Lumumba (film)

film del 2000 diretto da Raoul Peck
Lumumba
Lingua originalefrancese
Paese di produzioneBelgio, Germania, Francia, Haiti
Anno2000
Generebiografico
RegiaRaoul Peck
ProduttoreRaoul Peck, Jacques Bidou
Produttore esecutivoJacques Bidou
Casa di produzioneJBA Production, Entre Chien et Loup, Essential Filmproduktion, Velvet S.A.
FotografiaBernard Lutic
MontaggioJacques Comets
MusicheJean-Claude Petit
CostumiCharlotte Daviv
Art directorAndré Fonsny
Interpreti e personaggi

Lumumba è un film del 2000 diretto da Raoul Peck.

Film biografico incentrato sulla figura di Patrice Lumumba, nei mesi precedenti e successivi all'indipendenza del Congo-Léopoldville dal Belgio e del suo breve mandato come primo ministro, terminato con il suo assassinio.

TramaModifica

Le riflessioni di Lumumba sulla sua morte aprono il film, alternando immagini del suo trasporto notturno verso il luogo d'esecuzione e quelle del disseppellimento di alcuni cadaveri e successivo smembramento e dissoluzione in acido.

1959. La visione del futuro del Congo dal Belgio è motivo di contrasti tra i politici congolesi, in cui spicca Lumumba, ex-promoter della birra Polar e Tshombé, leader della ricca regione del Katanga. L'attività di vendita e promozione della birra aveva permesso a Lumumba di frequentare molte persone nella capitale e conoscere Joseph Mobutu, all'epoca aspirante giornalista. Il suo attivismo politico l'aveva portato a creare il Movimento Nazionale Congolese (MNC) e durante una di queste riunioni venne arrestato per incitamento a rivolta anti coloniale e condannato alla prigione.

Venne scarcerato da pressioni esterne per poter partecipare alla conferenza belga-congolese di Bruxelles, in cui venne espresso un fronte comune e richiesta di indipendenza per il 30 giugno dello stesso anno. La formazione del governo venne inizialmente osteggiata da quello belga, ma si concluse positivamente con la scelta di Kasa-Vubu come primo presidente della repubblica e Lumumba come primo ministro del governo di unità nazionale. L'elenco dei ministri scontenta Tshombé e il partito CONAKAT, preannunciando la secessione dell'intera regione del Katanga.

Nella giornata dell'indipendenza, il discorso accomodante del presidente Kasa-Vubu viene contrastato da quello di Lumumba, che alla presenza del re Baldovino denuncia che le sofferenze, l'ingiustizie e il razzismo subito del popolo congolese non saranno dimenticate ed esalta l'indipendenza della repubblica del Congo. Nei giorni successivi salgono le tensioni sociali e i soldati della Force Publique si ammutinarono rispetto ai propri ufficiali bianchi, anche a causa delle dichiarazioni del generale in capo Émile Janssens, che dichiarò che l'indipendenza era solo per i civili e non per i militari. Janssens venne rimosso da Lumumba e la Force Publique venne trasformata in esercito nazionale congolese con Mobutu eletto capo di stato maggiore.

L'instabilità del paese è motivo di interesse politico per le varie potenze: l'ambasciatore belga suggerisce un intervento del suo paese e dei parter atlantici della NATO per ristabilire l'ordine, il Katanga e Sud-Kasai si dichiarao ostili al governo insediato di Léopoldville e Lumumba chiede ufficialmente aiuto militare dall'Unione Sovietica, non avendo ottenuto sostegno soddisfacente dalle Nazioni Unite.

La ripresa della regione secessionista del Kasai compiuta con atrocità porta all'allontanamento di Mubutu, ma l'interferenza russa viene vista dagli americani come una minaccia e Mubuto viene contattato da quest'ultimi. In una trasmissione radio il presidente Kasa-Vubu revoca l'incarico a Lumumba, che a sua volta lo sfiducia portando ad uno stallo politico. Mobuto prese il potere e bloccò Lumumba agli arresti domiciliari, non staccando però le comunicazioni telefoniche. Con uno stratagemma Lumumba realizzò la fuga dagli arresti domiciliari assieme alla famiglia per raggiungere Stanleyville, sede della Repubblica libera del Congo creata a seguito del colpo di Stato di Mubutu e fedele a Lumumba. Per evitare i blocchi stradali i compagni di Lumumba dirottarono su strade secondarie e nei pressi del fiume Sankuru vennero catturati dall'esercito congolese.

Trasportati in aereo nella capitale, Lumumba, il presidente del Senato Joseph Okito e il ministro degli Interni Maurice Mpolo scendono dall'aereo provati e ammanettati con una corda, infine inprigionati e consegnati a Elisabethville nel Katanga, dopo l'approvazione di Mubuto e del presidente Kasa-Vubu. Subite altre torture, un dirigente del Katanga continua ad infierire su Lumumba alla presenza di consiglieri bianchi e nella notte un convoglio di autovetture li muove nella foresta.

Il film si chiude con la giornata dell'indipendenza organizzata da Mabutu, diventato capo di Stato, che chiede ai presenti un minuto di silenzio per la morte di Lumumba, mentre vengono riprodotti gli ultimi istanti di vita del primo ministro, che assiste alla fucilazione dei suo compagni e che invoca una preghiera alla moglie. Due uomini bianchi accompagnano Lumumba ad un albero rimarcando la presenza straniera e a seguito della fucilazione, vengono ripresentate le immagini iniziali del film, in cui altri due uomini bianchi bruciano i resti dei cadaveri che avevano appena smembrato.

AccoglienzaModifica

Lumumba ha ottenuto l'81% di recensioni critiche positive su 58 totali e un voto medio 6.96/10 dal sito Rotten Tomatoes[1] e 21 recensioni critiche positive su 22 da quello Metacritic, ottenendo un punteggio metascore di 78[2].

NoteModifica

  1. ^ (EN) Lumumba, su Rotten Tomatoes. URL consultato il 9 agosto 2020.
  2. ^ (EN) Lumumba, su MetaCritic. URL consultato il 9 agosto 2020.

Collegamenti esterniModifica

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