Memoria digitale

archiviazione di contenuti privati o pubblici attraverso la tecnologia informatica e condivisione su piattaforme web o social media

La Memoria digitale è una forma di archiviazione dei contenuti, compresa la memoria privata, attraverso la tecnologia informatica, utilizzando la Memoria ed è contemporaneamente una forma di comunicazione della memoria su piattaforme web e social media.

Lo scopo del rendere la memoria privata in forma digitale è quello di ricordare avvenimenti, emozioni, registrare pensieri e opinioni: è un diario pubblico digitale. Alla base vi è la scelta della condivisione tra utenti, soprattutto attraverso i social media diffusi nel World Wide Web: Facebook, Twitter, Google Plus, Pinterest, Linkedin, Flickr, YouTube, Tripadvisor.

In generale, nel web, la parola condivisione o sharing in inglese è il termine usato per descrivere la grande partecipazione della gente nelle piattaforme/servizi noti come Web 2.0[1].

Infatti con l'avvento del web 2.0 e 3.0, sono sempre più numerosi i tavoli di discussione[2][3], i bandi[4][5][6] e i progetti[7][8][9][10][11][12][13], le Fondazioni[14][15][16] e associazioni[17][18][19][20], i blog[21][22][23][24] e siti internet[25][26][27] che trattano l'argomento, ponendosi domande e cercando risposte sul come conservare e condividere, annullando barriere fisiche e temporali, il nostro sapere.

Correlato alla memoria digitale, si pone il concetto di Biblioteca digitale. Un esempio progettuale che coniuga memoria e digitale è stato lanciato dalla più importante biblioteca del mondo, la Library of Congress, per impedire che la storia digitale sia cancellata, creando nel dicembre del 2000 il programma NDIIPP[28] (National Digital Information Infrastructure and Preservation Program) allo scopo di raccogliere, preservare e rendere disponibili contenuti digitali significativi, soprattutto le informazioni che sono state create solo in forma digitale (Born-digital), per le generazioni attuali e future.

Gordon Bell e Jim Gemmell, ricercatori Microsoft, nella loro pubblicazione TotalRecall: How the E-memory Revolution Will Change Everything (Penguin Group USA, 2009) hanno definito la memoria digitale con il termine E-memory, affermando che grazie al progresso nelle tecniche di memorizzazione informatiche possiamo registrare qualsiasi cosa che sentiamo, vediamo o facciamo giornalmente.[29]

I linguaggi della memoriaModifica

La memoria digitale, attraverso i linguaggi della memoria, o memolinguaggi, viene espressa in tecnologie collaborative e partecipative come piattaforme open source e social media, sotto forma di linguaggi diversi. I memolinguaggi abbracciano dalla fotografia al video, passando per la mail art e l'arte in genere.

La memoria digitale è stata al centro di importanti progetti di storytelling, non ultimo MyLifeBits, un progetto sviluppato da Microsoft Research, la divisione ricerca di Microsoft, che consiste nel registrare e gestire tutti gli eventi della vita di una persona, attraverso dati e piattaforme multimediali.[30]

Il rapporto tra le forme che la memoria sa assumere (i memolinguaggi) e le nuove tecnologie, viene analizzato anche nel progetto Trentino Italia storie pop. Immagini, visioni, culture e memoria dall'Unità a oggi, delle tre fondazioni Fondazione Museo storico del Trentino, Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto e Fondazione <ahref.[2]

La Fondazione Archivio diaristico nazionale, insieme all'Associazione Promemoria e al Cesvot (Centro Servizi Volontariato Toscana), lanciano nel 2013 il progetto "#memolinguaggi - linguaggi della memoria" : un percorso transmediatico (video, foto, mail art, social media e web) di formazione sull'interazione fra la memoria e i suoi possibili linguaggi.[31]

Un eccellente esempio in Italia nella condivisione e conservazione in forma digitale della memoria è la Sardegna Digital Library, una corposa collezione di contenuti transmediatici riguardanti la sola isola (video, testi, immagini, audio) e perciò considerata la memoria digitale della Sardegna, patrocinata dalla stessa Regione Sardegna con il sostegno dell'Unione europea.

