MotoE

Motomondiale di moto elettriche
MotoE
Logo motoe.png
CategoriaMotociclismo
NazioneInternazionale
Prima edizione2019
Piloti18
Squadre12
MotoriItalia Energica
PneumaticiFrancia Michelin
Pilota campioneItalia Matteo Ferrari
Squadra campioneItalia Gresini Racing
Sito web ufficialewww.motogp.com

La MotoE, ufficialmente FIM Enel MotoE World Cup, è una classe di moto da corsa elettriche che gareggiano nel Motomondiale. La prima stagione della classe elettrica è nel Motomondiale 2019, accompagnando la MotoGP in quattro appuntamenti europei, per un totale di sei gare. Il primo vincitore della Coppa del Mondo di moto elettrica è l'italiano Matteo Ferrari.

MotoModifica

 
Energica Ego in configurazione stradale

Tutti i team utilizzano le moto elettriche Energica Ego Corsa.[1]

  • Motore: sincrono a magneti permanenti raffreddato ad olio
  • Velocità massima: 270 km/h
  • Potenza: circa 120 kW (163 CV)
  • Coppia: 200 Nm da 0 a 5000 rpm
  • Batteria: ioni di litio ad alta tensione
  • Capacità pacco batteria: circa 20 kWh
  • Ricarica: carica veloce DC Modo 4
  • Freni: Impianto Brembo - dischi in acciaio, pinze monoblocco, pompa radiale e pastiglie
  • Cerchi: Marchesini forgiati in alluminio
  • Pneumatici: Michelin
  • Telaio: traliccio in tubi d’acciaio
  • Forcellone: fuso in alluminio

Incendio del paddock di JerezModifica

Nella notte tra il 13 e il 14 marzo 2019 tutte le moto sono state distrutte da un incendio scoppiato all'interno del paddock del circuito di Jerez.[2]

Tutti i team si trovavano nel circuito spagnolo per le prove libere prima dell'inizio del campionato di Coppa del Mondo, inizialmente previsto per il 5 maggio 2019 nel circuito di Jerez.

In seguito all'incendio l'inizio del campionato è stato posticipato in modo da consentire al costruttore italiano, Energica, di ricostruire tutte le moto.

NoteModifica

  1. ^ FIM Enel MotoE World Cup. MyEgoCorsa, su Energica. URL consultato il 29 giugno 2019.
  2. ^ Incendio a Jerez, distrutto box delle MotoE, su Repubblica.it, 14 marzo 2019. URL consultato il 29 giugno 2019.

Voci correlateModifica