Capitano generale della Chiesa

comandante in capo dell'esercito papale durante il medioevo

Il capitano generale della Chiesa fu il comandante in capo de facto delle armate pontificie nel Medioevo. Tale ruolo era solitamente concesso a un nobile italiano che godesse di professionalità militare acclarata e di reputazione irreprensibile. Nel tempo divenne un incarico vero e proprio, trasmesso senza soluzione di continuità per diversi secoli. Diversamente dal capitano generale, il gonfaloniere della Chiesa, oltre ad essere un cerimoniere onorario, era anche il responsabile della tattica militare da adottare in battaglia[1]. Era tradizione per il Capitano generale della Chiesa portare un bastone da maresciallo, simbolo del comando, che veniva benedetto annualmente dal pontefice[2].

Serie storica dei capitani generali della ChiesaModifica

Capitano Generale Ritratto Nominato da Papa Note
Carlo Magno   Leone III (798-816) "È pressoché certo concludere che il Papa desiderasse che il regale protettore si considerasse capitano generale delle armate della Chiesa, e che avesse in tale veste diritto a ricevere il servizio delle armi dai suoi sudditi quando veniva chiamato dalla Chiesa a difendere i suoi diritti temporali".[3]
Guglielmo Durante   Martino IV (1281-1285) [4]
Giacomo II d'Aragona   Bonifacio VIII (1294-1303) Gonfaloniere, Ammiraglio della Flotta Pontificia e Capitano Generale della Chiesa; condusse la guerra contro suo fratello in Sicilia prendendo parte vittoriosamente ai Vespri Siciliani[5][6]
Filippo VI di Francia   Benedetto XII (1334-1342) Circa agosto 1336[7]
Juan Fernández de Heredia   Innocenzo VI (1352-1362) [8]
Daniele Del Carretto Gregorio XI (1370-1378) [9]
Carlo I Malatesta Bonifacio IX (1389-1404) "vicario temporale e capitano generale della Chiesa"[10]
Andrea Fortebraccio   Gregorio XII (1406-1415) Nominato nel 1414; "Usò le armate pontificie per prendere possesso di Perugia, destinando però le conquiste alla propria persona"[11]
Ranuccio Farnese il Vecchio   Eugenio IV (1431-1447) Nominato nel 1435; nonno di Paolo III[12]
Niccolò Piccinino   Nominato il 6 giugno 1442; Condottiero; era anche comandante delle forze armate del Duca di Milano e pertanto la sua nomina si configura come "una delle prime concrete indicazioni" dell'alleanza tra il pontefice e Milano[13].
Jacques Cœur   Niccolò V (1447-1455) Morì in carica[14]
Lodovico Trevisan   Callisto III (1455-1458) Trevisan giocò un ruolo importante nell'organizzazione della campagna navale contro gli Ottomani nel dicembre del 1455, e fu anche responsabile dell'istituzione della prima vera flotta pontificia, venendo nominato "legato apostolico, governatore generale, capitano e condottiero generale"[15].
Pier Luigi Borgia (Pedro Luis de Borja) Anche Prefetto di Roma[16]. Da non confondere con Pedro Luis de Borja Llançol de Romaní.
Antonio Piccolomini Pio II (1458-1464) Figlio della sorella di Pio II, Laudomia; di lui sappiamo che veniva stipendiato annualmente con la somma di 2000 ducati e che era castellano di Castel Sant'Angelo; ottenne il titolo di Principe e Duca di Amalfi[17].
Napoleone Orsini

(prima nomina)

  si distinse nelle campagne Romane contro la famiglia Colonna.
Girolamo Riario   Sisto IV (1471-1484) Cospiratore nella congiura dei Pazzi, era fratello del cardinal nipote Pietro Riario;[18] il titolo gli venne in seguito revocato[19]
Napoleone Orsini

(seconda nomina)