Linguaggi videoModifica

Nella storiografia degli ultimi anni il racconto orale e la video-testimonianza sono diventati fonti per lo studio della storia contemporanea. In particolare esistono diversi archivi che hanno raccolto e conservato queste fonti, a partire da argomenti specifici. Uno fra i più celebri per importanza storica e dimensioni è quello della Shoah Foundation, che ha lo scopo di preservare la memoria della tragedia dell'Olocausto durante la Seconda guerra mondiale. Mentre un archivio digitale che tratta argomenti generici è la piattaforma Memoro - La Banca della Memoria, un sito web dedicato alla raccolta dei ricordi, esperienze e storie di vita, attraverso video interviste, delle persone nate prima del 1950.[25]

Linguaggi fotograficiModifica

Le foto costituiscono l'elemento principale e più diffuso di condivisione della memoria. La fotografia, grazie all'ampia diffusione di webcam, smartphone e fotocamere digitali, risulta essere anche il linguaggio più semplice, ma soprattutto immediato, da utilizzare per immortalare i propri ricordi. Dalle foto di album scolastici che permettono di taggare gli ex compagni di scuola in Facebook, al fenomeno dello Scrapbooking in Pinterest[32], fino al racconto di sé e delle proprie giornate in Flickr. Oppure raccogliendo tutti i propri scatti in archivi digitali personali, che possono essere resi sia pubblici che privati, utilizzando servizi on line gratuiti come Panoramio, Google+ Photos (ex Picasa) o Tumblr.

La scritturaModifica

L'aggiornamento di status più o meno frequente, l'utilizzo di piattaforme di blogging e microblogging, utilizza la scrittura come forma di memoria digitale. Esempio per eccellenza è Twitter, piattaforma di microblogging. Nello storify del premio Pieve 2012, si ha un riassunto delle memorie dei diaristi che hanno partecipato alla manifestazione, in frasi di 140 caratteri, "tweet".[33]

Memoria collettivaModifica

La memoria digitale è uno stimolo a registrare ciò che colpisce l'individuo, ed attraverso gli strumenti dei social media, rende la memoria da individuale a memoria collettiva. La memoria collettiva, secondo la definizione dello storico Pierre Nora è:

«il ricordo, o l'insieme dei ricordi, più o meno consci, di un'esperienza vissuta o mitizzata da una collettività vivente della cui identità fa parte integrante il sentimento del passato»

La collettività della memoria nel suo aspetto di fruibilità globale, trova l'eccellenza internazionale nel progetto della World Digital Library,[7] biblioteca digitale internazionale gestita dall'UNESCO e dalla Biblioteca del Congresso. Lo scopo primario della World Digital Library, attraverso il proprio sito web, è quello di mettere a disposizione degli utenti in maniera gratuita una vasta collezione di manoscritti, libri rari, immagini, filmati e registrazioni sonore provenienti da culture e nazioni di tutto il mondo, creando un archivio digitale della conoscenza umana.

Memoria e StorytellingModifica

Il racconto e la condivisione di un'esperienza sono ormai massicciamente diffusi in rete[34], tanto da costituire una larga percentuale dei contenuti disponibili[35][36]. Le strategie social media non possono più fare a meno di questo elemento, che crea profondità simbolica, valore narrativo e capacità di appellarsi all'immaginario del pubblico.

Come ricordato precedentemente, un'importante progetto di storytelling, creato da Microsoft, è stato MyLifeBits (pezzetti della mia vita). Lo scopo del progetto era quello di registrare e ricordare tutto della propria vita: una sorta di diario elettronico mettendo appunto in forma digitale documenti, fax, telefonate, fotografie e filmini, così da non dimenticare nulla grazie all'aiuto di questa memoria digitale che poteva essere consultata con un pc in qualsiasi momento. L'ingegnere informatico Gordon Bell, autore e al tempo stesso cavia del progetto, ha dichiarato:

« Si tratta sostanzialmente di costruire un surrogato della memoria, un supplemento per ricordare tutto ciò che ho visto con i miei occhi o sentito con le mie orecchie » e continuando spiega « le famiglie con bambini desiderano conservare ciò che hanno messo sul computer, i compiti scolastici dei ragazzi, la musica preferita, i ricordi familiari. Hanno bisogno di salvaguardare e tenere vivo il proprio patrimonio digitale ».[37]

Memoria e digitalizzazioneModifica

La tecnologia digitale ha introdotto il grande vantaggio di riproducibilità dell'informazione su supporti digitali, ma al concetto di riproducibilità non sempre corrisponde quello di conservabilità e accessibilità, a causa del decadimento di interoperabilità di supporti fisici (hardware) e linguaggi (software). Perciò la conservazione nel tempo delle informazioni su supporti digitali è un problema che ancora oggi non è affrontato con procedure standard universali.[38][39][40]

Una informazione digitale si può riprodurre in maniera immediata e facile grazie alla duplicazione su svariati supporti di memoria (pendrive, DVD, CD, micro sd) o può essere trasmessa ad altre persone (posta elettronica, P2P, web) ma questo non garantisce che, a distanza di anni, la medesima informazione possa essere conservata ed essere riprodotta facilmente. Un esempio è quello dei floppy disk, supporto di memoria ormai fuori dal mercato, ma molto utilizzato negli anni 90 e nel primo decennio del XXI secolo. Molte informazioni memorizzate nei nostri vecchi floppy disk possono essere considerate perdute.

Quindi sebbene l'informazione digitale ha una rappresentazione virtuale di sé risiede tuttavia su supporti di natura fisica che sono soggetti a problemi relativi al decadimento del materiale o semplicemente a regole di mercato (si ricordi l'affermazione dei Blu-ray Disc di Sony a discapito degli HD DVD di Toshiba[41]).

Oltre al problema dei supporti esistono numerosi problemi di mantenimento della compatibilità di standard di linguaggi per cui se i documenti sono stati realizzati con tecnologia proprietaria secondo standard e sintassi determinati da software non più disponibili ed in origine non open-source è impossibile decodificarli con facilità. Un esempio sono i documenti digitali prodotti con la suite di software Microsoft Office, il cui formato è proprietario appunto di Microsoft.

Numerose sono le discussioni scaturite dalle problematiche tecniche della conservazione della memoria in forma digitale[42][43], che spesso trovano nelle piattaforme cloud una risposta[39], come nel caso di Vint Cerf, Chief Internet Evangelist presso Google e padre con Bob Kahn del protocollo TCP/IP. Il guru informatico statunitense ha infatti sollevato il problema che lega la nostra memoria digitale ai relativi supporti e software per la conservazione e soprattutto la fruibilità nel tempo.[44]

Anche Simone Vettore, bibliotecario, archivista ed editore del blog memoriadigitale.me sulle tendenze e problematiche in archivi e biblioteche, tratta l'argomento e in particolare il rapporto con le fonti in quest'epoca di trapasso al digitale.[45]

I motori di ricerca sono uno degli strumenti principali per cercare di affrontare il problema di salvaguardare la memoria collettiva ed individuale di noi tutti attraverso meccanismi ripetuti di riproducibilità nel tempo e nello spazio (backup sincronizzati fra server di località diverse) che finiscono per essere una buona strategia di conservazione.[40]

Esistono inoltre molte iniziative accademiche ed istituzionali[7][9][14][15][28] ma anche associative[17][18][19] e private (gli stessi motori di ricerca) che stanno tentando di affrontare il problema istituendo veri e propri archivi della conoscenza sviluppati attraverso tecnologie interoperabili tra di loro.

Uno dei maggiori collettori di memoria in Italia, la Fondazione Archivio diaristico nazionale, inizia nel 2012 la digitalizzazione dei testi. La digitalizzazione del patrimonio archivistico permette di fotografare i documenti e metterli a disposizione dell'utenza nella forma in cui sono stati depositati presso l'Archivio. Il progetto è reso possibile grazie al sostegno di Fondazione Telecom Italia che « ha fra i suoi obiettivi istituzionali la valorizzazione del patrimonio storico-artistico nazionale attraverso le nuove tecnologie » dichiara Fabio Di Spirito, Segretario Generale di Fondazione Telecom Italia. « In quest'ambito, si colloca a pieno diritto il tema della conservazione e della valorizzazione della memoria e soprattutto la preziosa opera degli archivi storici. Il progetto Impronte digitali risponde pienamente ai nostri obiettivi» [46].

