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Istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri"

Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri
Istituto MN.jpg
Istituto Mario Negri
TipoFondazione no profit
Fondazione1 febbraio 1963
ScopoAttività filantropica per la ricerca biomedica, la difesa della salute e della vita umana.
Sede centraleItalia Milano
Area di azioneItalia
DirettoreGiuseppe Remuzzi
Impiegati950
Sito web

L'Istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri" è una fondazione no profit di Milano, per la ricerca, la formazione e l'informazione sulle scienze biomediche.

La costituzione dell'istituto, avvenuta nel 1963, fu resa possibile da un apposito lascito testamentario del filantropo milanese Mario Negri e dall'attività del fondatore e primo direttore Silvio Garattini.

Il primo gruppo di ricercatori, inizialmente solo 22, è rapidamente cresciuto e, nel 2006, contava 900 ricercatori distribuiti fra le 4 sedi attuali.

Dal giugno 2018 il direttore è Giuseppe Remuzzi.[1]

Indice

StoriaModifica

Nel 1958 Silvio Garattini, di aiuto all'Istituto di Farmacologia dell'Università di Milano, conobbe Mario Negri, gioielliere e filantropo; la visione di Garattini con il concetto della fondazione di un'organizzazione nell'interesse pubblico, con la flessibilità delle attività private, non a scopo di lucro, per la ricerca di cure contro i tumori, affascinò Mario Negri, sicché alla sua morte nel 1960, all'apertura del testamento nel 1961, il filantropo aveva finanziato alcuni programmi di ricerca scientifica, lasciando un'importante parte del suo patrimonio alla fondazione di un Istituto di ricerca, che avrebbe portato il suo nome, indicandone precise caratteristiche e scopi, e chiedendo che Silvio Garattini fosse il direttore e la guida.

Nel 1963 il 1 febbraio a Milano si inaugurò la prima sede nell'area di Quarto Oggiaro; è la sola Fondazione privata italiana dedicata interamente alla ricerca scientifica; insieme a Garattini, una squadra composta da 21 talenti scientifici, nelle aree di ricerca che riguardano psicofarmacologia, metabolismo dei lipidi e chemioterapia dei tumori. Nel 1970 grazie alle competenze della farmacocinetica, cominciano i primi studi per stabilire efficacia e tossicità dei farmaci, creando un primo ponte di collegamento tra ricerca e pazienti. Le malattie cardiovascolari (GISSI), tumori ginecologici (GIVIO), malattie della pelle (GISED), e pazienti in terapia intensiva (GIVITI), o con malattie psichiatriche (GISAS) sono oggetto di ricerche della Fondazione.

Nel 1984 nasce la seconda struttura del "Mario Negri" di Bergamo, presso il Conventino, un edificio settecentesco della città, con un team di 25 giovani studiosi clinici e biologi, guidati da Giuseppe Remuzzi, con lo scopo di eliminare la dialisi nei pazienti affetti da malattie renali. Nel 1987 la sede di via Eritrea a Milani si arricchisce dal 1983 di una torre a sei piani, dedicata ai laboratori di ricerca, grazie alla donazione di ANgelo ed Angela Valenti. Nel 1987 un nuovo aiuto economico di Catullo e Daniela Borgomaineiro permette l'ampliamento della parte storica della Fondazione, con un nuovo edificio per l'avvio di ricerche di biologia ed epidemiologia.
Nel 1980 nasce la terza struttura del "Mario Negri Sud" in Abruzzo, presso il comune di Santa Maria Imbaro in provincia di Chieti, vicino alla città a sviluppo commerciale di Lanciano, e in facile comunicazione con le strade dell'Adriatico e l'autostrada A14. La scelta originaria del sito di costruzione doveva essere Foggia, ma infiltrazioni mafiose nel progetto hanno modificato il luogo.

Nel 1992 l'Istituto con la donazione dei coniugi Daccò e di alcune banche bergamasche, apre il Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare "Aldo e Cele Daccò" presso la Villa Camozzi di Ranica (BG); nel 2001 il Centro Daccò diventa sede del Coordinamento dalla Rete Regionale per le Malattie Rare in Lombardia, in collaborazione col Centro Nazionale delle Malattie Rare dell'Istituto Superiore di Sanità, raccogliendo informazioni, documentazioni, diffondendo informazioni al pubblico, e svolgendo ricerca sperimentale e clinica, formando giovani ricercatori, coordinanti i centri lombardi dedicati alle malattie rare.

