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Marcello De Salvia

ufficiale e aviatore italiano
Marcello De Salvia
3 ottobre 1920 – 4 marzo 1941
Nato aLa Spezia
Morto acielo d'Albania
Cause della mortecaduto in combattimento
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegia Aeronautica
SpecialitàCaccia
Unità354ª Squadriglia, 24º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre (XXIV Gruppo)
Anni di servizio19??-1941
GradoSergente Pilota
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneCampagna italiana di Grecia
DecorazioniMedaglia d'oro al valor militare
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Marcello De Salvia (La Spezia, 3 ottobre 1920Cielo d'Albania, 4 marzo 1941) è stato un ufficiale e aviatore italiano. Pilota di caccia della Regia Aeronautica durante la seconda guerra mondiale, venne abbattuto nel marzo 1941 dalla caccia britannica e decorato con la medaglia d'oro al valore militare alla memoria.

BiografiaModifica

Marcello De Salvia nasce alla Spezia,[1] ultimogenito di sette figli.[2] Dopo i primi anni di scuola la sua passione per il mondo dell'aviazione lo convince ad arruolarsi nella Regia Aeronautica, l'aeronautica militare dell'allora Regno d'Italia, Marcello De Salvia aveva lasciato presto la scuola per seguire la sua vocazione.

Nel 1939 viene inviato a Frosinone per conseguire il brevetto di pilota militare. Presso il neocostruito locale aeroporto De Salvia partecipa al 1º corso di pilota di 1º periodo per allievi sottoufficiali.

Uscitone con il grado di sergente pilota, in seguito è aggregato alla 354ª Squadriglia, 21º Gruppo[3] del 52º Stormo Caccia Terrestre.[3] Il 24 ottobre 1940, in vista delle operazioni sul fronte greco-albanese nell'ambito della Campagna italiana di Grecia, la 354ª Squadriglia viene aggregata al 24º Gruppo che diviene autonomo.[4] Il reparto è equipaggiato con i biplani Fiat C.R.42 Falco ed i monoplani Fiat G.50 Saetta.[5]

Il 4 marzo 1941[1] il Gruppo viene inviato a fornire copertura aerea da una flottiglia[1] della Regia Marina[1] impegnata, dall'inizio del mese, in una missione di bombardamento navale contro postazioni nemiche dislocate sulla costa dell'Albania e formata dal cacciatorpediniere Augusto Riboty, dalla torpediniera Andromeda e da tre barche d'assalto MAS[6][7].

Avvisata del pericolo venne dato l'allarme e l'ordine di decollo immediato alle unità della britannica Royal Air Force dislocate in zona. La forza d'attacco era costituita da 15 bombardieri leggeri Bristol Blenheim, nove provenienti dal No. 211 Squadron e cinque dal No. 84 Squadron RAF, scortati da dieci caccia monoplani Hawker Hurricane, quattro del No. 80 Squadron RAF e sei del No. 33 Squadron RAF, e diciassette caccia biplani Gloster Gladiator, questi ultimi quattordici dal No. 112 e tre dal No. 80 Squadron RAF. La formazione britannica intercettò la forza navale italiana 10 miglia a sud di Valona e quando i Blenheim iniziarono a bombardare le unità navali, peraltro senza successo, la caccia italiana iniziò il combattimento aereo.[7]

Nell'azione che seguì De Salvia contribuì all'abbattimento di cinque velivoli avversari[8] e durante l'ultimo abbattimento personale venne lui stesso abbattuto, rimanendo ucciso nello scontro[1] al posto di pilotaggio del suo caccia G.50.[9]

Dediche e riconoscimentiModifica

L'Aeronautica Militare Italiana, con la motivazione "Prima ed Unica Medaglia d'Oro al Valor Militare che ha messo le ali a Frosinone", gli ha intitolato il 72º Stormo, reparto che integra l'unica Scuola di Volo della forza aerea italiana dedicata alla formazione di piloti destinati ad aerodine ad ala rotante.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al valor militare
«Superbo pilota da caccia, in quattro mesi di intensa attività sul fronte greco albanese effettuava più di cento azioni di guerra partecipando alle missioni più arrischiate del suo reparto e a travolgenti mitragliamenti contro munitissime postazioni nemiche. In tre combattimenti aerei sostenuti dal suo gruppo contro preponderanti forze avversarie da caccia e da bombardamento, fedele gregario e magnifico combattente, lottava con intrepida aggressività abbattendo un caccia e cooperando all’abbattimento di altri otto avversari. Il quattro marzo, di scorta ad una nostra formazione navale, durante un aspro combattimento contro soverchiante caccia nemica prodigandosi oltre ogni limite, dopo aver contribuito all’abbattimento di cinque avversari, con magnifico slancio inseguiva ed attaccava un velocissimo caccia nemico e mentre in piena azione, riusciva a colpirlo ed abbatterlo, una raffica nemica lo fulminava al suo posto di vittoria e di gloria.»
— Cielo di Albania, 4 marzo 1941.[10]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica 1969, p. 162.
  2. ^ Uno dei quali fu fatto prigioniero in Albania durante la seconda guerra mondiale.
  3. ^ a b Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica 1969, p. 171.
  4. ^ Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica 1969, p. 172.
  5. ^ Dunning 1988, p. 32.
  6. ^ Trentoincina.
  7. ^ a b (EN) Håkan Gustavsson, Flying Officer Douglas Gordon Haig McDonald, RAF No. 76160, su Håkans aviation page, http://surfcity.kund.dalnet.se/index.html, 21 novembre 2011. URL consultato il 28 agosto 2014.
  8. ^ In quattro mesi di guerra aveva compiuto 171 ore di volo di guerra, oltre 100 azioni di scorta, mitragliamento, crociere di vigilanza e di interdizione, con 2 apparecchi nemici abbattuti individualmente e 13 collettivamente.
  9. ^ Pagliano 1954, p. 274.
  10. ^ Marcello De Salvia, su Il sito ufficiale del Presidente della Repubblica, http://www.quirinale.it/. URL consultato il 28 agosto 2014.

BibliografiaModifica

  • (EN) Giorgio Apostolo, Giovanni Massimello, Italian Aces of World War 2, Botley, Osprey Publishing Company, 2000, ISBN 1-84176-078-1.
  • (EN) Chris Dunning, Combat Units od the Regia Aeronautica. Italian Air Force 1940-1943, Oxford, Oxford University Press, 1988, ISBN 1-871187-01-X.
  • Chris Dunning, Solo coraggio! La storia completa della Regia Aeronautica dal 1940 al 1943, Parma, Delta Editrice, 2000.
  • I reparti dell'Aeronautica Militare Italiana. Cenni Storici, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 1977.
  • Medaglie d'Oro al Valor Militare, Roma, Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica, 1969, ISBN non esistente.
  • Franco Pagliano, Aviatori italiani: 1940-1945, Milano, Ugo Mursia Editore, 2004, ISBN 88-425-3237-1.
  • Franco Reali, Serg. Pilota Marcello De Salvia - Un grande sogno... Una breve vita, Milano, Ugo Mursia Editore, 2004, ISBN 88-425-3237-1.
  • Franco Pagliano, Storia di diecimila aeroplani, Milano, Edizioni Europee, 1954.

Voci correlateModifica

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