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Santa Maria Imbaro
comune
Santa Maria Imbaro – Stemma
Santa Maria Imbaro – Veduta
Sede del Municipio
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
SindacoMaria Giulia Di Nunzio[1] (Lista Civica Santa Maria Imbaro di Tutti) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate42°13′N 14°27′E / 42.216667°N 14.45°E42.216667; 14.45 (Santa Maria Imbaro)Coordinate: 42°13′N 14°27′E / 42.216667°N 14.45°E42.216667; 14.45 (Santa Maria Imbaro)
Altitudine224 m s.l.m.
Superficie5,71 km²
Abitanti2 023[2] (31-8-2018)
Densità354,29 ab./km²
FrazioniColli, Fattore, Pagliarini, Perilli
Comuni confinantiFossacesia, Mozzagrogna, Paglieta, Lanciano
Altre informazioni
Cod. postale66030
Prefisso0872
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT069084
Cod. catastaleI244
TargaCH
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantisantamarmaroli
PatronoMadonna
Giorno festivo4 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santa Maria Imbaro
Santa Maria Imbaro
Santa Maria Imbaro – Mappa
Posizione del comune di Santa Maria Imbaro all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Santa Maria Imbaro (Sanda Marmàre in dialetto locale) è un comune italiano di 2.023 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo.

Geografia fisicaModifica

Santa Maria Imbaro sorge su uno sperone roccioso alla sinistra del fiume Sangro, a 225 metri sul livello del mare, in un'area di basse colline vicino al mare. Ha una superficie di 6,01 km². È un importante centro agricolo della Val di Sangro.

StoriaModifica

Il paese esisteva già all'epoca dei romani. La storia del paese è molto legata alla chiesa di Santa Maria Imbaro da cui prese il nome.[3].

Nel 1383 Il paese venne menzionata in un documento rogato dal notaio Cacciaguerra di Niccolò Cacciaguerra e in un altro documento del 1411 rogato dal notaio Masio si Matteo durante una fiera per la vendita di una vigna sita nella contrada Colli di Santa Maria Imbaro. A seguito delle pestilenze della metà del XV secolo venne ripopolata dagli schiavoni, così detti per via della loro origine slava lo stesso avvenne in molte altre località limitrofe: Mozzagrogna, Scorciosa, Stanazzo e Pietra Costantina.
Nel catasto pre-onciario di Lanciano il paese viene chiamato Santa Maria a Mare, località ove vi risiedono molti nuclei familiari. Nel 1807, durante il Regno di Gioacchino Murat, venne istituito il "Comune delle Ville di Lanciano" con la fusione di Pietra Costantina, Mozzagrogna, Santa Vittoria (Villa Romagnoli), Santa Maria Imbaro e Treglio.[4] Nel 1816, alla caduta di Murat i Comuni di Santa Maria Imbaro, Treglio e Mozzagrogna riacquistarono la loro autonomia. Dal 1927, con nuovo decreto della Repubblica del 1948, il comune è inserito nella provincia di Chieti, con i confini presso Mozzagrogna, Villa Scorciosa (Fossacesia) e Villa Romagnoli (Mozzagrogna).
Il comune, come la vicina Mozzagrogna, ha subito i danni della seconda guerra mondiale, il 25 novembre 1943 fu liberato dagli alleati dell'VIII Armata britannica di Montgomery, che sguinzagliò nell'area di Lanciano e Fossacesia l'8 divisione Indiana, che ingaggiò combattimenti contro i nazisti.