Nel 2002 presso il Centro Daccò si apre il Centro Ricerche Trapiani "Chiara Cucchi De Alessandri e Gilberto Crespi" con il contributo della Fondazione Ricerca Trapianti ART, con donazione di borse di studio e apparecchiature all'avanguardia, con scopo di migliorare la tolleranza rispetto all'organo trapiantato. Nel 2007 la sede principale dell'Istituto si sposta da via Eritrea a Milano in una nuova maggiore e più moderna struttura alla Bovisa, con la superficie di 42.000 mq totali. Nel 2010 la donazione di Anna Maria Astori rende possibile la costruzione della nuova sede di Bergamo fuori dalla storica struttura del Conventino, presso il Polo Scientifico "Kilometro Rosso". Nel 2013 il Ministero della Salute riconosce l'Istituto "Mario Negri" come IRCSS (Istituto di Ricovero e Cura Carattere Scientifico) attestandone l'alto contributo alla farmacologia e alla sperimentazione clinica delle malattie neurologiche, rare e ambientali.

Nel 2018 Silvio Garattini lascia la guida delle tre sedi di Milano, Bergamo e Ranica a Giuseppe Remuzzi. Nel 2015 la quarta sede del Mario Negri Sud in Abruzzo era andata in fallimento per bancarotta fraudolenta dei direttori, con scandali e proteste dei lavoratori.

ObiettiviModifica

Le ricerche dell'istituto sono rivolte ad approfondire la comprensione dei meccanismi intimi di funzionamento degli organismi viventi, individuare le ragioni per cui insorgono le varie malattie, conoscere i processi che si svolgono negli organismi stessi in seguito all'introduzione di farmaci. I risultati che ne emergono servono sia per la messa a punto di nuovi farmaci, sia per accrescere l'efficacia di quelli già in uso e conoscerne meglio il rapporto beneficio-rischio.

In quasi 50 anni di attività, l'Istituto ha prodotto oltre 12.000 pubblicazioni scientifiche e circa 250 volumi, in cancerologia, chemioterapia e immunologia dei tumori, in neuropsicofarmacologia, in farmacologia cardiovascolare e renale.

Oltre alle attività di ricerca, l'Istituto svolge anche attività di insegnamento per la formazione professionale di tecnici di laboratorio e ricercatori laureati.

Centri di ricercaModifica

Mario Negri volle che venissero costruiti in Italia tre principali centri di ricerca scientifica e farmacologica: uno a Milano, uno a Bergamo e l'ultimo a Santa Maria Imbaro, chiamato "Mario Negri Sud", non più attivo dal 2015.

Originalmente quest'ultimo centro avrebbe dovuto essere costruito nel sud della Puglia, ma alla fine i direttori per evitare disguidi con le politiche attuali scelsero un appezzamento di terra vicino al mare nell'Abruzzo per la costruzione.

Il "Mario Negri" di MilanoModifica

La sede è in via Mario Negri a Milano. La storica sede fu costruita nel 1963 in via Eritrea a Milano, nel 2002 si è progettata la nuova struttura presso la Boviga per la costruzione del nuovo politecnico e della sede dell'Università per la Laurea Triennale. La struttura è dotata al piano terra di una grande sala di atrio, la sala mensa, la sala dell'orientamento, gli uffici tecnici e amministrativi al primo piano. La struttura è dotata di 5 piani, più una grande torre angolare posta al lato della facciata, sede di alcuni laboratori; 4 piani sono dedicati ai lavoratori e uffici di ricerca, suddivisi in dipartimenti e laboratori con le annesse unità.
Oltre al palazzo grande, si trova anche una seconda struttura è adibita ad albergo per ricercatori esterni, e per gli alloggi degli studenti dell'Istituto

Il "Mario Negri" di BergamoModifica

Si trova a Bergamo presso il Parco Scientifico Tecnologico "Kilometro Rosso", un'altra sede invece è nel limitrofo comune di Ranica in via Camozzi, quella storica presso il Conventino, sede della "Casa del Giovane".

La sede nuova è stata realizzata nel 2010, intitolata ad Anna Maria Astori, che ha contribuito al finanziamento dell'opera, di circa 6.600 mq. Il Centro svolge attività di ricerca nel campo delle malattie renali e del diabete, dell'immunologia dei trapianti d'organo, della farmacologia clinica, della medicina molecolare e rigenerativa, della bioingegneria e di alcuni aspetti delle malattie tumorali e delle malattie rare. Il Centro occupa 100 persone, è dotato di strutture e apparecchiature all'avanguardia, come la microscopia elettronica e confocale, stanze sterili per colture cellulari, laboratori per studi di biologia cellulare e molecolare, strumentazione per dosaggi farmacologici. Oltre all'attività di ricerca sono attivi programmi di formazione rivolti ai giovani laureati e diplomati, con corsi di laboratorio di ricerca e specializzazione al livello regionale.

Istituto "Mario Negri Sud"Modifica

 
Il Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro, in provincia di Chieti, Abruzzo.

Il Consorzio Mario Negri Sud, nato il 5 dicembre 1980, un centro di ricerca, formazione e divulgazione scientifica gestita dall'omonima fondazione senza scopo di lucro, situato nel comune di Santa Maria Imbaro, provincia di Chieti. Le attività del centro incominciarono il 1º febbraio 1988, nella ricorrenza del 25º anniversario del della fondazione del "Mario Negri" di Milano e terminarono, dopo 27 anni di attività, nel 2015 quando è stato chiuso per gravi problemi finanziari.

