Marca di Carinzia

Marca di Carinzia
Dati amministrativi
Nome ufficiale(LA) Marcha Caranthania
(LA) Marcha Carinthia
Lingue ufficialilatino
Lingue parlatepaleoslavo
alto tedesco antico
CapitaleKarnburg
Dipendente daSacro Romano Impero
Politica
Nascita889
Causariorganizzazione amministrativa del Regno dei Franchi Orientali
Fine976
Causaelevazione della marca a ducato
Territorio e popolazione
Bacino geograficoAlpi orientali
Territorio originaleLand austriaco della Carinzia; parte della Stiria e della Slovenia
Religione e società
Religione di Statocattolicesimo
Evoluzione storica
Preceduto daPrincipato di Carantania
Succeduto daDucato di Carinzia
Ora parte diAustria
Slovenia

La Marca di Carinzia fu una marca di frontiera dell'Impero carolingio creata nell'889. Prima di essere una marca, aveva fatto parte del principato (o ducato) di Carantania, retto da principi locali slavi (o semi-slavi), dapprima in modo indipendente poi sotto la sovranità bavara e franca. Il paese fu diviso in contee che, dopo la successione del duca di Carinzia al trono dei Franchi Orientali, fu riunito nelle mani di una singola autorità. Quando la marca di Carinzia fu elevata a ducato nel 976, una nuova marca carinziana (cioè una marca a difesa del ducato di Carinzia), che divenne successivamente la marca di Stiria.

Il Sacro Romano Impero durante il X secolo. La marca di Carinzia è la parte centrale della zona colorata a righe viola in basso a destra.

Contesto storicoModifica

Nel 745, la Carantania, allora un principato slavo indipendente, vedendo crescere la minaccia degli Avari, si sottomise a Odilone di Baviera, a sua volta vassallo dei Franchi[1]. Con quest'atto, i confini della Baviera si allargarono e il figlio di Odilone, Tassilone III, promosse la cristianizzazione delle tribù slave al di là del fiume Enns[2]. Nel 788, Carlo Magno integrò pienamente il territorio della Carantania nel suo impero, aggregandolo al ducato del Friuli, assieme alla marca d'Istria. Sotto di lui, l'attività missionaria ebbe un incremento, specialmente attraverso l'arcidiocesi di Salisburgo, che già nel 753 con san Virgilio di Salisburgo inviò il monaco e primo missionario irlandese del territorio san Modesto come corepiscopo di Carantania e fondatore della Cattedrale di Maria Saal, chiesa madre del territorio.

Tra l'819 e l'823, la popolazione slava locale appoggiò Ljudevit Posavski in rivolta contro la sovranità franca[3]. Nell'827 i Bulgari attaccarono la Carinzia e l'anno successivo Ludovico il Pio riorganizzò il Friuli in quattro contee, di cui le due più a nordovest –la Carinzia e la Bassa Pannonia – furono staccate dal regno d'Italia e incorporate nella Baviera. Ludovico II il Germanico poco dopo divise la Carinzia in contee affidate a feudatari franchi.[3] La divisione della Carinzia potrebbe essere avvenuta già nell'819 o forse contemporaneamente a quella del Friuli. Prima di ciò, i Carinziani erano ancora governati da duchi locali. La nuova amministrazione comitale fu di tipo misto bavarese e slavo.

Carlomanno e ArnolfoModifica

Il territorio rimase nei confini del regno bavarese di Ludovico. Nell'855, Radbod, prefetto (marchese) della marca Orientale fu deposto per fellonia e Rastislav di Moravia si ribellò alla sovranità dei Franchi Orientali.[4] Al posto di Radbod, Ludovico nominò il suo figlio maggiore Carlomanno (856), che prese il controllo delle altre marche orientali (Carinzia e Pannonia), e nell'858 combatté duramente contro Rastislav, costringendolo alla trattativa. Nell'861, Pabo, margravio di Carinzia, si ribellò insieme con i suoi conti e Carlomanno lo sostituì con Gundachar[4]. Nell'863, Ludovico, temendo che il figlio si ribellasse a sua volta, invase la Carinzia, dove Carlomanno aveva la sua base. Gundachar passò dalla parte del re con un grande esercito che gli era stato affidato per difendere il fiume Schwarza[5]. Di conseguenza, Carlomanno fu catturato e privato della sua carica, che fu affidata a Gundachar.

Quando Carlomanno si riconciliò con suo padre e fu creato re di Baviera, affidò la Carinzia al figlio Arnolfo, avuto da una sua concubina del luogo. Arnolfo tenne la sua sede a Moosburg (Mosapurc) e i Carinziani lo considerarono il loro duca nativo. Dopo che un colpo apoplettico nell'879 mise Carlomanno fuori gioco, Ludovico III il Giovane ereditò la Baviera e confermò la carica di Arnolfo in Carinzia in accordo con Carlomanno. La Baviera, comunque fu governata in modo più o meno effettivo da Arnolfo[6]. Arnolfo aveva retto la Baviera tra l'estate e l'autunno dell'879 mentre suo padre organizzava la successione e a lui fu assegnata la "Pannonia," secondo le parole degli Annales Fuldenses[7], o "Carantanum," secondo Regino di Prüm[8].

La marcaModifica

Dopo essere diventato a sua volta re dei Franchi Orientali, Arnolfo creò una marca di Carinzia. Nelle sue adiacenze vi erano la marca Orientale, quella d'Istria e quella di Carniola. Queste ultime due, situate a sudest, erano maggiormente esposte alle incursioni degli Ungari. Nel 901, appena due anni dopo il loro primo contatto con l'Europa occidentale, essi saccheggiarono la Carinzia[9]. Nel 952, la Carinzia si trovò a dipendere dal ducato di Baviera, così come la Carniola, l'Istria ed il Friuli[10].

Le principali città della marca erano Friesach e Villaco. Nel X secolo[11], una cosiddetta Marca Carantana si staccò dalla Carinzia. La Marca Carantana sarebbe poi divenuta il ducato di Stiria. L'unico margravio carinziano noto di questo periodo — sebbene si conoscano molti conti — è Markwart III, che fu praeses de Carinthia.

Nel 976, l'imperatore Ottone II nominò suo nipote Ottone I duca di Baviera e separò la marca carinziana e le altre dal ducato. Fece della Carinzia un ducato per il luitpoldingo Enrico, che servì per lui come una sorta di "capo della polizia di frontiera" controllando Istria, Friuli e Carniola[12].

 
Il Sacro Romano Impero attorno all'anno 1000: il successivo ducato di Carinzia è mostrato in marrone con le marche dipendenti di Verona, Istria, Carniola e Stiria, secondo William Robert Shepherd, 1923

NoteModifica

  1. ^ Reuter, p. 54.
  2. ^ Reuter, p. 57.
  3. ^ a b Reuter, pp. 79-80. La regione tuttavia non si ribellò, come indica la mancanza di provvedimenti punitivi di confisca.
  4. ^ a b AF, 861 (p. 48 e n6).
  5. ^ AF, 863 (pp. 49-50 e n6).
  6. ^ AF, (M) 882 (p. 104 e n3).
  7. ^ AF, (B), 884 (pp. 108-111).
  8. ^ MacLean, p. 135.
  9. ^ AF, (B), 901 (p. 142).
  10. ^ Semple, p. 42.
  11. ^ Le fonti non sono concordi se ciò sia avvenuto prima o dopo il 955.
  12. ^ Semple, p. 43.

BibliografiaModifica