NoteModifica

  1. ^ John, Nicholas A. (2013) Sharing and Web 2.0: The emergence of a keyword. New Media & Society, March 2013 vol. 15 no. 2 167-182
  2. ^ a b Trentino Italia Storie Pop, il progetto promosso dalla Fondazione Museo storico del Trentino e sostenuto dalla Fondazione CARITRO, presenta “Memoria digitale e ricerca storica: esperienze e prospettive Archiviato il 27 settembre 2013 in Internet Archive.” una tavola rotonda che si propone quale momento di spunto e dialogo, per comprendere il ruolo assunto nel tempo dalle tecnologie digitali, e di come esse siano divenute lo strumento fondamentale per chi si occupa di studi storici.
  3. ^ Convegno EduEDA al Centro Luigi Pecci (PO) 23-24 novembre 2012. Alcuni argomenti trattati: la Memoria Digitale di Bisenzi Enrico; Arti digitali e Memoria collaborativa (con la partecipazione di Wikimedia Italia)
  4. ^ I edizione del Call “Memoria Digitale” Archiviato il 27 settembre 2013 in Internet Archive.: riconoscimento alle Amministrazioni Pubbliche più virtuose e innovative in ambito di gestione e conservazione dei documenti digitali.
  5. ^ Forum PA premia Torino per la sua memoria digitale, La Stampa, 28 maggio 2013.
  6. ^ Data Journalism Awards 2013 Archiviato il 27 settembre 2013 in Internet Archive., Hotel de Ville di Parigi, 20 giugno 2013: una sorta di Pulitzer del giornalismo dei dati aperto a tutti i giornalisti del mondo. "The Data Journalism Awards are the only international awards for Data-Driven Journalism, recognising excellence in this rapidly growing field of journalism", (EN) Global Editors Network Archiviato il 27 settembre 2013 in Internet Archive..
  7. ^ a b c (EN) World Digital Library (WDL) mette a disposizione su Internet, gratis e in formato multilingue, materiale significativamente primario proveniente da paesi e culture di tutto il mondo.
  8. ^ (EN) Archive-it è un servizio di archiviazione web sviluppato per le organizzazioni che desiderano catturare, creare e gestire raccolte di contenuti web. In questo modo Ie organizzazioni possono raccogliere, catalogare e gestire le proprie collezioni di contenuti con accesso 24/7 e renderlo disponibile a chiunque.
  9. ^ a b (EN) PANDORA Australia's Web Archive, è una collezione crescente di pubblicazioni australiane online, inizialmente promosso dalla National Library of Australia nel 1996, oggi è costruito in collaborazione con altre nove biblioteche australiane e con organizzazioni culturali.
  10. ^ (EN) Archivio fotografico digitale EUROPHOTO: Archiviato il 14 settembre 2013 in Internet Archive. enorme archivio fotografico con immagini che rappresentano i più preziosi documenti storici del secolo scorso. Esse raffigurano le maggiori manifestazioni nazionali e internazionali (politica, sociale, culturale, sportivo), celebrità e vita quotidiana dagli inizi del secolo alla metà del 1990.
  11. ^ Archivio Storico dal 1867 del quotidiano La Stampa
  12. ^ (EN) Il Progetto Memoria Singapore (SMP, Singapore Memory Project) è un movimento dell'intera nazione che si propone di catturare e documentare momenti preziosi e ricordi relativi a Singapore, ricordi non solo degli abitanti di Singapore, ma anche di enti, associazioni, società e gruppi.
  13. ^ DepositoLegale.it è un sito che rappresenta il punto di riferimento operativo per il deposito delle tesi di dottorato in formato digitale nelle biblioteche. Il progetto ha lo scopo di promuovere la sperimentazione del deposito legale delle opere native digitali (born digital) nelle biblioteche centrali italiane di Roma e di Firenze e, limitatamente alla copia di backup, nella Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia.