Il centro possedeva inoltre un campus, alloggio per ricercatori e visiting scientist e si occupava di formare e qualificare i ricercatori del Mezzogiorno d'Italia. Operava nei settori della biologia cellulare e molecolare, oncologia molecolare e clinica, malattie cardiovascolari, coordinamento di studi clinici controllati sul diabete, infarto miocardico, tumore della mammella e malattie mieloproliferative, epidemiologia assistenziale e farmacoepidemiologia, ricerca clinica ed epidemiologica e formazione in medicina generale, sistemi informativi e politiche sanitarie, rapporti tra salute e ambiente e metodologie analitiche per il monitoraggio ambientale. La struttura è ancora in piedi, benché abbandonata a sé stessa, si è pensato a vari utilizzi, compreso il centro di ricovero per i migranti che negli ultimi anni sono sbarcati in Italia dalle coste libiche, ma per il momento gli annunci del Presidente della Provincia di Chieti Mario Pupillo si sono dimostrati solo vuoti programmi senza nulla di concreto.

Il Centro Anna Maria Astori e il Centro Aldo e Cele DaccòModifica

Presente fin dal 1984, il Mario Negri a Bergamo può contare due sedi: il Centro Anna Maria Astori che si trova presso il Parco scientifico tecnologico Kilometro Rosso, e il Centro di ricerche cliniche per le malattie rare "Aldo e Cele Daccò" a Villa Camozzi. Al Negri di Bergamo ci sono tre dipartimenti: bioingegneria, medicina molecolare e medicina renale.

I dipartimentiModifica

All'interno dell'Istituto Mario Negri sono presenti i seguenti dipartimenti: Ambiente e salute, Biochimica e Farmacologia Molecolare, Medicina Molecolare, Bioingegneria, Medicina molecolare, Oncologia, Medicina Renale, Ricerca Cardiovascolare, Neuroscienze e Salute Pubblica.

Scandalo del Mario Negri SudModifica

Il motivo della chiusura del terzo storico polo di ricerca dell'Istituto "Mario Negri" è dovuto a un buco di oltre 9 milioni di euro, venuto fuori dal 2013. La crisi era esplosa già dal 2009, con la dichiarazione della direzione della necessità di numerosi licenziamenti, da un consiglio di amministrazione che prevedeva il 75% delle quote del Negri Milano e le restanti 15% alla Regione e 10% alla Provincia di Chieti, si è passati ad un CDA con tutti e tre i soci a pari quote. Il problema economico, quando era allora Presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio, attualmente sindaco del comune di Fossacesia, non è stato valutato con concretezza, il Presidente del Consorzio Silvio Garattini, resosi contro dell'incontrollabilità del debito del Negri Sud, sembrerebbe aver trasformato in Fondazione lo stesso Negri Sud per scaricare buona parte del debito nell'Istituto Mario Negri Milano in quelle pubbliche degli altri due soci Regione Abruzzo e Provincia di Chieti.

Di Giuseppantonio in qualità di presidente, non solo ha avvallato il disegno di Garattini, ma avrebbe sposato la causa della trasformazione necessaria del Negri Sud in Fondazione, affinché la Provincia avesse potuto donare il campus del valore di 20 milioni di euro e consentire alla Fondazione di accede ai crediti bancari, ben sapendo che questa operazione non era consentita dalla legge. L'allora Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi ha assecondato il disegno di Garattini, tuttavia non intervenendo negli affari della Provincia e della Fondazione in maniera concreta. Il 12 marzo 2015, dopo due anni in cui i dipendenti del Negri Sud non venivano più pagati, vista la nota della Prefettura di Chieti con la quale è stata comunicata l'estinzione di fatto della Fondazione Negri Sud, ha nominato i commissari liquidatori Carlo Fimiani, Valentina Luise e Giordano Albanese. A nulla sono valse le proteste dei lavoratori che avevano partecipato alla costituzione della Fondazione comandata dalla sindacalista Andreina Poggi anch'essa lavoratrice presso l'istituto, né pare che le emittenti televisive locali abbiano appoggiato la loro causa.

Negli stessi giorni della nomina dei commissari liquidatori dalla Prefettura di Chieti, le cavie da laboratorio dell'istituto venivano soppresse con del gas, scatenando aspre polemiche presso la comunità pubblica, e dagli animalisti locali capitanati da Walter Caporale, che ha presentando una denuncia al Tribunale di Lanciano, che ha avviato un processo nel 2016.

NoteModifica

  1. ^ Giuseppe Remuzzi nuovo Direttore dell'Istituto Mario Negri, in Mario Negri. URL consultato il 23 agosto 2018.

Collegamenti esterniModifica

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