Mezzogiorno (Italia)

macro-regione economica italiana
Mezzogiorno
Mezzogiorno d'Italia.jpg
Stati Italia Italia
Territorio Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo,
Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata,
Coat of arms of Calabria.svg Calabria,
Regione-Campania-Stemma.svg Campania,
Regione-Molise-Stemma.svg Molise,
Coat of Arms of Apulia.svg Puglia,
Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Sardegna-Stemma.svg Sardegna* (cfr. testo)
Superficie 123 024 km²
Abitanti 20 783 337[1] (20-12-2017)
Densità 167,53 ab./km²
Mezzogiorno.svg

Il Mezzogiorno o Meridione d'Italia è una macro-regione economica comprendente l'Italia meridionale e quella insulare.

Corrisponde con buona approssimazione alle regioni storicamente comprese nel Regno di Sicilia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia)[2], includendo inoltre di solito anche la Sardegna[3] e, solo storicamente, una parte del Basso Lazio (i circondari di Gaeta e Sora), nonché il Circondario di Cittaducale.

Lo sviluppo di questa macroregione italiana è oggetto di studi da parte di istituzioni specializzate come la Svimez[4] con sede a Roma e l'Associazione studi e ricerche per il Mezzogiorno[5] con sede a Napoli.

L'appartenenza dell'isola di Sardegna alla suddetta macroregione è controversa, in virtù del posizionamento geografico, della storia del tutto peculiare, della specificità linguistica e culturale, nonché di svariate differenze socio-economiche rispetto alle altre regioni considerate.

Indice

GeografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Italia meridionale e Italia insulare.

Il Mezzogiorno confina a nord-ovest con il Lazio, nord-est con le Marche e a sud con il mar Mediterraneo. Il suo territorio è prevalentemente collinare-montuoso, le pianure più estese sono: il Tavoliere delle Puglie (seconda pianura più estesa della penisola italiana), la pianura salentina, il Campidano, la piana di Metaponto, la piana del Sele, la Piana di Sibari, piana di Catania e la Pianura Campana.

È attraversato da nord a sud dalla catena montuosa degli Appennini, le vette più elevate sono il Gran Sasso d'Italia 2.912 m, monte Amaro 2.793 m, monte Miletto 2.050 m (Massiccio del Matese), il monte Terminio 1.783 m e il Monte Cervialto 1.809 m (Appennino campano), il monte Pollino 2.248 m, serra Dolcedorme 2.267 m, monte Papa 2.005 m, monte Alpi 1.900 m (Appennino lucano), monte Botte Donato 1.930 m Appennino calabro, Montalto (Aspromonte) 1.956 m Aspromonte che rientra nel territorio del Parco nazionale dell'Aspromonte, di cui costituisce una delle principali attrattive; il monte Cervati 1.899 m e il monte Gelbison (o Sacro Monte di Novi Velia) i quali si trovano ambedue nel parco Nazionale del Cilento, il Roccamonfina alto 1.006 m.

I mari che bagnano le regioni Meridionali sono Adriatico, Ionio, Tirreno.

 
Il tempio di Apollo a Kyme (Cuma)

Le città che hanno ottenuto il riconoscimento di città metropolitana sono Napoli, Palermo, Bari, Cagliari, Catania, Messina e Reggio Calabria.

Il clima è tipicamente mediterraneo sulle coste e continentale all'interno.

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'Abruzzo, Storia della Campania, Storia della Puglia, Storia della Basilicata, Storia della Calabria, Storia della Sicilia e Storia della Sardegna.

Primi insediamenti umaniModifica

 
Cartina del sud Italia in epoca augustea

Le prime tracce umane nel Mezzogiorno risalgono al paleolitico in base ai ritrovamenti di utensili tipo amigdala a Capri (NA) e a Castelpagano (BN) e i manufatti di tipo musteriano a Palinuro (SA), Tufara (CB), Grottaminarda (AV), Nerano (NA) e Montemiletto (AV)[6]. Considerando, inoltre, i più antichi nuclei indo-europei dei Sardi (1800 a.C.), dei Siculi (1000-650 a.C.) e dei Sanniti (1000 a.C.)[7], l'Italia meridionale fu colonizzata dai greci che, nell'VIII secolo a.C. con un flusso migratorio originato da singole città greche, fondarono città come Zankle (Messina), Pithekusa (sull'isola di Ischia), Rhegion (Reggio di Calabria), Kroton (Crotone), Kyme (Cuma), Metapontion (Metaponto) e Taras (Taranto)[8]. Le colonie, che si estendevano dalla Calabria alla Sicilia, dalla Campania alla Puglia, divennero così la culla della civiltà europea e non solo.

