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Guglielmo "Mino" Steiner

Guglielmo "Mino" Steiner (Milano, 13 maggio 1909Ebensee, 28 febbraio 1945) è stato un avvocato italiano.

Indice

BiografiaModifica

Figlio di Emerico Steiner, industriale milanese di origine boema, e di Fosca Titta, sorella del baritono Titta Ruffo. Nipote di Giacomo Matteotti. Fratello di Albe Steiner.

Conseguita la laurea in giurisprudenza nel 1936, il maggio successivo inizia la professione nello studio di Lelio Basso[1], con il quale collabora sino all'ottobre 1939. Nel giugno 1939[2] è arrestato e tradotto a San Vittore per una settimana dalla polizia politica fascista in occasione di un ennesimo arresto di Basso[3], a causa delle sue frequentazioni degli ambienti antifascisti milanesi che porteranno alla nascita del Partito d'Azione.

Nell'ottobre 1942 è richiamato alle armi nell'esercito a Palermo[4]. Immediatamente dopo lo sbarco alleato in Sicilia e già prima del 25 luglio, tramite antifascisti locali (Purpura, Ramirez, Finocchiaro Aprile) entra in contatto con i servizi segreti alleati che gli affidano il comando della Missione Law.

Il 3 ottobre 1943[5] un sommergibile inglese sbarca Mino Steiner e Fausto Bazzi al largo della costa di Lavagna con il compito di raccogliere informazioni sulle forze militari tedesche e di favorire il passaggio verso la Svizzera dei militari alleati dispersi oltre le linee. A Genova, le prime reclute della Missione Law sono Piero Caleffi, Eros Lanfranco ed il radiotelegrafista Cirillo. A Milano riprende contatto con gli esponenti locali del Partito d'Azione, al quale aderisce, e si impegna nella diffusione della stampa clandestina. Con Mario Paggi[6], Antonio Basso, Carlo Enrico Galimberti[7], Gaetano Baldacci ed altri, mette in cantiere un giornale di cultura politica aperto a tutte le idee antifasciste che sarà “Lo Stato Moderno”[8]: non ne potrà vedere l'uscita del primo numero clandestino nel luglio 1944.

Dopo lo sciopero generale del 1º marzo 1944, la repressione nazi-fascista porta a San Vittore tra gli altri Mario Damiani[9], segretario regionale del Partito d'Azione, che fa i nomi di numerosi aderenti. Mino Steiner viene arrestato a Milano il 16 marzo 1944[10]; in regime di isolamento per 28 giorni, è sottoposto ad almeno cinque interrogatori.

Il 27 aprile, un convoglio con 225 politici (207 uomini e 18 donne) e 50 ebrei (questi non identificati) lascia il Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, destinazione il campo di Fossoli, di concentramento e transito.

A Fossoli suo compagno di castello è Aldo Valcarenghi[11]; partecipa al “triumvirato” che si assume l'organizzazione della baracca 18 (prigionieri politici), sino al 21 giugno quando parte per il lager di Mauthausen in Austria, dove arriva il 24 giugno 1944 e viene immatricolato con il numero 76594.

In agosto è trasferito a Großraming[12], campo previsto per la costruzione di una diga, ma rapidamente smantellato; a settembre è inviato ad Ebensee (sottocampo di Mauthausen), campo di lavoro e di sterminio, per la costruzione di gallerie nella montagna destinate a proteggere impianti industriali dai raid aerei alleati.

Ad Ebensee muore il 28 febbraio 1945[13].

OmaggiModifica

 
Pietra d'Inciampo Mino Steiner

Mino Steiner è ricordato a:

  • Milano - Loggia dei Mercanti
  • Milano - Cimitero Monumentale - monumento ai deportati milanesi
  • Milano - Palazzo di Giustizia - salone 1º piano
  • Milano - Via Boscovich, 42
  • Milano - Viale Bianca Maria, 35
  • Rapallo (GE) - Parco delle Rimembranze di San Michele di Pagana
  • Carpi (MO) - Museo Monumento al Deportato - Salone dei nomi
  • Mauthausen Memorial - KZ-Gedenkstätte (Austria)[14]
  • Milano - Viale Bianca Maria, 7 - Pietre d'inciampo a Milano- posata 24 gennaio 2019[15]

