Marxismo consiliarista

Interpretazione in chiave libertaria del marxismo

ll marxismo consiliarista o consiliarismo è un concetto emerso nella sfera ideologica del marxismo. Questo pensiero nasce nel nord Europa grazie ad alcuni intellettuali prossimi al luxemburghismo: il tedesco Otto Rühle, gli olandesi Herman Gorter e Anton Pannekoek, i tedeschi emigrati negli USA Paul Mattick e Karl Korsch. Questi furono estremamente critici rispetto al marxismo-leninismo e alla concezione gerarchica dei tradizionali partiti comunisti, che li ha portati a sviluppare un'interpretazione in chiave libertaria del marxismo.[1][2]

PrincipiModifica

Il Consiglio operaio si fonda sui principi della democrazia popolare diretta e dell'autogestione, consentendo quindi ai lavoratori di un'azienda di assumere le decisioni fondamentali nella gestione della stessa.

Per i consiliaristi o comunisti di sinistra, il Consiglio operaio andrebbe a scardinare le basi del capitalismo e della democrazia rappresentativa, sottraendo l'esercizio del potere ai capitalisti e alla borghesia, restituendolo nelle mani del popolo.[3][4][5]

Il Consiliarismo oppone al comunismo statale e di partito, sostenuto da Lenin,[6] il comunismo dei consigli operai, ovvero la forma d’organizzazione sorta durante le fasi iniziali della rivoluzione russa (i soviet), che secondo i consiliaristi erano la forma che l'organizzazione della classe operaia, cosciente del proprio ruolo storico, si era data per la realizzazione della società comunista.[7]

Il consiliarismo si rifa al principio che «l'emancipazione della classe operaia sia opera della classe operaia o non sia».[8]

Storia dei consigli operaiModifica

I consigli operai comparvero per la prima volta nella Russia del 1905 (Soviet), ma già alcune fazioni della Comune di Parigi del 1871 avevano un'ideologia consiliarista.

 
Pietro Ferrero, anarchico e sindacalista protagonista del movimento dei "consigli di fabbrica" (1920)
 
Rosa Luxemburg, fu fautrice dell'ala radicale rivoluzionaria durante la rivoluzione della fine del 1918

Durante la rivoluzione del 1917, i soviet ebbero un ruolo importante nel determinare la caduta del regime zarista, ma non diventeranno mai organo di governo: da febbraio a ottobre 1917 il potere fu in mano al governo provvisorio guidato da Kerensky. A partire dall'Ottobre 1917, il potere è detenuto dai commissari popolari guidati da Lenin, il quale di fatto spogliò i soviet da ogni potere autogestionario e li ridusse ad un organismo subordinato al potere centrale detenuto dai bolscevichi.

I consigli dei lavoratori apparvero anche in Germania, nel novembre 1918 e nella Baviera del 1919, in Italia durante il biennio rosso[9] e in Ungheria nello stesso periodo.[10] Nel 1921, con la Rivolta di Kronštadt, i marinai e cittadini della città russa, appellandosi allo slogan bolscevico: «Tutto il potere ai soviet!», provarono a dare una sterzata libertaria alla rivoluzione russa ma vennero repressi nel sangue dall'Armata Rossa di Lev Trotzky.[11][12] Anche nelle fasi prerivoluzionarie spagnole, alcuni consigli operai furono costituiti nelle Asturie, durante la cosiddetta Rivoluzione d'Ottobre asturiana (1934).

Mentre in Russia i bolscevichi accentuavano i caratteri autoritari e statalisti del loro potere, fino al terrore rosso e allo stalinismo, altrove si formavano tendenze consiliariste, rappresentate in particolare dall'ala sinistra del Partito Socialdemocratico tedesco (SPD), guidata da figure di spicco come Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, che influenzerà notevolmente lo sviluppo di altri partiti di tendenza consiliarista, come il partito socialdemocratico di Polonia (Socjaldemokracja Królestwa Polskiego i Litwy), guidato da Leo Jogiches, e quello olandese (Sociaal-Democratische Arbeiderspartij), alla cui testa si posero note figure di intellettuali come Anton Pannekoek, Henriette Roland-Holst ed Herman Gorter (autore nel 1920 della Risposta a Lenin).

I consigli operai ricomparvero poi nel dopoguerra, nell'Ungheria del 1956 (contro il dominio stalinista), in Francia durante il maggio 1968 e di nuovo in Italia nel 1969. Dal 1968, il termine "consiglio operaio" fu sostituito gradualmente da "assemblee operaie" e poi da "assemblea generale". Dal 1973, in Italia, si cominciò a parlare di "assemblee autonome", nel senso che esse erano autogestite e non controllate dai sindacati.[13] In Italia si diffusero più o meno sino al 1979, coinvolgendo non solo i lavoratori ma anche i disoccupati e gli studenti.

In Francia, il termine coordinations (Coordinazioni) fu utilizzato dal 1986 per designare le riunioni dei ferrovieri e degli infermieri in sciopero, e anche in occasione di scioperi successivi, pur non assumendo comunque un valore rivoluzionario, come era avvenuto nei primi decenni del Novecento.