  14. ^ a b Fondazione Archivio diaristico nazionale: la fondazione si propone di promuovere la più ampia conoscenza dell'Archivio diaristico nazionale e del relativo premio annuale, quali mezzi per la valorizzazione di Pieve Santo Stefano come "Città del diario" e per la crescita dell'amicizia fra tutti coloro che scrivono i diari e conservano documenti di autobiografia e di memorie personali in forma di scrittura.
  15. ^ a b Fondazione <ahref Archiviato il 22 febbraio 2015 in Internet Archive.: il compito di <ahref consiste nello sviluppo di una ricerca sulla qualità dell'informazione che emerge dalla rete sociale abilitata da internet e i media digitali, con l'obiettivo di ipotizzare, disegnare, implementare, sperimentare e testare logiche incentivanti che favoriscano il miglioramento della qualità dell'informazione stessa.
  16. ^ Fondazione Rinascimento Digitale Archiviato il 20 settembre 2013 in Internet Archive. - Nuove Tecnologie per i Beni Culturali nasce per coinvolgere l'insieme di risorse, esperienze e competenze maturate in questo ambito in Italia, al fine di promuovere l'applicazione delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione per la valorizzazione dei beni culturali.
  17. ^ a b (EN) Internet Archive: Wayback Machine è una biblioteca digitale no-profit nata nel 1996 con lo scopo di garantire disponibilità ed accessibilità della conoscenza umana attraverso la creazione di una biblioteca digitale per memorizzare in modo permanente contenuti digitali da tutto il mondo, resi appunto disponibili a chiunque in qualsiasi momento.
  18. ^ a b ANORC, Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Digitale, riunisce sotto un unico "volano" tutti coloro che operano nel settore della Dematerializzazione e della Conservazione Digitale dei documenti. L'Associazione dà voce agli "amanuensi del digitale", a tutti coloro, cioè, che tramite la tecnica dell'archiviazione elettronica e attraverso lo sviluppo di complesse procedure di sicurezza informatica, assicureranno ai nuovi archivi fatti di bit una durata e un'immutabilità nel tempo.
  19. ^ a b Stati Generali della Memoria Digitale, promossi da ANORC nascono dalla convinzione che, per far fronte alle sfide dell'innovazione digitale e sviluppare, così, serie politiche di innovazione per Amministrazioni Pubbliche, Imprese, Professionisti e Cittadini, è necessaria un'attenzione costante verso una corretta archiviazione affidabile nel tempo e una conservazione a norma di informazioni, dati e documenti digitali.
  20. ^ EduEDA - The EDUcational Encyclopedia of Digital Arts è un'enciclopedia online su le Arti, la Musica e il Design nei settori dell'arte multimediale digitale e dei network tecnologici e culturali che ha per finalità la ricerca, documentazione e promozione dei suddetti settori attraverso la collaborazione e partecipazione libera degli utenti.
  21. ^ Memoriadigitale.me: blog su tendenze e problemi in archivi e biblioteche.
  22. ^ <ahref Web_Log Archiviato il 5 settembre 2013 in Internet Archive. è il blog della Fondazione <ahref impegnata nella ricerca delle informazioni che scaturiscono dalla rete sociale del web.
  23. ^ (EN) Total recall blog: how the E-memory is changing everything - Come la memoria digitale sta rivoluzionando ogni cosa.
  24. ^ InfoAccessibile.com, blog che tratta e raccoglie fonti su: accessibilità nel web, usabilità, social network, accesso alle informazioni e memoria digitale.
  25. ^ a b memoro.org, Memoro - la Banca della Memoria è un progetto internazionale no-profit dedicato alla raccolta dei ricordi, esperienze e storie di vita, attraverso video interviste, delle persone nate prima del 1950.
