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DescrizioneModifica

DimensioniModifica

Pipistrello di medie dimensioni, con la lunghezza totale tra 126 e 150 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 59 e 67 mm, la lunghezza della coda tra 37 e 56 mm, la lunghezza del piede tra 11 e 15 mm, la lunghezza delle orecchie tra 23 e 32 mm e un peso fino a 69 g.[3]

AspettoModifica

La pelliccia è corta, sparsa e setosa, la nuca è quasi nuda. Le parti dorsali variano dal marrone scuro al grigio chiaro con riflessi biancastri e la base dei peli biancastra, mentre le parti ventrali sono bruno-grigiastre, bruno-rosate o grigio argentate con delle strisce bianche lungo i fianchi. È presente una fase completamente arancione. Il muso non è estremamente appiattito, il labbro superiore ha 5-6 pieghe ben distinte e ricoperto di corte setole. Le orecchie sono bruno-nerastre, grandi, unite anteriormente da una membrana a forma di V che si estende in avanti fino a formare una tasca con l'apertura anteriore, dalla quale fuoriesce in entrambi i sessi una cresta di lunghi peli brunastri. È privo di sacche golari. Il trago è piccolo e squadrato, nascosto dall'antitrago il quale è ben sviluppato e semi-circolare. Le membrane alari sono marroni scure. La coda è lunga, tozza e si estende per più della metà oltre l'uropatagio. Il cariotipo è 2n=48 FNa=66.

EcolocazioneModifica

Emette ultrasuoni con impulsi a frequenza iniziale di 30 kHz.

BiologiaModifica

ComportamentoModifica

Si rifugia negli attici e fratture nei muri di edifici, sotto i ponti e in strette fessure all'interno di tronchi dl'alberi, dove forma colonie fino a diverse centinaia di individui. Le entrate sono accessibili direttamente e poste in alto per facilitare l'accelerazione in caduta libera per prendere il volo. Apparentemente non condivide i siti con altre forme di pipistrelli. Si nutre in gruppi di circa 12 esemplari, emergendo insieme al tramonto e ritornando al rifugio appena prima dell'alba.

AlimentazioneModifica

Si nutre di insetti come coleotteri catturati in spazi aperti sopra le fronde degli alberi o sopra specchi d'acqua. Ha un raggio d'azione di circa 10 km.

RiproduzioneModifica

Femmine gravide sono state osservate in gennaio in Uganda, in gennaio e febbraio in Botswana e in ottobre e metà novembre in Zimbabwe, suggerendo nascite tra dicembre e marzo almeno nella parte più meridionale dell'areale. Danno alla luce un piccolo alla volta.

Distribuzione e habitatModifica

Questa specie è ampiamente diffusa nell'Africa subsahariana, in Madagascar e nella penisola arabica.[1]

Vive nelle savane alberate, foreste di miombo, praterie e boscaglie di Acacia, in prossimità dei grandi fiumi ed evitando le foreste più dense.

TassonomiaModifica

In passato venivano riconosciute 2 sottospecie:

Una recente revisione basata sul raffronto di caratteri morfologici e molecolari delle popolazioni malgasce e di quelle continentali non ha mostrato differenze sostanziali tra le due popolazioni, negando quindi la validità della sottospecie miarensis.[5]

Stato di conservazioneModifica

La IUCN Red List, considerato che questa specie è ampiamente diffusa ma in maniera sparsa, e sebbene sia localmente cacciata e perseguitata, classifica M. midas come specie a rischio minimo (Least Concern).[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c d (EN) Jenkins, R.K.B., Racey, P.A., Ranivo, J., Ratrimomanarivo, F.H., Mickleburgh, S., Hutson, A.M., Bergmans, W.,Cotterill, F.P.D. & Fahr, J. 2008, Mops midas, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Mops midas, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Happold & Happold, 2013.
  4. ^ Shapiro JT & Monadjem A, Two new bat species for Swaziland and a revised list for the country, in Mammalia, vol. 80, nº 3, 2016, pp. 353-357.
  5. ^ Ratrimomanarivo FH, Vivian J, Goodman SM, Lamb J, Morphological and molecular assessment of the specific status of Mops midas (Chiroptera: Molossidae) from Madagascar and Africa, in African Zoology, vol. 42, nº 2, 2007, pp. 237-253.

BibliografiaModifica

  • Happold M & Happold DCD, Mammals of Africa. Volume IV - Hedgehogs, Shrews and Bats, Bloomsbury, 2013, ISBN 9781408122549.

Voci correlateModifica

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