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L'elisir d'amore (film 1941)

film del 1941 diretto da Amleto Palermi
L'elisir d'amore
Paese di produzioneItalia
Anno1941
Durata87 min
Dati tecniciB/N
Generecommedia
RegiaAmleto Palermi
SoggettoLuigi Bonelli, Eugène Scribe
SceneggiaturaAmleto Palermi, Ivo Perilli, Giovanni Spellani
Casa di produzioneFono Roma
Distribuzione in italianoLux Film
FotografiaVincenzo Seratrice
MontaggioInes Donarelli
MusicheGaetano Donizetti
ScenografiaGastone Medin
CostumiGino Carlo Sensani
Interpreti e personaggi

L'elisir d'amore è un film del 1941, diretto dal regista Amleto Palermi. È ispirato all'omonima opera lirica di Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani. La musica di Donizetti è stata adattata e diretta da Alberto Paoletti.

TramaModifica

L'azione si svolge venti anni dopo quella dell'opera lirica, quindi verso il 1852. Il dottore miracoloso, dispensatore dell'elisir d'amore e di lunga vita, si trova a ripassare dopo molti anni negli stessi luoghi in cui si svolsero i fatti del libretto musicale. I personaggi, naturalmente, sono invecchiati e hanno figli i quali su per giù sono impegnati nelle stesse battaglie d'amore dei loro genitori. In una tregua, il film ha modo di raccontarci per filo e per segno, servendosi abbondantemente della musica donizettiana, quelle che furono le avventure dei padri, per concludere poi lietamente le avventure dei figli.

ProduzioneModifica

È stato realizzato a Cinecittà ed è uscito nelle sale nel maggio 1941. Nei titoli di testa del film, al posto del nome del costumista appare la scritta "Costumi Casa d'arte Forzano". Il nome della casa fornitrice, a volte, appare sui titoli di testa per meriti speciali o per sgravio di costi, ma sempre accompagnati dal nome del costumista. Gian Carlo Sensani annota questo film fra i suoi lavori come costumista. Ad avvalorare la tesi sono gli appunti di Dario Cecchi, suo assistente, che attestano il lavoro grafico del giovane costumista al film di Palermi, e anche il compenso avuto, nel febbraio del 1941.

CriticaModifica

  • "Uno spettacolo divertente, arguto, rumorosissimo. La fantasia non ha portato che lievissime variazione al libretto, sempre scintillante, come al tempo che mandava in visibilio i nostri avi. Mi sono accorto che i gusti dei miei avi erano molto simili ai miei." (Diego Calcagno, Film, 21 marzo 1942)

Collegamenti esterniModifica

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