle gallerie si trovano delle piazzole di quindici metri per quindici metri, ormai coperte dalla vegetazione, sulle quali i cannoni provenienti dai binari collocati nelle gallerie potevano brandeggiare comodamente. Nelle gallerie venivano stoccati i proiettili. Alla fine della guerra il tutto venne smantellato e portato presso l'Arsenale di La Spezia[11].

Attività subacqueaModifica

L'attività subacquea presso l'isola era stata proibita[12] per via della presenza di ordigni bellici inesplosi sul fondale e per via della presenza di un relitto (44°01′00.7″N 8°13′00.5″E / 44.016861°N 8.216806°E44.016861; 8.216806) risalente al XVIII secolo.

Una successiva ordinanza[13] ha consentito le immersioni subacquee accompagnate dalle guide locali dei diving center convenzionati. Sui fondali e sulle pareti si possono trovare margherite di mare, spugne gialle (talvolta anche di grosse dimensioni[14]), rare Chaetaster longipes[14] e una grande abbondanza[14] di vita bentonica.

In particolare l'isola presenta due punti di immersione:

Galleria d'immaginiModifica

 
Isola Gallinara

NoteModifica

  1. ^ Bollettino Ufficiale Regione Liguria n.13 del 15-7-2009; allegato con i SIC su lrv.regione.liguria.it Archiviato il 5 marzo 2016 in Internet Archive. (accesso: luglio 2014)
  2. ^ Isola Gallinara o Gallinaria sul portale Summagallicana.it
  3. ^ Regione Liguria Archiviato il 20 marzo 2008 in Internet Archive., Riserva naturale regionale della Gallinara.
  4. ^ a b c d e f Alberto Balbi, Gallinara, la dimenticata dal tempo, in SvbAqva, III-22, aprile 2007, pp. 62-70.
  5. ^ L'Isola Gallinara, il monastero di San Martino di Tours e il monaci benedettini di San Colombano sul portale saintcolumban.eu
  6. ^ L.T. Belgrano e A. Neri, Giornale ligustico di archeologia, storia e letteratura, Anno X - Fascicolo I, Genova, gennaio 1883, p. 236
  7. ^ Luciano L. Calzamiglia, L'isola Gallinaria e il suo monastero, Dominici Editore, Imperia 1992, p. 50-51
  8. ^ Archeologia marina Archiviato il 12 agosto 2008 in Internet Archive.
  9. ^ GALLINARIA S.R.L., vedi www.icribis.com
  10. ^ Giò Barbera, Venduta a un magnate ucraino l’isola Gallinara, valore 10 milioni di euro, La Stampa, 3 agosto 2020. URL consultato il 3 agosto 2020.
  11. ^ Copia archiviata, su maurodogliani.it. URL consultato il 12 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale l'8 luglio 2012).
  12. ^ Divieti sulla zona di mare circostante l'isola Gallinara
  13. ^ Regolamentazione subacquea Archiviato il 27 settembre 2007 in Internet Archive.
  14. ^ a b c Paolo Fossati, Le sorprese della Gallinara, in Sub, n. 261, giugno 2007, pp. 52-56.
  15. ^ Immersioni nei pressi dell'isola Archiviato il 27 settembre 2007 in Internet Archive..