  26. ^ Saperi PA Archiviato il 28 agosto 2013 in Internet Archive. è una grande "enciclopedia" sui processi di innovazione e modernizzazione nelle Pubblica Amministrazione e nei sistemi territoriali, costruita attraverso il lavoro quotidiano di FORUM PA. Un vero e proprio patrimonio di conoscenze che Saperi PA restituisce ai lettori proponendolo in maniera fruibile, organizzato e classificato secondo diverse chiavi interpretative.
  27. ^ Sardegna DigitalLibrary è l'archivio digitale della Regione Autonoma della Sardegna. Il portale, concepito come un'opera in progress, è destinato ad accogliere i contenuti digitali e multimediali riguardanti la cultura, la storia, la letteratura, la musica, il territorio, l'ambiente e le immagini della Sardegna.
  28. ^ a b (EN) The National Digital Information Infrastructure Preservation Program: Expectations, Realities, Choices and Progress to Date, D-Lib Magazine - The Magazine of Digital Library Research, April 2002 volume 8 number 4, ISSN 1082-9873
  29. ^ (EN) Video del progetto "Total Recall: How the E-memory revolution will change everything", dicembre 2009, Microsoft Research.
  30. ^ (EN) Microsoft Research: MylifeBits is a lifetime store of everything. It is the fulfillment of Vannevar Bush's 1945 Memex vision including full-text search, text & audio annotations, and hyperlinks.
  31. ^ La memoria non è solo scrittura: seminario di chiusura del corso di formazione "I linguaggi della memoria" promosso dall'Archivio diaristico nazionale.
  32. ^ (EN) Scrapbooking in Pinterest
  33. ^ Cronaca del premiopieve via Twitter: il racconto del Premio Pieve 2012 in 200 tweet, da Storify.com
  34. ^ From Friendster to Facebook - Social Media and the Internet 10 years later Archiviato il 16 maggio 2013 in Internet Archive., 17 agosto 2012, Shea Bennett, Mediabistro.com/alltwitter
  35. ^ Cosa succede in 1 minuto su internet? Un'infografica ce lo dice Archiviato l'11 settembre 2013 in Internet Archive.: 278.000 tweet pubblicati, 72 ore di video caricati su YouTube, 41.000 post scritti su Facebook, 347 nuovi articoli di blog su Wordpress, 20.000 foto pubblicate su Tumblr e molto altro, 30 luglio 2013, Coppola, Gizmodo.it
  36. ^ Data Never sleeps: how much data is generated every minute? Archiviato il 3 settembre 2013 in Internet Archive., 8 giugno 2012, Josh James, Domo.com
  37. ^ Tutta la vita in una memoria digitale, 4 dicembre 2006, Elysa Fazzino, Il Sole 24 ORE
  38. ^ Aspetti tecnici e culturali della Memoria digitale, di Bisenzi Enrico, EduEDA - The Educational Encyclopedia of Digital Arts.
  39. ^ a b Conservazione digitale: la soluzione sta nella cloud? 18 giugno 2013, di Simone Vettore, memoriadigitale.me
  40. ^ a b Browser, motori di ricerca e memoria digitale, dal blog infoaccessibile.com
  41. ^ Toshiba saluta HD DVD e pone fine alla guerra dei formati. Il colosso giapponese ufficializza la sofferta decisione di sospendere sviluppo e produzione di lettori e masterizzatori HD DVD dal mese di marzo 2008. Blu-Ray è il vincitore, ma il mercato è pronto?, 19 febbraio 2008, Andrea Bai, HardwareUpgrade.it
  42. ^ Beni culturali, gli esperti: "Memoria digitale a rischio", 9 ottobre 2012, Corriere delle Comunicazioni.
  43. ^ Memoria digitale: presto nuovi dischi in vetro con capienza di 360 TB e vita media di 1 milione di anni, 12 luglio 2013, Tommaso Giani su Techarena.it
  44. ^ (EN) Patrick Thibodeau, Cerf sees a problem: Today's digital data could be gone tomorrow, in Computerworld, 4 giugno 2013. URL consultato il 9 novembre 2019.
  45. ^ Archivisti, Bibliotecari e Storici: così lontani, così vicini, 31 maggio 2013, di Simone Vettore, memoriadigitale.me
  46. ^ Progetto Impronte digitali, a cura di Archivio Diaristico Nazionale con il sostegno della Fondazione Telecom

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica