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Massaquano

frazione del comune italiano di Vico Equense
Massaquano
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
Città metropolitanaStemma Città Metropolitana di Napoli.png Napoli
ComuneVico Equense-Stemma.png Vico Equense
Territorio
Coordinate40°39′45.18″N 14°26′54.6″E / 40.66255°N 14.4485°E40.66255; 14.4485 (Massaquano)Coordinate: 40°39′45.18″N 14°26′54.6″E / 40.66255°N 14.4485°E40.66255; 14.4485 (Massaquano)
Altitudine330 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale80060
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiMassaquanesi o Aequani
PatronoSan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno e martedì di Pentecoste
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Massaquano
Massaquano

«Noi abbiamo visitato i più deliziosi luoghi delle montagne di Massa Equana, le grotte, le valli, i ruscelli d'acqua, fin le balze precipitose che avevano qualche cosa di singolarità da potere allettare la nostra curiosità... sia stato il sito di quelle montagne volte a mezzogiorno estivo, l'aria pura... che io mi sono facilmente creduto d'abitar sull'Olimpo

(Lettera di Antonio Genovesi a Romualdo De Sterlich, marchese di Carmignano, del 27 ottobre 1753)

Massaquano è la più antica frazione di Vico Equense nella città metropolitana di Napoli alle pendici del Monte Faito. Viene menzionata nel 1110 in una bolla dell'Arcivescovo di Sorrento Barbato.

Il santo Patrono è San Giovanni Battista, viene festeggiato solennemente il 24 giugno. Già prima dell'Anno mille esisteva una chiesa a lui dedicata detta San Giovanni Battista al Campo.

Ogni anno il martedì di Pentecoste si tiene la Festa della Madonna, una plurisecolare tradizione molto sentita in tutta la penisola sorrentina e nel circondario di Napoli.

Piazza San Giovanni Battista di notte

È l'unica frazione di Vico Equense a usare un CAP (80060) diverso dal resto del comune (80069).

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista all'Olmo, anno di fondazione 1307, con statua linea di S. G. Battista, autore Carmine Lantriceni; pala lignea del 1400 scuola del Veronese restaurata nel 2015.
  • Cappella di Santa Lucia (1385), affrescata con dipinti di scuola giottesca. cappella patronale della famiglia Cioffi ( Bartolomeo de Cioffi notaio in Napoli e proprietario della cappella e dello stabile attiguo acquistato nel 1992 da don. A. Guida e tantissimi fedeli per 600.000,000 di lire oggi del beneficio parrocchiale.
  • Chiesa dell'Arciconfraternita di Santa Maria a Chieia, con cripta dove visitare presepe con pastori del '700 napoletano e museo parrocchiale.
  • Cappella dell'Assunta in Belvedere del 1600.
  • Cappella di Sant'Andrea Apostolo in Sant'Andrea, con busto di argento del Santo risalente al 1400.