Impero romano e bizantinoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Italia romana e Regioni dell'Italia augustea.
 
Cartina politica del sud Italia nel 1112.

A partire dal IV secolo a.C. fu progressivamente conquistata dai romani, che diedero grande impulso alle unità urbane, costruendo strade, città, templi, palazzi, acquedotti e altre infrastrutture, imponendosi definitivamente dopo la seconda guerra punica[8]. Prima con le invasioni barbariche e poi con i Bizantini, vide l'alternarsi di molte entità politiche, che ne occuparono quasi tutto il territorio. Le ultime e rilevanti potenze, poco prima dell'unificazione politica, furono il Regno delle due Sicilie, sotto i Borbone di Napoli, e quello di Sardegna infine assegnato ai Savoia con un trattato ratificato all'Aia nel 1720, a seguito di una plurisecolare sovranità iberica sulla quale il Regno sardo stesso era stato fondato.

Regno delle Due SicilieModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Suddivisione amministrativa del Regno delle Due Sicilie.
 
Province delle Due Sicilie nel 1454

Nel XIX secolo il Regno delle Due Sicilie, sotto i Borbone, ebbe un'economia vivace, aperta a iniziative industriali a livello nazionale, europeo e mondiale con promettenti industrie rispetto al Nord (le Officine di Pietrarsa, la più grande industria metalmeccanica in Italia all'unificazione che fu riprodotta in miniatura dall'Ansaldo). Il sistema bancario meridionale, inoltre, era solido e non aveva bisogno di grandi aiuti esteri. Esistevano tre complessi per produrre locomotive: Pietrarsa, Guppy e Ansaldo, due erano del sud ma si nota come l'Ansaldo di Genova avesse solo 400 addetti, mentre Pietrarsa più di 1000[9] L'economia vantava, inoltre, il maggiore numero di società per azioni in Italia, terza flotta mercantile nel mondo, prima compagnia di navigazione del Mediterraneo, la più alta quotazione di rendita dei titoli di Stato e inoltre anche la più grande Industria Navale d'Italia per numero di operai e grandezza.[10]. Prima dell'Unità d'Italia, inoltre, il bilancio del Regno delle Due Sicilie era in attivo, pur avendo una "spesa sociale" non indifferente[11].

Unità d'Italia: la questione meridionale e il meridionalismoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Risorgimento, Spedizione dei Mille, Dibattito storiografico sulla Spedizione dei Mille e Assedio di Gaeta (1860).
 
La batteria Santa Maria della fortezza di Gaeta dopo l'assedio. Sullo sfondo, la squadra navale che partecipò ai bombardamenti.

In seguito all'Unità d'Italia, il mancato sviluppo economico della parte meridionale del paese, diede origine, a partire dal 1870, alla questione meridionale e a una corrente di pensiero e ricerca storica detta "meridionalismo"[12].

Dopo il 1880, a seguito della crisi agraria che interessò il Mezzogiorno, si inasprì la povertà delle regioni meridionali, favorendo una massiccia emigrazione verso le Americhe. La crisi fu determinata dal crollo delle esportazioni dei prodotti agrari a causa della politica nazionale a favore delle industrie del nord[13]. I primi governi nazionali favorirono le imprese del nord con una politica di dazi sui manufatti industriali stranieri: senza dazi alle frontiere, infatti, i manufatti nazionali erano molto più costosi di quelli stranieri.