Origine del nomeModifica

Il nome del paese deriva dalla chiesa che si trovava sull'antichissimo ed importante tratturo L'Aquila-Foggia che conduceva in Puglia, così nacque il termine "Sancta Maria in viam Bari", poi "Sancta Maria in Baro" che diventò infine Santa Maria Imbaro.[5]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
La chiesa di Santa Maria Imbaro
  • La chiesa di Santa Maria Imbaro. È ad un'unica navata ed abside. Dà il nome al paese.[5]Si trova in via della Chiesa, appena fuori il centro, risalente al XII secolo, altri ipotizzano che sia più remota. Conserva ancora lo stile sobrio romanico, con un impianto rettangolare in ciottoli di fiume, la facciata preceduta da un porticato a nartece, il campanile a torre tozza, l'abside posteriore semicircolare. Nel 2010 è stata oggetto di un corposo restauro presso il nartece dell'esterno di facciata, con la decorazione della finestre a vela murata mediante maiolica policroma ritraente la Madonna.
  • La chiesa di Maria Santissima Madre di Dio. Risale alla fine del XIX secolo. Nel 1901 divenne la parrocchiale del paese in sostituzione della precedente. Un restauro negli anni ottanta che consta di ripavimentazione in granito, ritinteggiatura interna e completamento dei cicli pittorici sia interni che esterni. La facciata principale è in muratura è inquadrata da due ordini che sorreggono un timpano. Il primo ordine è rappresentato da bugnato realizzato in laterizio, mentre il livello superiore è rappresentato da paraste ioniche. Il campanile è posto sul retro. L'interno è a navata unica con volta a botte e lunette scandito da paraste corinzie site ai lati. Altre due paraste inquadrano l'altare. Una statua raffigurante Cristo morto è custodita nei sotterranei della chiesa.[6]
  • Il Palazzo Acciarri. È sito nel centro storico del paese in un'area pianeggiante che prospetta la facciata del municipio. Le opere di decorazione, tipo paraste e cornici sono stuccate.[7]
  • I resti del tratturo L'Aquila-Foggia (località La Selva).

EconomiaModifica

Sul territorio del comune vi sono presenti 42 attività industriali con 309 addetti pari al 48,43% della forza lavoro occupata, 37 attività di servizio con 96 addetti pari al 15,05% della forza lavoro occupata, altre 28 attività di servizio con 89 addetti pari al 13,95% della forza lavoro occupata e 5 attività amministrative con 144 addetti pari al 22,57% della forza lavoro occupata. Risultano occupati complessivamente 638 individui, pari al 36,77% del numero complessivo di abitanti del comune.

Sostanzialmente l'attività principale di Santa Maria Imbaro è l'agricoltura, l'allevamento, e la produzione del vino, per cui in località Borgata Fattore esiste la Cantina "Sangro". Quanto al settore industriale, esistono piccole e medie imprese disposte lungo la viale Nazionale, che collega il mare Adriatico alla città di Lanciano. Il complesso industriale ha subito tuttavia una fase di stagnazione dalla crisi economica del 2008-2009, facendo fallire molte attività.

Istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri Sud"Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri".
 
Il Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro, in provincia di Chieti, Abruzzo.

Il Consorzio Mario Negri Sud, nato il 5 dicembre 1980, un centro di ricerca, formazione e divulgazione scientifica gestita dall'omonima fondazione senza scopo di lucro, situato nel comune di Santa Maria Imbaro, provincia di Chieti. Le attività del centro incominciarono il 1º febbraio 1988, nella ricorrenza del 25º anniversario del della fondazione del "Mario Negri" di Milano e terminarono, dopo 27 anni di attività, nel 2015 quando è stato chiuso per gravi problemi finanziari.

Il centro possedeva inoltre un campus, alloggio per ricercatori e visiting scientist e si occupava di formare e qualificare i ricercatori del Mezzogiorno d'Italia. Operava nei settori della biologia cellulare e molecolare, oncologia molecolare e clinica, malattie cardiovascolari, coordinamento di studi clinici controllati sul diabete, infarto miocardico, tumore della mammella e malattie mieloproliferative, epidemiologia assistenziale e farmacoepidemiologia, ricerca clinica ed epidemiologica e formazione in medicina generale, sistemi informativi e politiche sanitarie, rapporti tra salute e ambiente e metodologie analitiche per il monitoraggio ambientale. La struttura è ancora in piedi, benché abbandonata a sé stessa, si è pensato a vari utilizzi, compreso il centro di ricovero per i migranti che negli ultimi anni sono sbarcati in Italia dalle coste libiche, ma per il momento gli annunci del Presidente della Provincia di Chieti Mario Pupillo si sono dimostrati solo vuoti programmi senza nulla di concreto.

