Monte Popera

Monte Popera
Hochbrunner Schneid
Popera, vetta m 3046.jpg
Vetta del monte
StatoItalia Italia
Regione  Trentino-Alto Adige
  Veneto
Provincia  Trento
  Belluno
Altezza3 046 m s.l.m.
CatenaAlpi
Coordinate46°37′37.28″N 12°23′20.28″E / 46.627022°N 12.388966°E46.627022; 12.388966
Data prima ascensionesettembre 1874
Autore/i prima ascensioneSanto Siorpaes, Maurice Holzmann
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Popera Hochbrunner Schneid
Monte Popera
Hochbrunner Schneid
Mappa di localizzazione: Alpi
Monte Popera
Dati SOIUSA
Grande ParteAlpi Orientali
Grande SettoreAlpi Sud-orientali
SezioneDolomiti
SottosezioneDolomiti di Sesto, di Braies e d'Ampezzo
SupergruppoDolomiti di Sesto
GruppoGruppo del Popera
SottogruppoSottogruppo di Cima Undici
CodiceII/C-31.I-A.8.a

Il monte Popera (Hochbrunner Schneid in tedesco, 3.046 m s.l.m.) è una montagna dolomitica delle Dolomiti di Sesto, appartenente all'omonimo gruppo. È situato tra la provincia di Belluno e quella di Trento.[1]

DescrizioneModifica

La montagna si trova a sud di Cima Undici tra la val Popera (ad est) e la val Fiscalina (ad ovest) ed è l'elevazione principale di un gruppo dolomitico molto complesso per orografia e numero di vette. Il massiccio culmina con la Cima Undici (3.096 m), vetta bifida costituita da un'unica cresta di grande complessità strutturale, che costituisce il ramo nord-ovest, mentre il monte Popera rappresenta il punto d'unione delle diverse creste del massiccio: Zsigmondy e Giralba a sud e sud-ovest, Cima Bagni a sud-est e Croda Rossa e Cima Undici a nord e nord-est. Il massiccio del monte Popera fu aspramente conteso durante la prima guerra mondiale, in particolare la Cima Undici e la Croda Rossa, bastioni meridionali della val Fiscalina.

La montagna in sé si presenta orientata da nord a sud con un sistema di catini collegati da canaloni verso nord-ovest (Busa di Dentro); la cima ospita un piccolo altopiano, precipita con una compatta parete verso est (rifugio Antonio Berti nel Vallon Popera) e con una muraglia articolata in diversi pilastri verso sud-est (Cadin di Stallata), verso sud-ovest scende con un ampio canalone fra vaste pareti (val Giralba). Verso sud-est il Popera si salda alla Cima Bagni (2.983 m) tramite una lunga cresta molto complessa di guglie ed elevazioni: cima Popera (2.957 m), Fulmini di Popera (2.745 m), Guglie di Stallata (I, II, III, IV) e Campanili di Popera (III, II, I). Verso sud e sud-ovest esso si salda al monte Giralba di Sotto (2.878 m) ed al monte Giralba di Sopra (2.930 m), collegati tramite la forcella Giralba Alta (2.787 m). Verso nord-ovest il Popera è connesso alla Cima Undici dalla cresta Zsigmondy (2.922 m). Lungo il fianco est il monte Popera ospita un sistema di cornici e catini che insieme formano il "Ghiacciaio Pensile", il più importante dei due piccoli ghiacciai del gruppo (l'altro è nella Busa di Dentro).

AlpinismoModifica

Fu conquistata per la prima volta nel settembre 1874 da Santo Siorpaes con Maurice Holzmann tramite il catino della Busa di Dentro lungo quella che oggi è la via normale alla montagna. Nel 1893 O.Schuster e H. Moser salirono il canalone nord-est, usato in seguito dagli alpini per raggiungere il Popera e la Cresta Zsigmondy. Nel 1911 la grande guida di Cortina Angelo Dibona con i fratelli Guido e Max Mayer, la guida fassana Luigi Rizzi e J. Schranzhofer superarono la parete est lungo un itinerario temerario ancora oggi poco conosciuto.

Il ghiacciaio Pensile fu invece salito in più riprese tra gli anni '20 e '30 del Novecento, il primo percorso parziale fu di Celso Gilberti, R. Spinotti e L. Chiussi nel 1927. La parete ovest fu scalata nel 1947 da G. Del Vecchio e M. Mauri mentre la nascosta e solitaria parete del Cadin di Stallata fu vinta nel 1951 da W. Cesarato e G. Ruffato, successivamente sulla medesima parete W. Romano, F. Janovitz e T. Ogrisi vinsero anche il grande e strapiombante pilastro sud-est che chiude a sinistra la parete, nel 1966, aprendo un grande e difficile itinerario di VI grado. Infine nel 1971 G. Zandonella e C. Osta superarono anche il diedro a destra del pilastro, nel centro della parete (via dei Comelicesi).

Le altre cime del gruppo del Popera, quali i Campanili, la Punta Rivetti, la cima Popera ed i Giralba, sono state tutte visitate da nomi illustri dell'alpinismo quali Happacher, Dibona, Comici, Zandonella, Soldà, Del Vecchio e Carlesso.

AscensioniModifica

Il monte Popera, nonostante la sua importanza, è una montagna poco frequentata, e le sue poche visite sono state effettuate in maggioranza dalla via normale o dal ghiacciaio.

Si può salire sulla vetta partendo dal rifugio Zsigmondy-Comici in val Fiscalina tramite la Via normale, percorso lungo e faticoso attraverso la Busa di Dentro (900 m, I e II); oppure dal rifugio Antonio Berti in val Popera tramite il Ghiacciaio Pensile, ascensione spettacolare ed inusuale per le Dolomiti ma che presenta un rientro lungo e complesso (45° e I, 1100 m).

Altre ascensioni degne di nota sono lo "spigolo dei Triestini", sopra il Cadin di Stallata (500 m, V e VI), la "via dei Comelicesi" sulla medesima parete (500 m, V e A1) e la diretta (500 m, IV e V).

Nel gruppo del Popera remunerative sono le vie di Del Vecchio e la Zandonella alla Punta Rivetti (350 m, IV e V), la Comici-Dal Martello al Secondo Campanile Popera (350 m, IV e V), la via Cozzolino-Romano, Janovitz alla Cima Papi (nel canalone di forcella Giralba, 350 m, VI+).

Nel giugno del 1987 un obice 105/14 è stato scomposto e di seguito trasportato dalla 29ª e dalla 30ª batteria del gruppo artiglieria da montagna "Asiago" di Dobbiaco, in occasione del 35º anniversario dalla fondazione del gruppo. L'obice è stato dapprima portato a quota 2.236 presso il rifugio Zsigmondy-Comici, dove era stato allestito un campo avanzato. Il giorno seguente, dopo un'impresa storica l'obice è stato rimontato pezzo per pezzo in cima al monte e sono stati sparati due colpi.[2]

NoteModifica

  1. ^ Monte Popera - 3046 m, su 3000dolomiti.it. URL consultato il 30 marzo 2021.
  2. ^ "Un grosso obice portato a spalla in vetta al Popera", articolo Alto Adige, 30 ottobre 1987

Galleria d'immaginiModifica