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BiografiaModifica

Maxim Vengerov è nato nella capitale della Siberia Occidentale, Novosibirsk, unico figlio di Larisa Borisovna Vengorova, direttrice di un orfanotrofio, e Aleksandr Vengerov, oboista della Filarmonica di Novosibirsk.

Ha cominciato a studiare violino a cinque anni sotto la guida di Galina Tourchaninova. Successivamente è stato allievo di Zakhar Bron, con cui ha studiato in Russia, alla Royal Academy of Music di Londra e a Lubecca[1].

Nel 1984, a soli dieci anni, ha vinto il 1º premio al Concorso Wieniawski di Lublino e nel 1990 ha vinto il Concorso Internazionale Carl Flesch di Londra, vittoria che lo ha definitivamente lanciato nel panorama internazionale[1].

Nel 1990 Vengerov e la sua famiglia sono emigrati in Israele, dove il padre ha continuato la professione di oboista e dove Maxim ha preso cittadinanza, prestando anche servizio nell'esercito israeliano.

Per il Teatro alla Scala di Milano nel 1992 esegue il Concerto per violino di Mendelssohn diretto da Carlo Maria Giulini, nel 1994 lo stesso concerto con l'Orchestra reale del Concertgebouw diretta da Riccardo Chailly, nel 1995 il Concerto per violino di Brahms con l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Zubin Mehta, nel 1996 il Concerto per violino di Tchaikovsky con la London Symphony Orchestra, nel 1998 tiene un recital, nel 2003 suona ancora il Concerto di Mendelssohn con la Filarmonica della Scala al Teatro degli Arcimboldi, nel 2004 il Concerto per violino di Beethoven con la London Symphony Orchestra diretta da Colin Davis agli Arcimboldi e nel 2006 il Concerto di Beethoven con la Filarmonica della Scala ed il Concerto per due violini (Bach) con Leōnidas Kavakos.

Nel 2004 ottiene il Grammy Award per la Miglior interpretazione solista di musica classica con orchestra per l'album "Britten: Violin Concerto - Walton: Viola Concerto" registrato con la London Symphony Orchestra e Rostropovich per la EMI.

La sua consistente produzione discografica è pubblicata da EMI, Teldec e Melodiya.

Nel 2005, in seguito ad una interruzione dell'attività concertistica a causa di un problema alla spalla, ha cominciato a dedicarsi anche alla direzione d'orchestra[2]. In questo ambito ha studiato con Yuri Simonov, diplomandosi nel 2014 all'Istituto Ippolitov-Ivanov e completando un ulteriore biennio di perfezionamento in direzione d'opera.[3] Come direttore ha collaborato con importanti orchestre (Montreal Symphony Orchestra, Toronto Symphony Orchestra, Orchestra nazionale di Francia, Gstaad Gestival Orchestra e molte altre).

Maxim Vengerov è molto attivo anche come membro di giuria in importanti concorsi (Wieniawski di Varsavia, Menuhin di Ginevra e altri) e insegnante. Ha ricoperto e ricopre infatti ruoli di insegnamento alla Hochschule für Musik Saar, al Trinity College, alla Royal Academy of Music e al Royal College of Music.[4]

Nel 2011 si è sposato con la storica dell'arte Olga Gringolts, sorella del violinista Ilya Gringolts, con cui ha avuto due figlie. Risiede con la sua famiglia a Monaco.

StrumentiModifica

Maxim Vengerov suona lo Stradivari "ex-Kreutzer" del 1727, acquistato con l'aiuto della Contessa Yoko Nagae Ceschina. In passato ha suonato su vari Stradivari ("Reynier" del 1727 e "ex-Kiesewetter" del 1723) e ha posseduto un Carlo Landolfi del 1760, danneggiato irreparabilmente nel 2002. Avendo studiato anche violino barocco, si è esibito anche su strumenti originali.

Vengerov è anche un ottimo violista e spesso si è esibito anche in questa veste. Su prestito della Royal Academy of Music ha suonato una viola Guarneri e la viola "Achinto" di Stradivari del 1696.

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Fabrizio Festa, Maxim Vengerov: una abbagliante vicenda umana e artistica | Sistema Musica, su sistemamusica.it. URL consultato il 24 maggio 2019.
  2. ^ Luca Chierici, Maxim Vengerov, uno straordinario violinista ritrovato, su Il Corriere Musicale, 12 aprile 2018. URL consultato il 24 maggio 2019.
  3. ^ (EN) Maxim Vengerov - Nicola Fee Bahl Management, in Nicola Fee Bahl Management. URL consultato il 30 luglio 2018.
  4. ^ (EN) Maxim Vengerov, su www.wieniawski.pl. URL consultato il 30 luglio 2018.

BibliografiaModifica

  • Henry Roth, Maxim Vengerov, in Violin Virtuosos, From Paganini to the 21st Century, Los Angeles, California Classics Books, 1997, p. 306

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN56801795 · ISNI (EN0000 0001 2096 1835 · LCCN (ENnr95017766 · GND (DE129894923 · BNF (FRcb139501682 (data) · NLA (EN42114162 · NDL (ENJA00811919 · WorldCat Identities (ENnr95-017766