La politica di governo - che già aveva trasferito fisicamente fabbriche dal sud al nord (un esempio celebre sono i cantieri navali campani, ricostruiti in Liguria)[14] – determinò, però, la reazione dei paesi stranieri che introdussero dazi sui prodotti italiani, causando la rovina del settore agricolo meridionale e veneto. Le esportazioni di prodotti agrari crollarono. Le campagne furono letteralmente abbandonate ed ebbe inizio la piaga dell'emigrazione[15][16][17][18].

Nel corso del Novecento le direttrici migratorie si spostarono verso l'Europa centrale e settentrionale (Francia, Germania, Svizzera e Belgio) e, soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, verso l'Italia settentrionale (segnatamente Piemonte e Lombardia) quando la ricostruzione richiamò manodopera per il lavoro nelle fabbriche.

Tutti i governi che si sono succeduti nel corso del XX secolo si sono adoperati, spesso con scarsi risultati, con interventi speciali sulle aree interessate, al fine di diminuire lo squilibrio che a molti livelli lasciava il Mezzogiorno lontano dalle restanti regioni italiane, a partire dalla legge speciale per il risanamento di Napoli, voluta fortemente da Francesco Saverio Nitti.

Durante il periodo fascista, parte dell'attuale Lazio (il circondario di Sora e quello di Gaeta) fu scorporata dalla ex provincia di Terra di Lavoro del Regno delle Due Sicilie e quindi dal Mezzogiorno. Lo stesso accadde a territori abruzzesi come l'area di Amatrice, Cittaducale e Leonessa, assegnata al Lazio da Mussolini.

Dopo la seconda guerra mondiale, fu istituito un apposito ente pubblico che aveva funzioni di realizzare politiche incentivanti la produzione e sussidiarie delle economie locali: la Cassa per il Mezzogiorno (CASMEZ). L'attività di tale ente, che soprattutto nei suoi primi venti anni di vita aveva contribuito a ridurre il divario tra il Mezzogiorno e il resto del Paese, è cessata negli anni novanta ed è stata più volte oggetto di sospetti per una presunta gestione clientelare da parte della politica a partire dagli anni settanta.

DemografiaModifica

 
Napoli
 
Palermo
 
Bari

La popolazione residente nel Mezzogiorno ammonta a 20.793.065 abitanti[1] suddivisa come segue:

RegioniModifica

Regione Capoluogo Abitanti Superficie

(km²)

Densità

(ab./km²)

Comuni Province
  Abruzzo   L'Aquila 1.323.077[19] 10.831,84 121,61 305 4: L'Aquila, Chieti, Pescara, Teramo
  Basilicata   Potenza 571.774[19] 10.073,32 56,62 131 2: Matera, Potenza
  Calabria   Catanzaro 1.966.032[19] 15.221,90 132,05 409 4 e 1 città metropolitana: Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibo Valentia, Reggio Calabria (Città metropolitana)
  Campania   Napoli 5.842.303[19] 13.671,00 426,69 550 4 e 1 città metropolitana: Avellino, Benevento, Caserta, Napoli (Città metropolitana), Salerno
  Molise   Campobasso 311.004[19] 4.438,00 69,95 136 e 8 Unioni di Comuni 2: Campobasso, Isernia
  Puglia   Bari 4.068.544[19] 19.540,9 0 207,52 258 5 e 1 città metropolitana: Bari (Città metropolitana), Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto
  Sardegna   Cagliari 1.655.331[19] 24.100,02[20] 68,54 377 4 e 1 città metropolitana :Cagliari (Città metropolitana), Nuoro, Oristano, Sassari, Sud Sardegna
  Sicilia   Palermo 5.059.917[19] 25.832,39[21] 195,01 390 6 e 3 Città Metropolitane: Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani

Comuni più popolosiModifica

 
Sassari
 
Siracusa
 
Pescara
 
Giugliano in Campania
 
Andria

Di seguito si riporta l'elenco della popolazione residente nei comuni con più di 50.000 abitanti[22].

In corsivo i comuni non capoluogo. In grassetto i comuni capoluogo di regione.

# Comune Regione Provincia Abitanti Superficie

(km²)

Densità

(ab./km²)

Note Altitudine

(m s.l.m.)

