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Lydia MacDonald
NazionalitàRegno Unito Regno Unito
GenereMusica leggera
Jazz
Periodo di attività musicale1944 – 1976
EtichettaLa voce del padrone, Karim, Parade
Album pubblicati4
Studio3
Colonne sonore1

Lydia Macdonald (Edimburgo, 19231998) è stata una cantante scozzese.

Indice

BiografiaModifica

Lydia Macdonald era una cantante specializzata in colonne sonore per film per l'industria cinematografica italiana tra gli anni '50 e '70. Nata ad Edimburgo, in Scozia nel 1923, suo padre era un italiano emigrato in Scozia dove aveva conosciuto sua moglie. Lydia studiò e imparò a suonare il pianoforte nella scuola St George's di Edimburgo. Nel 1939, quando aveva 15 anni, suo padre portò la famiglia per la prima volta in vacanza all'estero in Italia per fare conoscere i loro parenti. La scelta del periodo non fu il migliore, causa lo scoppio della la Seconda Guerra Mondiale, poco dopo il loro arrivo a Roma. Al padre di Lydia fu consigliato dagli amici di Edimburgo di non tornare a casa perché sarebbe stato probabilmente internato. Quindi la famiglia rimase a Roma per tutta la durata della guerra e Lydia e sua sorella completarono la loro istruzione presso la scuola Marymount International di Roma. Durante questo periodo, Lydia prese lezioni di canto operistico che le piacevano molto, anche se il suo primo entusiasmo era stato per la musica jazz.

Dopo aver lasciato la scuola nel 1942, Lydia fece amicizia con alcuni giovani italiani amanti della musica che condividevano la sua passione per il jazz. Tra questi vi erano Piero Piccioni e Armando Trovajoli, per citarne solo un paio. Fu durante questo periodo che iniziò a cantare con Piccioni (che usava in quel periodo in nome di Piero Morgan) ideatore e direttore dell'orchestra 013, con il quale debutta in programmi radio della Rai e in vari spettacoli dedicati alle forze armate inglesi di stanza a Roma in quel periodo 1944/45. Viene invitata anche a cantare nella neonata radio americana la A.E.S. che trasmetteva dalla capitale ed ascoltata dai militari statunitensi presenti in Italia. Poi, quando Roma venne liberata dagli alleati nel 1944, Frank Sinatra si esibì a Roma per le truppe alleate e Lydia venne invitata al concerto e successivamente si unì a Sinatra per un giro turistico in jeep della città. L'aveva sentita cantare alla radio delle Forze americane, le aveva fatto i complimenti per la sua abilità e incoraggiata a dedicarsi alla sua carriera di cantante.

Subito dopo la fine della guerra, Lydia e la sua famiglia ritornarono in Scozia, dove si esibì con gruppi locali a Edimburgo. Il suo stile attirò l'attenzione del famoso direttore d'orchestra britannico Ted Heath, che dopo un provino, la scritturò come prima cantante solista. Fu un evento importantissimo per lei, divenendo una delle prime cantanti ad esibirsi davanti a un grande pubblico.

Durante il periodo tra il 1946 e il 1949, viaggiò in lungo e in largo per tutto il Regno Unito con la sua band, esibendosi in molti importanti concerti e sale da ballo. Tuttavia, trovava la vita in tournée piuttosto estenuante e dopo un paio di anni lasciò la band in buoni rapporti per tornare a Edimburgo. Il destino fece nuovamente la sua parte, poiché a sua madre, le cui condizioni di salute erano cagionevoli, venne consigliato dai medici di trasferirsi possibilmente in un clima più caldo.

A quel tempo, non c'era, naturalmente, il riscaldamento centralizzato in casa, quindi si prese la decisione che Lydia accompagnasse sua madre a Roma, dove nel 1950 affittarono un appartamento. Il trasferimento si dimostrò un grande beneficio per la salute della madre e permise anche a Lydia di riprendere i rapporti con gli amici che aveva conosciuto durante gli anni della guerra.

Divenne protagonista nel 1950 del programma radio La Vedette della Settima in onda da Radio Roma della RAI accompagnata nuovamente da Piero Piccioni. Successivamente a Lydia venne chiesto di collaborare alle colonne sonore della allora fiorente industria cinematografica italiana. La sua capacità di cantare in italiano e in inglese le consentì di affermarsi come cantante di "statura internazionale", secondo quanto ha dichiarato lo storico musicale italiano Arrigo Zoli nel libro Il Canto Nero. Collaborò a film prodotti e diretti da importanti registi dell'industria cinematografica italiana del XX secolo, insieme ai principali arrangiatori e compositori italiani dell'epoca, tra cui, in particolare, Piero Piccioni, ma anche Ennio Morricone, Piero Umiliani, Armando Trovajoli e numerosi altri. Come è stato documentato altrove (ad esempio nell'articolo biografico della rivista Shindig a cui si fa riferimento in tutto il mondo), ciò è stato anche importante per il suo significato culturale. Il ventesimo secolo ha visto un gran numero di immigrati italiani trasferirsi in Scozia (e in altri parti del Regno Unito) dove hanno rapidamente apportato grandi contributi artistici e di altro genere alla nazione. Al contrario, c'era un movimento minimo nell'altra direzione, pertanto il trasferimento di Lydia dalla Scozia all'Italia risulta tanto più significativo per questo motivo. Oltre ai suoi contributi canori, Lydia compose e scrisse testi in inglese per un certo numero di canzoni. Oltre al lavoro per il cinema, apparve periodicamente anche a programmi della televisione come Volubile 1961 della RAI, e partecipè anche a programmi radiofonici sempre della RAI, per esempio con il complesso di Nunzio Rotondo.

Continuò ad essere molto richiesta tra gli anni cinquanta fino ai primi anni settanta, quando si ritirò e tornò a Edimburgo dove rimase fino alla sua morte nel 1998.

DiscografiaModifica

Album in studioModifica

Colonne sonoreModifica

SingoliModifica

FilmografiaModifica

Programmi radio e TV RaiModifica

  • La vedette della settimana, con l'orchestra di Piero Piccioni, 5 febbraio 1950
  • Una tromba tutto jazz, di e con Nunzio Rotondo, anche sigla del programma, terzo programma Rai 1959 1961.
  • Volubile, con l'orchestra di Piero Piccioni, RAI televisione 1961

BibliografiaModifica