NoteModifica

  1. ^ Archivio privato della Famiglia Steiner - Mino Steiner, Agenda 1937
  2. ^ Archivio privato della Famiglia Steiner - Mino Steiner, Agenda 1939
  3. ^ http://leliobasso.it/vita/lavita_1926_1940_testo.htm , consultato 15 marzo 2019
  4. ^ Distretto militare di Milano - Foglio matricolare Guglielmo Steiner
  5. ^ Esiste una legittima incertezza circa l’esatta data dello sbarco. Sul sito internet http://uboat.net/allies/warships/ship/3442.html si legge: “28 Sep 1943 - In the evening HMS Sickle (Lt. J.R. Drummond, DSO, DSC, RN) landed a party of two Italians near Sestri Levante, Italy (about 20 miles East of Genoa). They are Guglielmo "Mino" Steiner and Fausto Bazzi and their task is to gather information, organize antifascist resistance and the escape of Allied PoWs through Switzerland (special operation LAW).”. - Piero Caleffi in “Si fa presto a dire fame” scrive: “un giorno del tardo settembre l’usciere dell’ufficio mi annunziò una visita. Era Casimiro Wronowski, che mi avvertiva dell’arrivo del nipote Mino a San Michele di Pagana...” - A sua volta Giuseppe Cirillo in “Casi e Cose” indica “Era uno splendido pomeriggio di fine estate ....” come giorno di incontro con Steiner e Bazzi, sempre a San Michele di Pagana. Nel diario scritto di pugno da uno dei partecipanti, Fausto Bazzi è indicata esplicitamente la data del 3 ottobre 1943; lo stesso Bazzi in alcuni appunti manoscritti indica l’incontro con Caleffi al 6 ottobre e quello con Eros Lanfranco, che lo metterà in contatto con Cirillo, al 9 ottobre. Si preferisce dar credito alla memoria di Bazzi.
  6. ^ http://www.anpi.it/donne-e-uomini/754/mario-paggi
  7. ^ http://www.anpi.it/donne-e-uomini/1027/carlo-enrico-galimberti
  8. ^ Elena Savino, “Lo Stato Moderno” - Mario Boneschi e gli azionisti milanesi, Milano, Franco Angeli, 2005, ISBN 9788846466396
  9. ^ http://www.anpi.it/donne-e-uomini/4/mario-damiani
  10. ^ Archivio di Stato di Milano - Fondo Carceri giudiziarie di Milano - Registro n. 235 - Libro matricola del nuovo S. Vittore. Reparto SS. tedesche (riproduzione di un registro conservato presso il Museo del Risorgimento di Milano).
  11. ^ Daniele Orlandi, Matricola 76613. Il Mauthausen dimenticato di Aldo Valcarenghi, Petite Plaisance, 2014; Marina Valcarenghi, Aldo Valcarenghi. La ricerca della libertà, Unicopli, 2016.
  12. ^ Testimonianza orale di Raimondo Ricci del 09.02.2012 a Marco Steiner.
  13. ^ dal registro di Ebensee: "todesfälle von Häftlingen ......verstorben am 28.2.45 um 6:55 Uhr". Rif. archivio ITS di Bad Arolsen, parte inventario: 1.1.26.1 , Doc. ID. 1290052/ 1286864/ 1286867/ 1278929.
  14. ^ http://www.gedenkstaetten.at/raum-der-namen/cms/? Raum der Namen
  15. ^ Mino Steiner, su pietredinciampo.eu. URL consultato l'11 febbraio 2019.

BibliografiaModifica

  • Giuliano Pischel, Che cosa è il Partito d’Azione. Dottrina ed esperienza storica di un partito nuovo e sue direttive per l’avvenire, Milano, A. Tarantola, 1945, ISBN non esistente.
  • Enea Fergnani, Un uomo e tre numeri, Milano, Speroni, 1945, ISBN non esistente.
  • Giuseppe Cirillo, Casi e Cose (... a me pare sia andata così ...), Ala, 1948, ISBN non esistente.
  • Piero Caleffi, Si fa presto a dire fame, Milano, Ed. Avanti!, 1954.
  • Mario Bonfantini, Un salto nel buio, Milano, Feltrinelli, 1959.
  • Salvatore Di Benedetto, Dalla Sicilia alla Sicilia, Palermo, Palma, 1977.
  • Ersilia Cuffaro Montuoro, Il sapore del sale, Milano, Gorlini, 1980.
  • Leo Valiani, Tutte le strade conducono a Roma, Bologna, Il Mulino, 1983, ISBN 8815002774.
  • Franco Fucci, Spie per la libertà, Milani, Mursia, 1983, ISBN 9788842538974.
  • Matteo Matteotti, Quei vent’anni - Dal fascismo all'Italia che cambia, Milano, Rusconi, 1985, ISBN 8818570056.
  • Federico Steiner, Terzaforzismo e democrazia. Mario Paggi dall'antifascismo agli esordi del centrosinistra. - Tesi di laurea. Università di Milano, Facoltà di lettere e filosofia. A.A. 1986-87, Milano, 1987.
  • Italo Tibaldi, Compagni di viaggio, Milano, Franco Angeli, 1994.
  • Gabriele Mucchi, Le Occasioni perdute. Memorie 1899-1993, Milano, L'Archivolto, 1994.
  • Lisli Basso Carini, Cose mai dette. Memorie di un’ottuagenaria, Bologna, Il Mulino, 1995.
  • Enrico Serra, Tempi duri. Guerra e Resistenza., Bologna, Il Mulino, 1996.
  • Amelia Belloni Sonzogni, Giuseppe Bicchierai. Sacerdote e manager a Milano 1898-1987, Milano, Franco Angeli, 1999.
  • Mauro Canali, Le spie del regime, Bologna, Il Mulino, 2004, ISBN 9788815098016.
  • Elena Savino, “Lo Stato Moderno” - Mario Boneschi e gli azionisti milanesi, Milano, Franco Angeli, 2005, ISBN 9788846466396.
  • Leopoldo Gasparotto, Diario di Fossoli, Torino, Bollati Boringhieri, 2007, ISBN 9788833917801.
  • Vittorio Civitella, La collina delle lucertole, Sestri Levante, Gammarò, 2008, ISBN 9788895010397.
  • Gian Luigi e Julia Banfi, Amore e speranza - Corrispondenza tra Julia e Giangio dal campo di Fossoli aprile-luglio 1944, Milano, Archinto, 2009, ISBN 9788877685254.
  • Gianni Ferraro, Enciclopedia dello spionaggio nella seconda guerra mondiale, Roma, Sandro Teti, 2010, ISBN 9788888249278.
  • Andrea Lorenzetti, Prigioniero dei nazisti. Libero sempre. - Lettere da San Vittore e da Fossoli. Marzo-luglio 1944, Milano, Mimesis, 2014, ISBN 9788857522395.
  • Giovanna D'Amico, Sulla strada per il Reich - Fossoli, Marzo-Luglio 1944, Milano, Mursia, 2015, ISBN 9788842548577.
  • Marco E. Steiner, Mino Steiner - Il dovere dell'antifascismo, Milano, Unicopli, 2015, ISBN 9788840018188.
  • Marco E. Steiner, Archivio privato della Famiglia Steiner

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