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La princesse de Montpensier

film del 2010 diretto da Bertrand Tavernier
La princesse de Montpensier
La princesse de Montpensier.png
Mélanie Thierry in una scena del film
Titolo originaleLa princesse de Montpensier
Paese di produzioneFrancia
Anno2010
Durata139 min
Genereazione, drammatico, storico
RegiaBertrand Tavernier
SoggettoMadame de La Fayette
SceneggiaturaJean Cosmos, François-Olivier Rousseau, Bertrand Tavernier
ProduttoreFrédéric Bourboulon, Laurent Brochand, Eric Heumann
Casa di produzioneParadis Films, StudioCanal, France 2 Cinéma, France 3 Cinéma, Pandora Filmproduktion
FotografiaBruno de Keyzer
MusichePhilippe Sarde
Interpreti e personaggi

La princesse de Montpensier è un film del 2010 diretto da Bertrand Tavernier.

Il film, ventiseiesimo lungometraggio del regista, è stato presentato al festival di Cannes il 16 maggio 2010.

Indice

TramaModifica

Nel 1563, nella Francia sconvolta dalle guerre di religione, una famiglia discendente dalla Casa d'Angiò, ha promessa in sposa la figlia giovane e bella, Marie de Mézières, al figlio cadetto della potente famiglia Guisa.

Tuttavia una passione intensa nasce fra il fratello maggiore Enrico I di Guisa e Marie.

Volendo frenare le ambizioni dei Guisa, la casa di Borbone convince la famiglia di lei a farla sposare al principe di Montpensier, il discendente di una linea collaterale dei Borbone.

Piuttosto che perseguire un matrimonio con il fratello dell'uomo che ama, Marie si piega al volere del padre e sposa Montpensier.

Inviato alla guerra, il principe di Montpensier chiede al suo più caro amico, il conte di Chabannes, di vegliare sulla sua giovane moglie. Chabannes a sua volta si innamora di Marie Un giorno il duca d'Angiò, il futuro re Enrico III, e Enrico I Guisa, viaggiano insieme e giungono nei pressi della tenuta di campagna dei Montpensier. Guisa e Marie si rendono conto che ancora si amano.

Chabannes per amore di Marie le organizza un incontro privato con Guisa. Il marito entra nel suo appartamento di sorpresa e scopre la relazione della moglie.

Chabannes, cacciato da Montpensier e in viaggio a Parigi viene ucciso durante il massacro della notte di San Bartolomeo; Enrico di Guisa rinuncia a Marie per un matrimonio d'interesse. Marie, perduta la stima del marito, delusa dall'amante, in un giorno d'inverno fa visita alla tomba di Chabannes, rendendogli l'estremo omaggio.

ProduzioneModifica

SoggettoModifica

Il film è ispirato all'omonimo romanzo di Madame de La Fayette.

Il regista: problemi produttivi, storia e castModifica

Il regista, nel dicembre 2009, a Firenze, dove era stato invitato a ritirare il premio Fiesole, intervistato sul suo ultimo film, La Princesse de Montpensier dichiara:

«Ho concluso le riprese del mio nuovo film una settimana fa, dopo quattro stop imposti dalla produzione per mancanza di fondi.

Il film è una storia d'amore ambientata nel passato che vede protagonista una giovane ventenne che è costretta a sposarsi contro la propria volontà nonostante sia innamorata di un altro uomo, il Duca di Guisa. Mi intrigava molto realizzare una storia d'amore ambientata nel '500 con personaggi giovanissimi. Il Duca di Guisa di solito viene rappresentato come un quarantenne, mentre invece aveva solo 19 anni quando era generale dell'esercito cattolico, ma a quel tempo 19 anni non avevano lo stesso valore di oggi. Oltre alla storia d'amore ero molto interessato al contesto delle guerre di religione.

Sul set mi sono trovato a dirigere attori giovani e li ho trovati meravigliosi, forti, energici, appassionati. L'unico attore più avanti nell'età con cui ho lavorato è Lambert Wilson, che qui ha interpretato un ruolo molto più fisico, quello di un cavaliere, completamente diverso dai personaggi che di solito è chiamato a impersonare.»

(Bernard Tavernier[1])

Riprese: tempo e luoghiModifica

Adattamento della novellaModifica

«Tout d'abord je voudrais préciser qu'au mot "adaptation" je préfére celui de "lecture". La Princesse de Montpensier est une nouvelle d'à peine vingt pages, et les trois quarts du film sont constitués de scènes totalement originales. "Adaptation" est un mot qui donne à un film une étiquette d'académisme, même s'il fait preuve d'une grande liberté par rapport à l'œuvre originale. Au contraire il y a certains films qui adaptent des romans à la ligne près sans que personne ne le remarque, parce qu'il s'agit de livres que personne n'a lus.»

(Bertrand Tavernier[3])

«Innanzitutto vorrei precisare che alla parola "adattamento" io preferisco quella di "lettura". La Princesse de Montpensier è una novella di appena venti pagine, e i tre quarti del film sono castituiti da scene totalmente originali. "Adattamento" è una parola che applica al film una etichetta di accademismo, anche nel caso in cui si dia prova di una grande libertà rispetto all'opera originale. Al contrario ci sono alcuni film che adattano dei romanzi quasi alla lettera senza che nessuno lo noti, perché si tratta di libri che nessuno ha letto.»