Tradizioni e curiositàModifica

 
La statua del patrono
  • Le campane di Massaquano
    Oltre agli altri comuni suoni delle campane, nel pomeriggio si ode il cosiddetto suono delle tre ore di giorno nel dialetto locale tre or e juorn. La tradizione attribuisce tale usanza a Sant'Alfonso Maria de' Liguori, di passaggio nel paese per avvisare, in particolare i contadini al lavoro nei campi e sui monti, che restano per altre tre ore di luce.
  • Fuoco di San Giovanni
    Il 23 giugno, vigilia della festa, dopo la messa vespertina si tiene il tradizionale "Fuoco di San Giovanni" un grande falò preparato con la legna raccolta dai giovani del paese in onore del Santo Patrono.
  • Lancio delle nocciole dal tetto della trecentesca Cappella di Santa Lucia.
    Ogni anno, il 12 dicembre alle 15.30, vigilia di Santa Lucia, dal tetto dell'omonima cappella si tiene il tradizionale e plurisecolare lancio delle nocciole, come simbolo delle pupille in onore della santa protettrice della vista. Alle ore 15.15 le nocciole, poste in sacchi, vengono messe ai piedi dell'altare per essere benedette dal parroco. Subito dopo trasportate sul tetto della chiesina dove due o tre persone le lanciano nella piazza sottostante per essere raccolte dalla gente che attende trepidante.
  • I fedeli si recano a visitare la santa con una bottiglia d'olio.
    Sempre legata alla Festa di Santa Lucia è anche un'altra simpatica tradizione rimasta immutata nei secoli. Nei giorni intorno al 13 dicembre i fedeli, in particolare i contadini, quasi ad emulare la Santa che nell'affresco è raffigurata nell'atto di reggere un contenitore, arrivano nella cappella recando sotto al braccio una bottiglia d'olio come simbolica offerta, utilizzata al posto del danaro, per l'accensione della lampada che arde perennemente. I devoti, che si recano nella cappella in tale giorno, ricevono un'immaginetta e un sacchettino di nocciole benedette.
  • Il tiglio cavo.
    Nel cortile dell'Arciconfraternita di Santa Maria a Chieia, la più antica della Diocesi di Sorrento/C.mare, c'è un tiglio plurisecolare, cavo ma ancora vegeto. Quest'albero secondo alcuni è coevo della vicina chiesa di San Giovanni, risalente all'anno 1307, per l'usanza in passato di piantare accanto ad una nuova chiesa un albero longevo, per l'appunto un tiglio o una quercia. Secondo altri è l'albero della libertà piantato durante la Rivoluzione Partenopea del 1799 dai rivoluzionari, provenienti dagli altri casali e da Vico, datisi convegno a Massaquano.
  • Messa delle Anime del Purgatorio nella IV domenica di Quaresima.
    In antico fu scelta questa domenica per ricordare le Anime del Purgatorio perché come in questo giorno la Chiesa sospende le tristezze della Quaresima per tutti i fedeli, Chiesa Militante, così si riteneva fossero sospese le pene per coloro che ci hanno preceduto, Chiesa Purgante. Di sera si tiene il Solenne Funerale, dove è d'obbligo un illustre predicatore, in suffragio di tutti i morti della parrocchia con quattro riflessioni o prediche di cui: la prima è dedicata ai genitori defunti, la seconda ai fratelli e sorelle, la terza a tutti gli altri parenti e la quarta ai sacerdoti. Molti anni fa per tutta la durata della messa chiudevano le poteche, in particolare i bar e le cantine dove si andava a bere il vino. È l'unica domenica in cui confluiscono alla messa gli abitanti da tutti gli angoli della parrocchia.
 
Madonna di Massaquano
  • Ultima pastiera per la Festa della Madonna.
    A Massaquano è tradizione per il giorno della Festa della Madonna, il martedì di Pentecoste, in ogni casa deve esserci la pastiera.Questo perché è un dolce legato soprattutto alla Pasqua e perché anticamente la Pentecoste era l'ultima Pasqua (la prima detta Pasqua dell'Epifania, la seconda Pasqua di Gloria o Resurrezione e la terza Pasqua Rosata o delle Rose appunto la Pentecoste) questo era l'ultimo giorno in cui si consumava la pastiera perché il caldo, quando non c'erano i frigoriferi, non avrebbe permesso di conservarla a lungo.
  • Il giorno dell'Ascensione ci si lava la faccia con le rose.
    È una tradizione diffusa un po' in tutto il territorio vicano e nella penisola sorrentina che per la festa dell'Ascensione prepara il cosiddetto "Vacillo", una bacile riempito di acqua, petali di rose ed erbe odorose in particolare la menta (con cui ci si disegna una croce). Viene sistemato la sera precedente all'esterno della casa perché nella notte passa l'Angelo del Signore a benedirlo per essere usato la mattina dell'Ascensione per lavarsi il viso. È quasi il preannuncio, la domenica successiva, della Pasqua delle Rose o Pentecoste per sfociare nel giorno della Festa della Madonna con la spettacolare cascata di petali di rose.
  • Accensione delle candele alle finestre.
    La sera del 16 dicembre al suono delle campane a festa à nor e nott si accendono le candele alle finestre. Si diffuse quest'usanza per ringraziare Dio dello scampato pericolo: secondo alcuni un terremoto molto forte, secondo altri l'eruzione del Vesuvio. Comunque sia in questo giorno inizia la Novena a Gesù Bambino o di Natale e la candela è stata adottata a simbolo della "Luce che viene a rischiarare le tenebre".

EconomiaModifica

AgricolturaModifica

Sono tre le principali piante più diffuse sul suo territorio: noce, olivo e vite.

