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Luigi Sapelli

scenografo, costumista e illustratore italiano

BiografiaModifica

Appartenente a una nobile famiglia monferrina, assunse il nome d'arte di "Caramba" per aggirare l'intransigente atteggiamento di suo padre Filippo Sapelli, ufficiale medaglia d'argento a Montebello, contrario ad attività artistiche tra i membri della sua famiglia.

Inizio di carrieraModifica

Luigi Sapelli inizia la sua carriera come caricaturista e illustratore per il Buontempone, un giornalino "scritto, disegnato e forse anche stampato e venduto dallo stesso Caramba"[1], ed è in questo periodo che inizia a firmarsi con lo pseudonimo di Caramba. Chiuso il "giornalino per ridere", collabora al Re Pipino. Sposato con una figlia, tre fratelli a carico, morto il padre, deve assumersi il mantenimento della famiglia: di giorno studia e lavora. Insegnante privato, rappresentante di commercio, impiegato presso un commerciante di grano e presso uno studio legale di giorno, la notte la dedica al teatro, alla bella vita, all'arte. Alla fine del 1890, entra alla Gazzetta del popolo, quotidiano torinese. Disegna per Il Fischietto e per La Luna, dove ha una rubrica teatrale, in cui illustra gli spettacoli in cartellone con le sue vignette. In seguito al successo della trovata, la critica raccontata a disegni, Casimiro Teja lo designa come suo successore al Pasquino.

Nel 1887 viene notato da un impresario di una compagnia teatrale che gli affidò la messinscena di D'Artagnan e La cicala e la formica, dando inizio così alla sua carriera di scenografo e anche di costumista con l'apertura della casa d'arte Caramba (da lui stesso fondata) dove venivano realizzati costumi per molti dei più importanti teatri italiani e stranieri (La Scala, La Fenice, Il Regio di Torino, L'Opera di Roma, Il Metropolitan di New York). Disegnò moltissimi costumi, che illustrava con campionature di tessuti e schizzi dei dettagli; applicò nell'esecuzione dei figurini nozioni di storia del costume. Inoltre dal 1921 fino alla sua morte ricoprì il ruolo di direttore degli allestimenti scenici alla Scala, realizzando i costumi per le opere in cartellone.[2]. Ha realizzato, infine, i primi costumi della Giostra del Saracino di Arezzo.

È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

Filmografia parzialeModifica

NoteModifica

  1. ^ Alessandro Pestalozza, Il figurinaio - Cataloghi Marsilio, giugno 1987 ISBN 88-7693-032-9 pag. 17-18
  2. ^ Biografia Caramba [collegamento interrotto], su delteatro.it. URL consultato l'8 luglio 2009.

BibliografiaModifica

  • Fortuny e Caramba: la moda a teatro - Costumi a teatro 1906-1936, Cataloghi Marsilio, giugno 1987 ISBN 88-7693-032-9

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN4773373 · ISNI (EN0000 0001 1587 5625 · SBN IT\ICCU\MUSV\073489 · LCCN (ENnr88003470 · GND (DE118870092 · BNF (FRcb15908158x (data) · WorldCat Identities (ENnr88-003470