Apri il menu principale

BiografiaModifica

Il percorso di studi di Klinsky fu incentrato inizialmente sull'arte del disegno all'Accademia di Dresda, sotto la guida dello storico dell'arte e ritrattista Christian Gottlieb Mietsch, e solamente in un secondo tempo all'architettura con gli insegnamenti di Friedrich August Krubsacius e di Gottlob August Hölzer.[1]

In seguito, per approfondire le sue conoscenze, Klinsky viaggiò nel Nord Europa.[1]

I suoi progetti architettonici furono esposti alle annuali mostre d'arte dell'Accademia di Dresda nel 1779, 1781, 1782, 1787 e 1789, dopo di che si trasferì a Praga per insegnare disegno.[2][3]

Klinsky soggiornò a Roma per perfezionarsi dal 1793 al 1795, prima di tornare a Dresda.[2]

Il suo esordio come architetto fu per una chiesa a Uhyst in Sassonia, e contemporaneamente collaborò con Wilhelm Gottlieb Becker per il libro Taschenbuch für Garten Freunde (1795), una guida per giardinieri.[2]

Nel 1799 diede alle stampe il libro Versuch über die Harmonie der Gebäude zu den Landschaften ("Saggio sul posizionamento armonioso degli edifici nei paesaggi"), illustrato con cinque acquetinte.[2]

Klinsky durante la sua carriera si dedicò anche all'insegnamento di architettura all'Accademia di Dresda, tra il 1806 e il 1811, e negli stessi anni realizzò due monumenti per onorare Friedrich Schiller a Mechau, e Friedrich Gottlieb Klopstock a Dresda.[2]

Nel 1811 ricevette da Federico I la carica di architetto di corte a Stoccarda e successivamente si dedicò soprattutto alla costruzione di case di campagna e di giardini in stile romantico.[1][4]

Nella ultima parte della sua carriera si impegnò prevalentemente alla pubblicazione di libri di illustrazioni architettoniche divulgative e di vedute di edifici, oltre ad esporre disegni di edifici alle mostre annuali di Stoccarda, tra i quali gli acquerelli del castello di Freudenstein a Freiberg, del vicino Schloss Augustusburg,[1] e del parco nel castello Machern in Sassonia, uno dei giardini paesaggistici più belli e romantici del XVIII secolo.[3]

NoteModifica

  1. ^ a b c d le muse, VI, Novara, De Agostini, 1964, pp. 279-280.
  2. ^ a b c d e (DE) Johann Gottfried Klinsky, su stephenongpin.com. URL consultato il 3 settembre 2018.
  3. ^ a b (DE) Johann Gottfried Klinsky, su askart.com. URL consultato il 3 settembre 2018.
  4. ^ (DE) GESCHICHTE, su schloss-langenburg.de. URL consultato il 3 settembre 2018.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN57352312 · ISNI (EN0000 0001 0677 2843 · GND (DE11578134X · ULAN (EN500354625 · CERL cnp00381600 · WorldCat Identities (EN57352312