1   Napoli   Campania   Napoli 972.212[19] 119,02 8.139,27 (30/06/2016) 17
2   Palermo   Sicilia   Palermo 671.531[19] 160,59 4.178,6 (30/06/2016) 14
3   Bari   Puglia   Bari 325.183[19] 117,39 2.770,51 (30/06/2016) 5
4   Catania   Sicilia   Catania 314.318[19] 182,9 1.706 (30/06/2016) 7
5   Messina   Sicilia   Messina 237.603[19] 213,23 1.106,95 (30/06/2016) 3
6   Taranto   Puglia   Taranto 200.385[19] 249,86

Acque interne: 71,53 km² (28,63%)

796,65 (30/06/2016) 3-431
7   Reggio di Calabria   Calabria   Reggio Calabria 182.703[19] 236,02 773,46 (30/06/2016) 31
8   Foggia   Puglia   Foggia 151.975[19] 509,26 297,48 (30/06/2016) 76
9   Cagliari   Sardegna   Cagliari 154.411[19] 85,01 1.814,19 (30/06/2016) 23
10   Salerno   Campania   Salerno 135.066[19] 59,85 2.253,25 (30/06/2016) 2
11   Sassari   Sardegna   Sassari 127.745[19] 547,04 233,32 (30/06/2016) 225
12   Siracusa   Sicilia   Siracusa 122.086[19] 207,78 586,84 (30/06/2016) 17
13   Pescara   Abruzzo   Pescara 120.565[19] 34,36 3.500,76 (30/06/2016) 4
14   Giugliano in Campania   Campania   Napoli 123.276[19] 94,62 1.308,53 (30/06/2016) 97
15   Andria   Puglia   Barletta-Andria-Trani 100.365[19] 402,89 248,12 (30/06/2016) 151
16   Barletta   Puglia   Barletta-Andria-Trani 94.660[19] 149,35 632,75 (30/06/2016) 15
17   Lecce   Puglia   Lecce 94.982[19] 238,93 397,89 (30/06/2016) 49
18   Catanzaro   Calabria   Catanzaro 90.435[19] 112,72 799,33 (30/06/2016) 320
19   Brindisi   Puglia   Brindisi 88.126[19] 332,98 262,88 (30/06/2016) 15
20   Torre del Greco   Campania   Napoli 85.927[19] 33,7 2.544,87 (30/06/2016) 43
21   Marsala   Sicilia   Trapani 83.205[19] 243,26 341,49 (30/06/2016) 12
22   Pozzuoli   Campania   Napoli 81.592[19] 43,44 1.875,97 (30/06/2016) 28
23   Casoria   Campania   Napoli 77.433[19] 12,13 6.358,53 (30/06/2016) 60
24   Gela   Sicilia   Caltanissetta 75.522[19] 279,07 270,39 (30/06/2016) 46
25   Caserta   Campania   Caserta 76.257[19] 54,07 1.02,09 (30/06/2016) 68
26   Ragusa   Sicilia   Ragusa 73.276[19] 444,67 165,59 (30/06/2016) 502
27   Altamura   Puglia   Bari 70.455[19] 427,75 164,91 (30/06/2016) 467
28   Quartu Sant'Elena   Sardegna   Cagliari 70.944[19] 96,41 735,90 (30/06/2016) 6
29   Lamezia Terme   Calabria   Catanzaro 70.749[19] 162,43 436,44 (30/06/2016) 216
30   L'Aquila   Abruzzo   L'Aquila 69.627[19] 473,91 146,47 (30/06/2016) 721
31   Trapani   Sicilia   Trapani 68.665[19] 273,13 250,32 (30/06/2016) 3
32   Cosenza   Calabria   Cosenza 67.584 37,86 1.779,77 (30/09/2014) 238
33   Potenza   Basilicata   Potenza 67.367 175,43 377,85 (maggio 2014) 819
34   Afragola   Campania   Napoli 65.522 17,90 3.601,68 (30/04/2014) 43
35   Castellammare di Stabia   Campania   Napoli 64.506 17,81 3.740,48 (31/12/2010) 6
36   Caltanissetta   Sicilia   Caltanissetta 63.034 421,25 149,07 (30/12/2013) 149,07
37   Vittoria   Sicilia   Ragusa 62.748 182,48 350,98 (30/08/2013) 168
38   Crotone   Calabria   Crotone 60.884 182,00 349,53 (31/07/2014) 8
39   Matera   Basilicata   Matera 60.384[19] 392,09 153,97 (30/06/2016) 401
40   Benevento   Campania   Benevento 60.385 129,00 465,33 (novembre 2014) 135
41   Molfetta   Puglia   Bari 60.338 58,97 1.015,33 (31/12/2012) 15
42   Acerra   Campania   Napoli 59.567 54,71 1.094,83 (30/11/2014) 26
43   Marano di Napoli   Campania   Napoli 59.457 15,64 3.822,95 (31/01/2014) 151
44   Agrigento   Sicilia   Agrigento 59.010 245,32 242,54 (30/12/2013) 230
45   Olbia   Sardegna   Sassari 58.484 383,64 156,86 (30/9/2014) 10
46   Cerignola   Puglia   Foggia 58.213 (30/11/2014)
47   Manfredonia   Puglia   Foggia 57.299 (30/06/2014)
48   Bitonto   Puglia   Bari 56.043 (dicembre 2013)
49   Trani   Puglia   Barletta-Andria-Trani 55.810 (31/07/2013)
50   Portici   Campania   Napoli 55.513 (30/09/2014)
51   Bisceglie   Puglia   Barletta-Andria-Trani 55.424 (01/01/2014)
52   Avellino   Campania   Avellino 55.205 (30/11/2014)
53   Teramo   Abruzzo   Teramo 54.857[19] (30/06/2016)
54   Modica   Sicilia   Ragusa 54.854 (31/12/2013)
55   San Severo   Puglia   Foggia 54.305 (31/08/2014)
56   Bagheria   Sicilia   Palermo 54.257 (30/09/2012)
57   Cava de' Tirreni   Campania   Salerno 53.520 (31/12/2010)
58   Montesilvano   Abruzzo   Pescara 53.734[19] (30/06/2016)
59   Ercolano   Campania   Napoli 53.057 (31/08/2013)
60   Aversa   Campania   Caserta 52.813 (01/01/2013)
61   Acireale   Sicilia   Catania 52.792 (30/12/2013)
62   Chieti   Abruzzo   Chieti 51.614[19] (30/06/2016)
63   Battipaglia   Campania   Salerno 50.485 (31/01/2013)
64   Scafati   Campania   Salerno 50.275 (30/09/2013)
65   Mazara del Vallo   Sicilia   Trapani 50.096 (31/12/2011)

