Livio Odescalchi

nobile italiano
Livio Odescalchi
Jakob-Ferdinand Voet - Portrait of Livio Odescalchi - Walters 37371.jpg
"Ritratto di Livio Odescalchi", opera di Jacob Ferdinand Voet, olio su tela, c. 167677, 75×60.5 cm (Walters Art Museum, Baltimora, Stati Uniti d'America)[1]
Duca di Ceri
Stemma
Trattamento Altezza Serenissima[2]
Onorificenze Order of the Golden Fleece Rib.gif Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro[2][3] (1713[2])
Altri titoli
Nascita Como[2], Ducato di Milano (oggi Italia), 10 marzo 1658[2]
Morte Roma[2], Stato Pontificio (oggi Italia), 8 settembre 1713 (61 anni)[2]
Dinastia Odescalchi
Padre Carlo Odescalchi[2][5]
Madre Beatrice Cusani[2]

Livio Odescalchi (Como, 10 marzo 1652Roma, 8 settembre 1713), unico figlio maschio di Carlo Odescalchi e della marchesa Beatrice Cusani, nipote di papa Innocenzo XI Odescalchi, fu una delle figure più influenti della Roma del suo tempo e un grande mecenate e collezionista d'arte.

BiografiaModifica

Nipote di Innocenzo XI, figlio di suo fratello Carlo, fu investito dallo zio del titolo di Duca di Ceri e pochi anni dopo, in seguito alla sua partecipazione alla battaglia di Vienna, ottenne il titolo di Principe Imperiale e i ducati di Srem e Sava.

Dopo la morte di Giovanni III Sobieski divenne uno dei possibili candidati per il trono di Polonia[6], venendogli poi però preferito Augusto di Sassonia.[7]

Tempo dopo divenne anche "Grande" di Spagna e duca di Bracciano. Gli successe nei titoli il cugino Baldassarre Odescalchi, I principe Odescalchi.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Portrait of Livio Odescalchi, in Walters Art Museum. URL consultato il 17 giugno 2019.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Sandra Costa, ODESCALCHI, Livio, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 18 giugno 2019.
  3. ^ (FR) CHEVALIERS DE LA TOISON D'OR, in www.antiquesatoz.com. URL consultato il 18 giugno 2019.
  4. ^ (EN) In honor of Livio Odescalchi, Gonfaloniere (Standard-Bearer) of the Holy Roman Church, 1689, in Metropolitan Museum of Art. URL consultato il 17 giugno 2019.
  5. ^ a b (EN) SEDE VACANTE 1689, in www.csun.edu. URL consultato il 18 giugno 2019.
  6. ^ Sandra Costa-Giorgi, «Correspondances et inventaires», Rives méditerranéennes, 32-33, 2009, 25-44, nota 6.
  7. ^ Giuseppe Avanci da Fermo, Chorografica istorica del ducato e provincia del Sirmio, Roma, 1700

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Collegamenti esterniModifica

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