  nel 1470 costruì il Castello Orsini sul feudo di Bracciano.
Franceschetto Cybo Innocenzo VIII (1484-1492) Dal 1488.[20] Figlio illegittimo di Innocenzo VIII[21]
Roberto Eustachio In precedenza al servizio di Milano; condusse la campagna contro Alfonso II di Napoli e successivamente passò al servizio della Repubblica di Venezia[22]
Niccolò Orsini   Nominato il 27 giugno 1489, durante la guerra contro Ferdinando I di Napoli[23]
Giovanni Borgia   Alessandro VI (1492-1503) Figlio del pontefice; anche Duca di Gandia; assassinato, forse per ordine di suo fratello Cesare[24]
Cesare Borgia   Figlio del pontefice; in precedenza cardinal-nipote; spesso ritenuto responsabile di essere l'assassino di suo fratello Giovanni,[25] o materialmente o come mandante.[26] Giulio II, il "Papa Guerriero", si rifiutò di confermare Cesare dopo la sua elezione.[27]
Francesco Maria I della Rovere
(prima nomina)
  Giulio II (1503-1513) Figlio del fratello di Giulio II, Giovanni, ed erede adottato di Guidobaldo, Duca di Urbino;[28] rimase in carica fino a un anno dopo la morte di Giulio II, venne pagato 13.844 ducati annui più 30.000 per la sua personale compagnia militare di 200 uomini di fanteria e 100 cavalieri[29]
Alfonso I d'Este   detenne anche la carica di Gonfaloniere della Chiesa, e Fu' Ordine di San Michele.
Francesco II Gonzaga   si distinse al servizio del Pontefice nell'Assedio della Città di Bologna nel 1509.
Giuliano di Lorenzo de' Medici   Leone X (1513-1521) Il figlio di Giuliano de' Medici, Giulio (futuro Papa Clemente VII), fu legato papale presso l'esercito[30]
Lorenzo de' Medici duca di Urbino   Nominato alla morte di Giuliano nel 1516; fu comandante delle forze papali nella prima fase della Guerra di Urbino (1517)
Bernardo Dovizi   Nominato dopo il ferimento di Lorenzo; comandò le armate pontificie nella Guerra di Urbino (1517)
Federico II Gonzaga   nonostante la carica, il comando effettivo dell'Esercito Pontificio appartenne a Prospero Colonna; e nel 1527 seguito all'avanzata delle truppe dei Lanzichenecchi, il Marchese di Mantova non oppose alcuna Resistenza alle truppe imperiali, che si portarono nella città di Roma ove ne segui il cruento Sacco di Roma (1527).
Adriano VI (1522-1523)
Francesco Maria I della Rovere
(seconda nomina)
  Clemente VII (1523-1535) Già capitano nel decennio 1503-1513, fu rinominato da Clemente VII dopo che il ducato di Urbino gli era stato tolto da Leone X e gli era stato riassegnato da Adriano VI[31]
Pier Luigi Farnese   Paolo III (1534-1549) Nominato il 2 febbraio 1537; figlio di Paolo III e in precedenza "gonfaloniere" (nominato nel gennaio del 1535), portò entrambi i titoli simultaneamente[32]
Giambattista del Monte Giulio III (1550-1555) Nipote di Giulio III[33]
Guidobaldo II della Rovere   [34]
Giovanni Carafa Paolo IV (1555-1559) Nominato dopo le dimissioni di Guidobaldo; nipote di Paolo IV; definito dai contemporanei "un affabile incompetente, e durante il suo mandato venne anche sostituito in certi momento dal Cugino Antonio Carafa"[34]
Camillo Orsini   Nominato anche Governatore di Roma
Michele II Bonelli Pio V (1566-1572) Nipote ex sorore di Pio V. Fratello del cardinal nipote Michele Bonelli.[35]
Marcantonio Colonna   Gregorio XIII (1572-1585) Guidò la flotta pontificia nella Battaglia di Lepanto nel 1571[36]
Giacomo Boncompagni   Figlio del Pontefice Papa Gregorio XII
Ercole Sfondrati Gregorio XIV (1590-1591) detenne la carica anche durante i Pontificati di Innocenzo IX e Clemente VIII sino al 1592
Appio Conti   Clemente VIII (1592-1605) Militare al servizio di Alessandro Farnese nelle Fiandre, nel 1592 fu chiamato a Roma per condurre in Francia il corpo di spedizione pontificio, e durante lo spostamento delle truppe fu ucciso da un colonnello tedesco delle milizie pontificie che comandò[La frase finisce così?]
Giovanni Francesco Aldobrandini Nipote del Pontefice, detenne la carica sino alla sua morte avvenuta nel 1601; fu messo a capo del corpo di spedizione contro i Turchi in Ungheria a supporto delle truppe imperiali di Rodolfo II d'Asburgo.
Niccolò I Ludovisi   Gregorio XV (1621-1623) nipote del Pontefice, ricopri anche la carica di Castellano di Sant'Angelo nonché quella di Comandante della Flotta Pontificia, e successivamente prese parte a varie operazioni sotto il comando dell'Impero spagnolo, e a partire dal maggio 1659 fu nominato luogotenente e capitano generale d'Aragona, e inoltre in quel periodo s'occupò principalmente della mobilitazione delle truppe spagnole contro il Portogallo.
Taddeo Barberini   Urbano VIII (1623-1644) nipote del Pontefice, detenne anche la carica di Gonfalone della Chiesa, nel 1641 in seguito allo scoppio del Conflitto contro i Farnese, sostituì i comandanti Pontifici nell'Occupazione del Ducato di Castro.[37]
Camillo Francesco Maria Pamphili   Innocenzo X (1644-1655) nipote del Pontefice, in seguito rinunciò alla carica per diventare Cardinale.
Agostino Chigi   Alessandro VII (1655-1667) Nipote del Pontefice.
Camillo Rospigliosi   Clemente IX (1667-1669) Fratello del Pontefice, Nonche cavaliere dell'Ordine di Santo Stefano papa e martire.
Gaspare Paluzzi Albertoni Altieri   Clemente X (1670-1676) nipote del Pontefice.
Livio Odescalchi   Innocenzo XI (1676-1689) dapprima militò fra le file Imperiali nella Battaglia di Vienna ove ottenne una grande Vittoria, tant'è da ottene il collare dell'Ordine del Toson d'oro, ed in seguito a questo grande successo, fu anche Gonfaloniere della Chiesa, nonché candidato al Trono di Polonia.
Antonio Ottoboni   Alessandro VIII (1689-1691) Nipoti del Pontefice.[38]
Marco Ottoboni  
Giuseppe Lotaro Conti Innocenzo XIII (1721-1724) Fratello del Pontefice.