Note sulle principali unità urbaneModifica

  • Fra le città più popolose del Meridione d'Italia, vi sono 6 capoluoghi di regione: Napoli (Campania), Palermo (Sicilia), Bari (Puglia), Cagliari (Sardegna), Catanzaro (Calabria) e L'Aquila (Abruzzo);
  • Le 5 città più popolose del Mezzogiorno (Napoli, Palermo, Bari, Catania e Messina), assieme a Reggio Calabria (settima) e Cagliari (ottava), sono anche fra le 15 città metropolitane italiane;
  • Le prime 15 città sono anche dette "grandi città italiane", in quanto popolate da almeno 100.000 abitanti;
  • Fra le prime 15 città del Meridione d'Italia, ve ne sono 2 (Reggio Calabria e Pescara) a essere anche le più popolose delle rispettive regioni (Calabria e Abruzzo), pur non essendone capoluoghi di regione;
  • Fra le prime 15 città del Meridione d'Italia ve n'è solo una (Giugliano in Campania), a essere compresa fra le cosiddette "grandi città italiane", pur non essendo capoluogo di provincia;
  • Catania è la città non capoluogo di regione più popolosa d'Italia;
  • Giugliano in Campania è la città non capoluogo di provincia più popolosa d'Italia.

EconomiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Mozzarella di bufala campana, Bergamotto di Reggio Calabria, Terra di Bari (olio di oliva) e 'Nduja.