BibliografiaModifica

  • G. Pollacci, L’isola Gallinara e la sua flora, Milano, 1905
  • L. Giordano, L'isola pittoresca, in ID. Memorie Liguri, II, Sanremo 1949, pp. 9-10
  • F. Orsino, Flora e vegetazione delle isole Gallinara e Bergeggi (Liguria occ.), Webbia 29, 595, 1975
  • AA. VV., Atti del Convegno: Un'isola come parco naturale, Alassio 24 marzo 1990
  • E. Riccardi, e F. Ciciliot, Un "latino" chargé d'ardoise coulé à l'Ile Gallinaria (Albenga, Italie), in «Cahiers d'Archéologie Subaque», XII, 1994, pp. 53-61
  • Leali Rizzi, Tina. Penco, Adriano. Liguria in blu - Guida alle immersioni subacquee da Ventimiglia a La Spezia. Le Mani-Microart'S, 2001. ISBN 8880121790
  • AA. VV., Aree protette regionali della costa ligure. Villa Hanbury Isola Gallinara Rio Torsero Bergeggi Porto Venere, Genova, Erredi Grafiche Editoriali, 2006, pp. 16
  • G. Casalis, Isola Gallinaria, in ID., Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, vol. VIII, Torino 1841, pp. 555-556
  • V. Arduini, L'isola Gallinaria, Genova 1897
  • F. Salzig, L'isola Gallinaria presso Albenga, in «Rivista delle Alpi», anno III, 1866, fasc. 1, pp. 5-11, ed in estratto, Albenga, Stalla, 1988
  • B. Dobelli, S. R. Marenco, R. Strizioli e C. Tagliafico, L'Isola Gallinara. Storia, leggenda e poesia, Albenga, Bacchetta, 1991
  • G. Rossi, L'abbazia di S. Maria e S. Martino dell'isola Gallinara, in «Rivista Storica Benedettina», a. IV, 1909, pp. 66-73
  • Nino Lamboglia, Vestigia dell'alto medioevo nell'abbazia della Gallinaria, in «Rivista Ingauna e Intemelia », a. III, 1937, 1-2, pp. 62-66
  • Nino Lamboglia, La nave romana di Albenga, in «Rivista di Studi Liguri», a. XVIII, 1952, pp. 131-236
  • Nino Lamboglia, I monumenti medioevali della Liguria di Ponente, Torino, Istituto Bancario San Paolo di Torino, 1970, p. 101
  • G. Penco, Il monastero dell'isola Gallinaria e le sue vicende medioevali, in «Rivista Ingauna e Intemelia», n.s., a. XVIII, 1963, nn. 1-4, pp. 10-21
  • A. Siccardi, Un documento ignorato sui rapporti tra l'isola Gallinaria e la Catalogna nel secolo XII, in AA. VV., Atti del Congresso Storico Liguria-Catalogna, Bordighera, 1974
  • J. Costa Restagno, Diocesi di Albenga, in «Italia Benedettina», AA.VV., Italia Benedettina, vol. II: Liguria monastica, Cesena, Centro Storico Benedettino Italiano, 1979, pp. 183-207
  • J. Costa Restagno, Il monastero della Gallinaria nei secoli XI e XII e i suoi possedimenti in Catalogna, in «Italia Benedettina», V, Storia monastica ligure e pavese studi e documenti, Cesena 1982, pp. 259-298
  • I. Raimondo, Il Monastero dell'Isola Gallinara ad Albenga, tesi inedita c/o l'Archivio Diocesano di Albenga (SV), Roma 1985
  • Luciano L. Calzamiglia, L'Isola Gallinaria ed il soggiorno di S. Martino, in «Il Menabò Imperiese», a. VI, 1988, II, pp. 1-6
  • Luciano L. Calzamiglia, L'isola Gallinaria e il suo monastero, Collana di Storia e Letteratura, V, Dominici Editore, Imperia 1992
  • B. Massabò, Scavi nella grotta di S. Martino, nell'isola Gallinaria, ad Albenga, in AA. VV., Les îles du litoral provençal et de la côte ligure. Actes du Seminaire d'Archeologie, Bordighera, 12-13 dicembre 1997, «Bulletin Archeologique de Provence», 1998
  • Dellù Elena Rosangela, Bulgarelli Francesca, Dell'Amico Piero, Roascio Stefano, Recenti interventi sull’Isola Gallinara di Albenga (SV). Stratigrafie dal cenobio benedettino all'occupazione “laica” dell'isola, in Atti VI Congresso Società Archeologi Medievisti Italiani, (l'Aquila, 12-15 September 2012), All'Insegna del Giglio, Firenze 2012, pp.228-232
  • A. Maestri, Il culto di San Colombano in Italia, Archivio storico di Lodi, 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008), Bobbio

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