NoteModifica

  1. ^ Chambers, 2006, p. 28.
  2. ^ Chambers, 2006, p. 142.
  3. ^ The Historians' History of the World, 1909, p. 662.
  4. ^ Ronny O. Bodine and Thomas W. Spalding. 1995. The Ancestry of Dorothea Poyntz, Wife of Reverend John Owsley: Generations 1-12. R.O. Bodine & T.W. Spalding, Jr. p. 140.
  5. ^ Voce "Pope Boniface VIII" nella Catholic Encyclopedia del 1913.
  6. ^ Michele Amari, Francis Egerton Ellesmere. 1850. History of the War of the Sicilian Vespers, R. Bentley, p. 64.
  7. ^ Jonathan Simon Christopher Riley-Smith, Jonathan Riley-Smith. 2005. The Crusades: A History. Continuum International Publishing Group. ISBN 0826472702, p. 267.
  8. ^ H. J. A. Sire. 1994. The Knights of Malta, Yale University Press, ISBN 0300068859, p. 42.
  9. ^ Paul R. Thibault. 1987. Pope Gregory XI: The Failure of Tradition. University Press of America. ISBN 0819154628. p. 64.
  10. ^ Encyclopaedia Britannica. 1911. "Rome". p. 681.
  11. ^ June Osborne, Joe Cornish. 2002. Urbino: The Story of a Renaissance City. Frances Lincoln Ltd. ISBN 0711220867, p. 45.
  12. ^ Chambers, 2006, p. 162.
  13. ^ Joachim W. Stieber. 1978. Pope Eugenius IV, the Council of Basel and the Secular and Ecclesiastical Authorities in the Empire. BRILL. ISBN 9004052402, p. 195.
  14. ^ MacMillan's Magazine. "A King's Treasurer". p. 320.
  15. ^ Chambers, 2006, p. 49.
  16. ^ Maria Bellonci. 1939. The Life and Times of Lucrezia Borgia. Harcourt, Brace. p. 15.
  17. ^ Chambers, 2006, p. 59.
  18. ^ New Schaff-Herzog Encyclopedia. 1911. Funk and Wagnalls Company. p. 446.
  19. ^ Levillain, Philippe. 2002. The Papacy: An Encyclopedia. p. 799.
  20. ^ Treccani.it. Francesco Cibo, su treccani.it. URL consultato il 29 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2017).
  21. ^ John William Bradley. 1888. A Dictionary of Miniaturists, Illuminators, Calligraphers, and Copyists. B. Quaritch. p. 291.
  22. ^ Julia Mary Cartwright Ady. 1920. Beatrice D'Este, Duchess of Milan, 1475-1497: A Study of the Renaissance. E. P. Dutton & co. p. 43.
  23. ^ Pastor, Ludwig. 1902. The History of the Popes. K. Paul, Trench, Trübner & Co., Ltd. p. 276.
  24. ^ Spinosa, La saga dei Borgia.
  25. ^ Eliakim Littell, Making of America Project, Robert S. Littell. 1888. The Living Age. Living Age Co. p. 70.
  26. ^ Chambers's Encyclopaedia: A Dictionary of Universal Knowledge. "Borgia". 1901. J.B. Lippincott Company. p. 329.
  27. ^ The New Encyclopaedia Britannica. 1983. p. 42.
  28. ^ Chambers, 2006, pp. 14-15.
  29. ^ James Dennistoun. 1851. Memoirs of the Dukes of Urbino. Longman, Brown, Green, and Longmans. p. 340.
  30. ^ Chambers, 2006, p. 137.
  31. ^ Chambers, 2006, p. 148.
  32. ^ Chambers, 2006, p. 153.
  33. ^ Chambers, 2006, p. 163.
  34. ^ a b Setton, Kenneth M. 1984. The Papacy and the Levant: 1204 - 1571. DIANE Publishing. ISBN 0871691620. p. 643.
  35. ^ BONELLI, Michele in "Dizionario Biografico", su www.treccani.it. URL consultato il 2 luglio 2019 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2018).
  36. ^ Hugh Bicheno. 2004. Crescent and Cross: The Battle of Lepanto 1571. Sterling Publishing Company, Inc. ISBN 1842127535. p. 159.
  37. ^ Chambers, 2006, p. 176.
  38. ^ Edward J. Olszewski. 2004. Cardinal Pietro Ottoboni (1667-1740) and the Vatican Tomb of Pope Alexander VIII. DIANE Publishing. ISBN 087169252X. p. 111.

BibliografiaModifica

  • D. S. Chambers, Popes, Cardinals & War: The Military Church in Renaissance and Early Modern Europe, I. B. Taurus, 2006, ISBN 1-84511-178-8.

Voci correlateModifica