Nonostante il mutamento avvenuto negli ultimi 30 anni, sussiste un profondo divario economico tra regioni del nord Italia e quelle del sud. Basti pensare che per ogni euro di PIL al sud se ne producono due al centro-nord[23]. A peggiorare la situazione concorrono diversi fattori. In primis i problemi dell'offerta per la quale si perdono più posti di lavoro durante le fasi di recessione di quanto se ne creino durante le fasi di espansione. Secondariamente, i problemi della domanda che vede acuirsi la distanza tra beni di mercato e tra servizi sociali alimentati rispettivamente dalla produttività del nord e dall'assistenzialismo del sud[24].

Il Mezzogiorno rappresenta circa un terzo della forza lavoro dell'Italia, eppure oltre il 20% della popolazione è esclusa dal mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione, in particolare, colpisce i giovani sotto i 24 anni per oltre il 50%[23]. Tra le cause di tale problema concorrono, tra l'altro, la carenza di investimenti, la dotazione di infrastrutture, la diffusione di attività illegali e la bassa accumulazione di capitale sociale.

CulturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Opera dei Pupi, Canto a tenore, Processione e Pizza napoletana.

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat al 30/04/2013
  2. ^ La programmazione dei fondi strutturali comunitari (DOC), su ciofs-fp.org. (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2011).
  3. ^ Il rapporto annuale Svimez sull'economia del Mezzogiorno, Regione Autonoma della Sardegna, 10 luglio 2007. URL consultato il 21 aprile 2014.
    Sardegna, S.R.M. Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, 2017. URL consultato il 21 aprile 2014.
  4. ^ Sito Svimez, su svimez.it.
  5. ^ Sito SRM, su srmezzogiorno.it.
  6. ^ La Porta G. (1994) Neapolis, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, p. 15
  7. ^ Aa., Vv. (1995) Le genti sicule, in “Viaggio nelle meraviglie dell'archeologia”, Istituto Geografico De Agostini, Novara, p. 9; Id., La civiltà nuragica, p. 133; Id., Le tribù del sannio, p. 361, ISBN non esistente
  8. ^ a b Aa., Vv. (1954) I cinque libri del sapere. Il libro della storia, Milano, Garzanti, p. 77, 169, ISBN non esistente
  9. ^ Il Regno delle Due Sicilie, primati e attività.
  10. ^ Oltre a ciò il sud poté vantare un'innumerevole lista di primati come prima ferrovia italiana, prima galleria ferroviaria al mondo, primo telegrafo elettrico, prima nave da crociera in Europa, prima nave a vapore del Mediterraneo, prima rete di fari con sistema lenticolare, primo telegrafo sottomarino dell'Europa continentale, tra i primi esperimenti di illuminazione elettrica in Italia, primo sismografo elettromagnetico del mondo e prima locomotiva a vapore costruita in Italia, cfr. Vocino M. (2007) Primati del Regno di Napoli, Grimaldi, Napoli, ISBN 978-88-89879-19-1.
  11. ^ Denis Mack Smith, Storia d'Italia dal 1861 al 1997, Bari, Laterza, 1998, ISBN 88-420-5345-7.
  12. ^ Villari P. (1972) Le lettere meridionali ed altri scritti sulla questione sociale in Italia, Torino, Loescher (ed. orig. 1875), p. 156, ISBN non esistente
  13. ^ Pino Aprile, Terroni.Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero meridionali, Roma, Piemme, 2010, ISBN 978-88-566-1273-8.
  14. ^ Mezzogiorno, su sud-italia.blogspot.it, domenica 27 giugno 2010. (archiviato dall'url originale il 7 dicembre 2014).
  15. ^ Gigi Di Fiore, Controstoria dell'Unità d'Italia. Fatti e misfatti del Risorgimento, Milano, Ed. Rizzoli, 2007, ISBN 978-88-17-01846-3.
  16. ^ Carlo Scarfoglio, Il Mezzogiorno e l'Unità d'Italia, Firenze, Parenti, 1953, ISBN 54005018ISBN non valido (aiuto).
  17. ^ Carlo Alianello, La conquista del Sud, Milano, Rusconi Editore, 1994, ISBN 88-18-70033-2.
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  24. ^ ”Il Mattino”, 2 novembre 2000, Imprese del nord sbarcano nel Mezzogiorno?, p. 18

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