  • L'altopiano di Massaquano è prevalentemente occupato da piante di noci. Da qui proviene la maggior parte della produzione delle noci di Sorrento.
  • Sul Monte San Giovanni e a Belvedere, si coltivano gli olivi.
  • Nella zona di Cigliano troviamo invece le viti. Il conte Girolamo Giusso preferiva proprio il vino Massaquano prodotto, in questa zona, con l'uva di sabato volgarmente detta, a conferma di ciò basta la descrizione fatta da Benedetto Di Falco 1589 " Descrittione de i luoghi antiqui di Napoli ": il vino Massico hor chiamato vino Massaquano, trasportato dal monte Massico, che è vicino Carinola al territorio delli popoli Equani, tra li quali è Massa e Vico. Oratio
  • a Massaquano vi sono stati e tutt'ora vi sono numerosi piccoli caseifici che trasformano latte locale con produzione di fior di latte, trecce, cacini del diavolo, caciocavalli, bebè, provoloni stagionati (ogni caseificio aveva ed ha ancora la grotta per far stagionare i provoloni). Quando affondo' l'ANDREA DORIA che andava negli USA portava una cassa di provoloni giganti del caseificio Cuomo Luigi che spediva i provoloni ai parenti in USA. Provoloni giganti dal 13 o 15 Kg. fatti a mano da Mario Cuomo sono stati portati in G.B. in occasione della festa di laurea di un massaquanese a Cambridge! nel 1984.

SportModifica

  • La squadra di calcio è il San Giovanni Battista, fondata nel 1968 dal defunto Cioffi Aniello, Volpe Antonino, Guida Luigi, Carrano Armando, Cioffi Giovanni ecc. con tutti ragazzi del paese e con il giovane don Antonio Guida portiere! la squadra ha militato in I° categoria ed è ancora esistente formata da ragazzi del paese e diretta da Mr. De Simone.

NoteModifica


BibliografiaModifica

  • Gaetano Parascandolo, Monografia del Comune di Vico Equense, 1858.
  • Antonino Trombetta, Vico Equense e il suo territorio, Casamari 1997.
  • Francesco Autiero e Ida Maietta, La Cappella di Santa Lucia nel Casale di Massaquano e i suoi affreschi, 1996.
  • Manfredi Fasulo, La Penisola Sorrentina, 1906.
  • Francesco Arnaldi, Lucia Gualdorosa, Liliana Monti Sabia: La Letteratura Italiana, 1964.
  • Benedetto Di Falco, Descrittione de i luoghi antiqui di Napoli, 1589
  • Sac. Antonio Guida con diversi libri pubblicati ed in corso di pubblicazione.

Altri progettiModifica

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Massaquano è il paese di Bartolomeo Intieri, fondatore della cattedra di Economia all'Università Federico secondo di Napoli. a Massaquano Intieri costruì la sua casa dove ospitava l'abbate Galiani, Genovesi e altri illuministi napoletani, il defunto Parroco Don Antonio Guida, deceduto il 5 marzo 2019, ha scritto ben cinque libri sulla storia e le opere architettoniche esistenti in Massaquano ( la scoperta degli affreschi di S. Lucia fatta da lui personalmente), "ERANO PAVERI MA SIMPATICI", "il restauro dell'organo settecentesco"; " ATTIVITA' PASTORALI DI UN PARROCO"; la vita del Maestro DON LUIGI GUIDA grande compositore e direttore di orchestra le cui opere sono depositate presso il Gesu' Nuovo DI Napoli, quasi tutte inedite ad eccezione delle canzoni alla Vergine Mystica 1 e 2; "AROLA e gli AROLESI"; "MONTECHIARO LA PULCHERRIMA" ecc. gli ultimi due descrivono i borghi di AROLA e Montechiaro dove è stato parroco. In effetti a Massaquano Intieri fondò un cenacolo di illuministi. Ma deve essere ricordato che Massaquano è il luogo di nascita di LUIGI SERIO, avvocato e poeta di corte del re di Napoli, morì durante la battaglia sul fiume Sebeto durante la rivoluzione partenopea del 1799 - don Antonio Guida in occasione del duecentesimo dalla MORTE organizzò la commemorazione insieme all'UNITRE' presidente Prof. ESPOSITO VINCENZO e curò la recensione della vita di L. Serio scritta dal dott. Giuseppe Maffucci. Insomma Massaquano è storicamente il paese dove sono nati e vissuti numerosi grandi uomini del passato lontano e recente. La parrocchia è dotata di una biblioteca con circa seimila volumi, antichissimi e di notevole pregio. la piana di Massaquano che comprende le borgate di S. Salvatore, S. Andrea, Belvedere, Penito e Patierno conta circa 4.500 abitanti ed ha origine antichissime "oschi" , "etruschi" ecc.

Sulle origini della borgata don Antonio ha lasciato un manoscritto che stiamo provvedendo a far pubblicare. G. Guida