Michele Reina

politico italiano

Michele Reina (19329 marzo 1979) è stato un politico italiano, ucciso da Cosa nostra.

Michele Reina era il segretario provinciale di Palermo della Democrazia Cristiana. Venne ucciso la sera del 9 marzo 1979 da killer mafiosi. Fu il primo politico ucciso da Cosa Nostra.

Michele Reina ha 47 anni. Da tre è segretario provinciale della Dc.

Sono le 22.20 di venerdi 9 marzo 1979 quando il politico sta per accomodarsi nella sua Alfetta 2000 con la moglie Marina, di 35 anni, e una coppia di amici, Mario Leto (ex direttore amministrativo della più grande casa vinicola siciliana, la Corvo), 43 anni - amico d'infanzia - e la moglie. Siamo in via Principe di Paternò: Reina ha da poco lasciato la casa di un amico dove ha cenato. All'improvviso una Ritmo grigia affianca l'Alfetta. Scendono due giovani a volto scoperto, mentre un complice rimane al volante.

È appena scattato l'agguato. Il commando inizia a sparare a raffica da distanza ravvicinata. Tre colpi secchi di calibro 38: Reina viene fulminato all'istante. E' colpito al collo, alla testa e al torace. Mario Leto, ferito a una gamba, estrae la pistola che portava con sé, una Colt 38 special con pallottole imbottite e doppio caricatore e malgrado violente fitte di dolore si lancia in strada sparando contro i sicari. "Non abbiamo più capito niente - racconta Leto ai cronisti -. Uno dei due killer mentre sparava ghignava tanto che m'è parso ridesse". La Fiat Ritmo sgomma lontano: l'auto risulterà rubata poche ore prima. La targa applicata appartiene a una Fiat 128, anch'essa rubata intorno alle 19 del giorno stesso del delitto.

L'omicidio venne subito rivendicato da “Prima Linea” il giorno dopo dalle "Brigate Rosse". La pista terroristica apparve però agli investigatori inverosimile e ritenuta con più probabilità una mossa della mafia per sviare le indagini. Le investigazioni proseguirono per lungo tempo, ma non portarono a grosse novità, fino a quando il 16 luglio del 1984, davanti a Giovanni Falcone e al dirigente della Criminalpol Giovanni De Gennaro, Tommaso Buscetta iniziò il suo lungo racconto su Cosa Nostra rivelando che "anche l'onorevole Reina è stato ucciso su mandato di Salvatore Riina". Per Cosa Nostra un avvicinamento della Dc ai comunisti rappresentava un pericolo enorme e fu sicuramente questo uno dei motivi che spinse Totò Riina e i suoi a dare il via ad un altro eccellente delitto.

Michele era popolarissimo a Palermo e la sua morte fu l’inizio di una lunga seria di delitti che Cosa Nostra compì tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta che ebbero come bersagli altri politici di grande spessore, su tutti Piersanti Mattarella(6 gennaio 1980) e Pio La Torre (30 aprile 1982), nonché esponenti delle forze dell’ordine e della magistratura.

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha definito Michele "un uomo che non accettò le connivenze tra politica e criminalità, né cedette alle pressioni sempre più forti che volevano impedire il rinnovamento politico della Sicilia". Lo Stato ha onorato il sacrificio di Reina con il riconoscimento concesso a favore dei suoi familiari, costituitisi parte civile nel processo, dal Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso di cui alla legge n. 512/99.

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