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La storia bandita è una rappresentazione sulle insorgenze anti-sabaude in Basilicata.

Indice

SinossiModifica

Il racconto, ambientato nel periodo del brigantaggio postunitario in Basilicata, narra, ovviamente in forma romanzata, del brigante Carmine Crocco, dalle vicende familiari che segnano la sua giovinezza sino a quando, divenuto capo dei briganti in nome di Francesco II, terrà in scacco per un lungo periodo, con i suoi uomini, l'esercito sabaudo tra la Basilicata e l'Irpinia.

Sarà il tradimento di uno dei suoi uomini a permetterne la cattura e porre così fine alla rivolta e alle speranze dei suoi seguaci. Il monologo finale recita «Briganti o emigranti» come destino per molti meridionali ma, nel contempo, apre alla speranza di riscatto che ogni nuova generazione porta inevitabilmente con sé.

Messa in scenaModifica

Il format si ispira al modello della Cinescenié di Puy du Fou in Vandea (Francia)[1]: infatti la messa in scena si avvale di una particolare forma di teatro, frutto della contaminazione tra cinema, musical, teatro e danza, che si svolge annualmente nel periodo estivo nel parco della Grancìa a Brindisi Montagna (Potenza), in un'area scenica di 25.000 m² costituita dall'anfiteatro naturale della foresta Grancia.

Alla rappresentazione partecipano centinaia tra attori locali (volontari) e danzatori, per oltre 400 tra personaggi e figuranti. La messa in scena dispone di cavalli, asini, buoi ed anatre e, soprattutto, di uno scenario suggestivo tra la montagna ed il bosco. La realizzazione è stata curata da Jean-François Touillard (direttore artistico) e Victor Rambaldi (regia di scena), Carmelina Iannelli (coreografie), Gerardo Viggiani (scenografie e costumi).

Di particolare impatto sono gli elementi tecnici, come schermi d'acqua, illuminazione artistica generata da oltre 600 riflettori e grandi proiezioni di immagini sulla montagna, effetti pirotecnici.

Cast e ideazioneModifica

Lo spettacolo si avvale delle voci di noti artisti come Michele Placido (brigante Carmine Crocco), Orso Maria Guerrini (generale spagnolo José Borjes), Nanni Tamma, Lina Sastri (brigantessa), Paolo Ferrari (zio Martino).

La colonna musicale è firmata da artisti come Antonello Venditti, Lucio Dalla, Eddy Napoli, Luciano Di Giandomenico, David Petrosino.

Ideata e scritta da Gianpiero Perri con la collaborazione di Oreste Lo Pomo, la rappresentazione è nata con la consulenza storica di Tommaso Pedio e, dal 2000 al 2013, ha raggiunto un totale di oltre 300.000 spettatori.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Paolo Trapani, I nuovi primati del Sud, Napoli, Controcorrente, 2002, pp. 109-110.
  • Raffaele Nigro, Giustiziateli sul campo. Letteratura e banditismo, da Robin Hood ai giorni nostri, Milano, Rizzoli 2006, pp. 682-683.
  • Marina Valensise, Il sole sorge a Sud, Venezia, Marsilio, 2012, pp. 188-192.
  • Marco De Marco, Terronismo, Milano, Rizzoli, 2011, pp. 214-218.

Collegamenti esterniModifica