Scandalo del Mario Negri SudModifica

Il motivo della chiusura del terzo storico polo di ricerca dell'Istituto "Mario Negri" è dovuto a un buco di oltre 9 milioni di euro, venuto fuori dal 2013. La crisi era esplosa già dal 2009, con la dichiarazione della direzione della necessità di numerosi licenziamenti, da un consiglio di amministrazione che prevedeva il 75% delle quote del Negri Milano e le restanti 15% alla Regione e 10% alla Provincia di Chieti, si è passati ad un CDA con tutti e tre i soci a pari quote. Il problema economico, quando era allora Presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio, attualmente sindaco del comune di Fossacesia, non è stato valutato con concretezza, il Presidente del Consorzio Silvio Garattini, resosi contro dell'incontrollabilità del debito del Negri Sud, sembrerebbe aver trasformato in Fondazione lo stesso Negri Sud per scaricare buona parte del debito nell'Istituto Mario Negri Milano in quelle pubbliche degli altri due soci Regione Abruzzo e Provincia di Chieti.

Di Giuseppantonio in qualità di presidente, non solo ha avvallato il disegno di Garattini, ma avrebbe sposato la causa della trasformazione necessaria del Negri Sud in Fondazione, affinché la Provincia avesse potuto donare il campus del valore di 20 milioni di euro e consentire alla Fondazione di accede ai crediti bancari, ben sapendo che questa operazione non era consentita dalla legge. L'allora Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi ha assecondato il disegno di Garattini, tuttavia non intervenendo negli affari della Provincia e della Fondazione in maniera concreta. Il 12 marzo 2015, dopo due anni in cui i dipendenti del Negri Sud non venivano più pagati, vista la nota della Prefettura di Chieti con la quale è stata comunicata l'estinzione di fatto della Fondazione Negri Sud, ha nominato i commissari liquidatori Carlo Fimiani, Valentina Luise e Giordano Albanese. A nulla sono valse le proteste dei lavoratori che avevano partecipato alla costituzione della Fondazione comandata dalla sindacalista Andreina Poggi anch'essa lavoratrice presso l'istituto, né pare che le emittenti televisive locali abbiano appoggiato la loro causa.

Negli stessi giorni della nomina dei commissari liquidatori dalla Prefettura di Chieti, le cavie da laboratorio dell'istituto venivano soppresse con del gas, scatenando aspre polemiche presso la comunità pubblica, e dagli animalisti locali capitanati da Walter Caporale, che ha presentando una denuncia al Tribunale di Lanciano, che ha avviato un processo nel 2016. Ci sono alcuni che sostengono che questa mattanza delle cavie da laboratorio, perpetrata proprio in vista della chiusura de facto del Negri Sud, sia stata un'abile mossa per gettare ancora più discredito sulla reputazione del Mario Negri Sud già compromessa.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[8]

 

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 13 giugno 2004 Alcide Nicola Perugino Lista Civica di Centro (1995-1999)
Lista Civica (1999-2004)
Sindaco [9][10]
14 giugno 2004 25 maggio 2014 Nicola Romagnoli Lista Civica Insieme per Santa Maria Imbaro Sindaco [11][12]
26 maggio 2014 in carica Maria Giulia Di Nunzio Lista Civica Santa Maria Imbaro per Tutti Sindaco [1]

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 25 maggio 2014, su elezionistorico.interno.it.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2018.
  3. ^ Sangroaventino, Santa Maria Imbaro e la sua storia, su sangroaventino.it. URL consultato il 13/12/08.
  4. ^ Sangroaventino, Archivio storico - Informazioni sull'archivio storico comunale, su sangroaventino.it. URL consultato il 13/12/08.
  5. ^ a b Sangroaventino, Chiesa di Santa Maria Imbaro, su sangroaventino.it. URL consultato il 13/12/08.
  6. ^ Sangroaventino, Chiesa di Maria Santissima Madre di Dio, su sangroaventino.it. URL consultato il 13/12/08.
  7. ^ Sangroaventino, Palazzo acciarri, su sangroaventino.it. URL consultato il 13/12/08.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 23 aprile 1995, su elezionistorico.interno.it.
  10. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 13 giugno 1999, su elezionistorico.interno.it.
  11. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 12 giugno 2004, su elezionistorico.interno.it.
  12. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 7 giugno 2009, su elezionistorico.interno.it.

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Collegamenti esterniModifica

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