Nel 2009, il Partito Comunista Internazionalista (formatosi nel 1943), dopo tutta una serie di conferenze sviluppatesi negli anni precedenti, ha dato vita al gruppo della Tendenza Comunista Internazionalista,[14] che propaganda un'idea del comunismo in opposizione a quella marxista-leninista. Pur non essendo specificamente consiliaristi, nel loro programma si legge:

«I forum della nostra “democrazia”, gli organismi di potere della rivoluzione, saranno invece i consigli proletari, assemblee di massa in cui gli incarichi saranno affidati con mandati precisi e revocabili in ogni momento.»[14]

Nel 2010 in Italia diversi gruppi hanno rivitalizzato la pubblicistica consiliare messa in relazione alla crisi economica, dal gruppo di Milano Pagine Marxiste[15] a Countdown,[16] ed è nata una rivista che si ricollega alla tradizione consiliare: «Connessioni per la lotta di classe».[17]

Consiliarismo e anarchismoModifica

Le posizioni anti-autoritarie dei consiliaristi sono assai affini al concetto libertario di democrazia diretta, e la sua idea di assemblee popolari si avvicina chiaramente all'idea anarchica di autogestione. Mentre per i leninisti, i consigli di fabbrica sono un mezzo per giungere alla conquista del potere, per gli anarchici essi sono un fine, ovvero un modo per organizzare e gestire la società libertaria anticapitalista.

Gli anarchici misero in pratica i concetti consiliaristi di autogestione delle fabbriche in Italia, durante il biennio rosso (1919-20), e in Germania, nella Repubblica dei Consigli di Baviera (1918).

 
Qualche numero della rivista Socialisme ou barbarie, pubblicato dall'omonimo gruppo.

Personalità e pubblicazioniModifica

Fra le differenti personalità che hanno illustrato la storia dell'estrema sinistra, si possono citare Anton Pannekoek (autore nel 1946 di un'opera intitolata I Consigli Operai), Herman Gorter, Karl Korsch, Maximilien Rubel, Otto Rühle, Paul Mattick (una volta giunto negli USA fondò due riviste consiliariste: « Living Marxism » et « New Essays »), Benjamin Péret, Cornelius Castoriadis e Claude Lefort (animatori della rivista «Socialisme ou Barbarie»), Guy Debord e Raoul Vaneigem (Internazionale Situazionista) ed Henri Simon (Informations et Correspondances Ouvrières).

In Francia, paese dove il consiliarismo ha avuto larga diffusione, numerose sono state le pubblicazioni conosciute. Fra queste, le più recenti sono state Le Mouvement Communiste (1972-1974), Négation (1972-1974), La Guerre sociale (1977-1984), La Banquise (1983-1988), Brise-Glace (1988-1990) e Mordicus (1990-1994). Alcune riviste continuano ad essere pubblicate ancora oggi: Échanges et Mouvements, Théorie Communiste, Perspective Internationaliste, Oiseau-Tempête...

In Gran Bretagna si pubblica «Aufheben», negli USA «Insurget Notes», in Germania «Wild Cat», in Brasile Movaut, in Italia «Connessioni per la lotta di classe».

NoteModifica

  1. ^ Roy Pierce, Les Origines du Gauchisme. By Richard Gombin. (Paris: Editions du Seuil, 1971. Pp. 186. 6F.), in American Political Science Review, vol. 69, n. 4, 1975-12, pp. 1423-1423, DOI:10.2307/1955299. URL consultato il 2 agosto 2020.
  2. ^ Richard Gombin: Le Origini del Gauchisme, Editoriale Jaca Book. URL consultato il 2 agosto 2020.
  3. ^ Lenin, Sui compiti del proletariato nella rivoluzione attuale (Tesi d'Aprile), su marxists.org, 1917. URL consultato il 2 agosto 2020.
  4. ^ Lenin, Tutto il potere ai soviet : lettere da lontano, le tesi di aprile, lettere sulla tattica, stato e rivoluzione, 2011 [1917], p. 211. URL consultato il 2 agosto 2020.
  5. ^ Lenin: tutto il potere ai soviet!, su linternazionale.it, 4 maggio 2017. URL consultato il 2 agosto 2020.
  6. ^ Lenin, Stato e Rivoluzione, su marxists.org, Marxists Internet Archive, 1917. URL consultato il 2 agosto 2020.
  7. ^ Dardot, Pierre., Il potere ai soviet : l'ombra dell'ottobre '17 e la democrazia diretta, DeriveApprodi, 2017, ISBN 978-88-6548-214-8, OCLC 1047924634. URL consultato il 2 agosto 2020.
  8. ^ L' emancipazione della classe operaia e la critica al riformismo – Karl Marx – Friederich Engels, su marx-karl.com, 20 luglio 2012. URL consultato il 2 agosto 2020.
  9. ^ Gramsci e il «Biennio rosso». I consigli di fabbrica a Torino - Remo Mazzacurati - Libro - Massari Editore - Storia e memoria | IBS, su ibs.it. URL consultato il 5 agosto 2020.
  10. ^ 1919-1920: il Biennio Rosso, su marxpedia.org, 30 ottobre 2019. URL consultato il 5 agosto 2020.
  11. ^ Marie, Jean-Jacques., Kroňstadt 1921 : il Soviet dei marinai contro il governo sovietico, UTET, 2007, ISBN 9788802076089, OCLC 799545454. URL consultato il 5 agosto 2020.
  12. ^ Kronstadt di Guido Montana, su socialismolibertario.it. URL consultato il 5 agosto 2020.
  13. ^ La volta che contestarono Luciano Lama, nel '77, su Il Post, 10 febbraio 2017. URL consultato il 5 agosto 2020.
  14. ^ a b Tendenza Comunista Internazionalista, su Leftcom. URL consultato il 5 agosto 2020.
  15. ^ pagine MARXISTE, su paginemarxiste.it. URL consultato il 5 agosto 2020.
  16. ^ STUDI SULLA CRISI COUNTDOWN | Asterios, su asterios.it. URL consultato il 5 agosto 2020.
  17. ^ CONNESSIONI per la lotta di classe, su connessioni-connessioni.blogspot.com. URL consultato il 5 agosto 2020.

Voci correlateModifica

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