(Traduzione propria)

Contemporaneità del film storicoModifica

«Il fallait retrouver la source des sentiments et des passions qui animent les personnages de Madame de la Fayette, enlever les filtres qui les rendraient trop étrangers aux spectateurs d'aujourd'hui: la langue bien sûr, mais aussi les codes sociaux. J'essaye de rendre mes films historiques doublement contemporains: à la fois du spectateur d'aujourd'hui, mais aussi des personnages. Cela pousse à rechercher des équivalences entre les époques.»

(Bertrand Tavernier[3])

«Bisognava ritrovare la sorgente dei sentimenti e delle passioni che animano i personaggi di Madame de la Fayette, rimuovere i filtri li rendessero troppo estranei agli spettatori d'oggi: la lingua sicuramente, ma anche le regole sociali. Io cerco di rendere i miei film storici doppiamente contemporanei: allo spettatore contemporaneo e ai personaggi. Ciò costringe a cercare delle equivalenze fra le due epoche.»

(Traduzione propria.)

Documentazione storicaModifica

«Je lis tout ce que je peux lire, récits de l'époque, romans, historiens, j'interroge les spécialistes… C'est une de mes passions : arriver à comprendre au sens fort, à "absorber", le monde du film que je suis en train de préparer. C'est aussi vrai pour les films dits "historiques" que les films contemporains: je ne fais aucune différence entre La Princesse de Montpensier et L 627, ou Ça commence aujourd'hui. D'une certaine manière les policiers de L 627 me sont aussi étrangers que les nobles de La Princesse…. Je me pose les mêmes questions concrètes: comment ces gens vivent, mangent, aiment, rient? Et en faisant ces recherches je découvre parfois un fait inédit qui va éclairer mes personnages.»

(Bernard Tavernier[3])

«Io leggo tutto quello che posso leggere, racconti dell'epoca, romanzi, storiografi, interrogo gli specialisti...È una delle mie passioni: arrivare a comprendere, in senso forte, ad "assorbire" il mondo del film che sto preparando. È altrettanto vero per i film definiti "storici" che per quelli contemporanei: non faccio alcuna differenza tra La Princesse de Montpensier e L 627, o Ça commence aujourd'hui. In un certo modo i poliziotti di L 627 mi sono assai estranei come gli aristocratici de La Princesse de Montpensier. In entrambi i casi mi pongo delle questioni concrete: come vivono, mangiano, amano, ridono? E facendo queste ricerche talvolta scopro un fatto inedito che riesce ad illuminare i miei personaggi.»

(Traduzione propria)

Tecnica cinematograficaModifica

«Je n'aime pas les cinéastes qui multiplient les plans, notamment dans les scènes d'action. J'ai appris que la mise en scène de cinéma c'était la dramatisation du rapport entre le temps et l'espace. Quand on voit Gaspard Ulliel affronter deux ou trois adversaires successifs dans le même plan, cela nous donne une idée de l'effort qu'il doit fournir. Dans les scènes de combat il est important de pouvoir situer les personnages, de savoir s'ils sont seuls ou entourés, s'ils sont loin ou s'ils sont proches. Il faut savoir qu'à l'époque il était très difficile de se reconnaître sur le champ de bataille : les combattants ne portaient plus d'armures comme au Moyen-âge, et l'uniforme n'avait pas été encore inventé. Les historiens m'ont confirmé qu'il était assez fréquent que des soldats du même camp s'entretuent…»

(Bertrand Tavernier[3])

«Non amo i cineasti che moltiplicano i piani, particolarmente nelle scene d'azione. Ho imparato che la messa in scena del cinema era la drammatizzazione del rapporto fra il tempo e lo spazio. Quando si vede Gaspard Ulliel affrontare due o tre avversari successivi nello stesso piano, questo ci dà un'idea dello sforzo che egli deve prestare. Nelle scene di combattimento è importante situare i personaggi, sapere se sono soli o circondati, se sono lontano o se sono vicino. Bisogna sapere che in quell'epoca era molto difficile riconoscersi sul campo di battaglia: i guerrieri non portavano armature come nel Medioevo, e l'uniforme non era ancora stata inventata. Gli storici mi hanno confermato che era abbastanza frequente che dei soldati dello stesso campo si ammazzassero fra loro...»

(Traduzione propria)

DistribuzioneModifica

  • Francia: La princesse de Montpensier, 16 maggio 2010
  • Germania: Die Prinzessin von Montpensier, 29 giugno 2010
  • Canada: The Princess of Montpensier, 2 ottobre 2010
  • Grecia: I prigipissa tou Montpensier, 27 ottobre 2010
  • Belgio: La princesse de Montpensier, 3 novembre 2010
  • Russia: Принцесса де Монпансье, 9 dicembre 2010
  • USA: The Princess of Montpensier, 11 gennaio 2011
  • Kazakistan: The Princess of Montpensier, 13 gennaio 2011

Proiezioni italianeModifica

Il film è stato proiettato, in anteprima nazionale, alla decima edizione del Festival del Cinema di Porretta Terme il 23 gennaio 2011.[4]

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Jean-Dominique Nuttens, Bertrand Tavernier, Collection "Les Grands cinéastes de notre temps",Roma, Gremese, 2009.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica