Movimento per il Jihad Islamico in Palestina

organizzazione islamista palestinese, considerato da diversi Stati e organismi sovranazionali come terrorista
Movimento per il Jihad Islamico in Palestina
in arabo: حركة الجهاد الإسلامي في فلسطين
Attiva1987
NazionePalestina Palestina
IdeologiaNazionalismo palestinese
Nazionalismo islamico
Islamismo
Antisionismo
Jihadismo
Componenti
Attività

Il Movimento per il Jihad Islamico in Palestina (in arabo: حركة الجهاد الإسلامي في فلسطين‎, Harakat al-Jihād al-Islāmī fī Filasṭīn), altrimenti definito brevemente Jihad Islamico Palestinese[1] è un gruppo militante palestinese giudicato fra le organizzazioni sospette di terrorismo da parte degli Stati Uniti[2], dell'Unione europea, dal Regno Unito[3], dal Giappone[4], dal Canada[5][6] e da Israele.

Fondato nella Striscia di Gaza negli anni settanta da Fathi Shaqaqi, come ramo distaccato della Jihad islamica egiziana, è finanziato in parte da Hezbollah a cui si sarebbe affiliato, secondo l'opinione, non confermata, di alcuni, malgrado Hezbollah sia un movimento a netta prevalenza sciita e la Jihad Islamica palestinese sia invece sunnita.
Il suo obiettivo strategico è la distruzione di Israele per sostituirlo con uno stato islamico palestinese.

Questo gruppo definisce il jihād come obbligo da attuare contro Israele. La Jihad Islamica palestinese si oppone anche a molti governi arabi che giudicano non sufficientemente musulmani e troppo occidentali. La sua ala armata, le Brigate al-Quds, hanno rivendicato numerosi attacchi in Israele, inclusi vari attentati suicidi.

È, inoltre, molto più piccolo di Hamas e non può contare neppure sull'ampio sostegno popolare di cui gode Hamas.

Retroscena e storiaModifica

Il gruppo è basato nella capitale siriana di Damasco, e il suo retroterra finanziario si crede debba essere ricercato nell'Iran khomeinista. Il gruppo opera principalmente in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, ma conduce i suoi attacchi anche a partire dalla Giordania e dal Libano. le sue più importanti roccaforti in Cisgiordania sono le città di Hebron e Jenin.

Fathi Shaqaqi ha condotto per due decenni il movimento. È stato assassinato a Malta nell'ottobre del 1995 da mano rimasta ufficialmente ignota. Alcuni credono tuttavia che a eliminarlo sia stato Israele, mentre altri pensano che sia stato ucciso da gruppi palestinesi a lui avversi. La Jihad Islamica palestinese ha condotto spesso attacchi contro obiettivi israeliani nell'anniversario della morte di Shaqaqi, malgrado l'identità degli assassini non sia mai stata ufficialmente individuata.

Durante la Seconda intifada (Intifada di al-Aqsa), cominciata nel settembre del 2000, la Jihad Islamica palestinese ha perpetrato numerosi attacchi suicidi contro gli israeliani. Vari attacchi nel 2001 e nel 2002 sono partiti dalla città cisgiordana di Jenin, in cui il responsabile della Jihad Islamica era Mahmud Tawalbe, Ali Sefuri e Tabeth Mardawi. I quartier generali della Jihad Islamica palestinese a Jenin e in Cisgiordania sono stati pesantemente attaccati e smantellati durante l'Operazione Scudo Difensivo: Tawalbe è stato ucciso da un bulldozer blindato IDF Caterpillar D9, mentre Sefuri e Mardawi sono stati incarcerati dalle forze di sicurezza israeliane.

Dopo la morte di Shaqaqi, la Jihad Islamica Palestinese è stata guidata dal 1995 dal cofondatore Shaykh Ramaḍān ʿAbd Allāh Muḥammad Shallaḥ, alias Ramaḍān ʿAbd Allāh Muḥammad Shallaḥ, che è stato indicato come terrorista di spicco ai sensi della legge statunitense del 27 novembre 1995, e conseguentemente è diventato uno dei terroristi maggiormente ricercati dal Federal Bureau of Investigation (FBI) il 24 febbraio 2006.

Nel febbraio 2012, il governo di Hamas nella Striscia di Gaza ha preso le distanze dal JIP. Durante gli scontri Gaza-Israele del marzo 2012, che seguirono l'assassinio israeliano del leader dei Comitati Popolari di Resistenza, Zuhir al-Qaisi, che si vantava del rapimento di Gilad Shalit, il JIP e i CPR lanciarono attacchi contro Israele. Hamas si astenne dall'unirsi al JIP e ai CPR nell'attaccare Israele.[7] Oltre un centinaio di palestinesi vennero uccisi o feriti nelle violenze che ne seguirono, ma all'epoca Israele non attaccò nessun obiettivo di Hamas.[8] L'eventuale cessate il fuoco venne negoziato tra Israele e i gruppi militanti, non Hamas.

Il quotidiano arabo londinese Asharq al-Awsat nel maggio 2015 riferì che l'Iran aveva smesso di finanziare il JIP a causa della neutralità del gruppo sull'intervento militare saudita in Yemen, gettando il JIP in una grave crisi finanziaria. L'Iran si aspettava che PIJ condannasse l'intervento guidato dall'Arabia Saudita, il principale rivale regionale dell'Iran. Il quotidiano palestinese al-Quds ha riferito che l'Iran sta ora sostenendo un ramo del JIP chiamato as-Sabirin (in arabo "i pazienti"), guidato dal veterano della Jihad islamica Hisham Salem.[9]

Sotto la precedente guida di Ramadan Shalah, il gruppo avrebbe ricevuto circa 70 milioni di dollari all'anno dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dell'Iran .[10]

Attività militantiModifica

La Jihad Islamica ha rivendicato la responsabilità dell'organizzazione e dell'esecuzione di numerosi attentati condotti da suoi militanti nel corso degli ultimi anni. Il movimento è responsabile di più di 30 "riusciti" attacchi dinamitardi suicidi. Più di recente un attacco suicida in una rivenditorìa di falafel a Tel Aviv il 17 aprile 2006, che ha portato alla morte di 11 civili, e al ferimento di alcune decine.[2]

La Jihad Islamica ha anche lanciato razzi simili ai razzi Qassam usati da Hamas, chiamati razzi al-Quds.

Membri di spiccoModifica

NoteModifica

  1. ^ Il femminile usato in questo caso (laddove il sostantivo arabo Jihād è di genere maschile) è preferibile per evitare confusioni tra il concetto (generico) di jihad propugnato dall'Islam - quindi "il jihad islamico" - e una delle varie organizzazioni (guerrigliere o terroristiche a seconda dei giudizi personali) che agisce in una data nazione islamica.
  2. ^ Copia archiviata, su state.gov. URL consultato il 23 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 6 maggio 2005).
  3. ^ Copia archiviata, su homeoffice.gov.uk. URL consultato il 9 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2006).
  4. ^ …J…b…g“χÝCHAP_3.qxd
  5. ^ [1] Archiviato il 19 novembre 2006 in Internet Archive., dall'Australia
  6. ^ Australian National Security - Listing of terrorist organisations Archiviato il 4 febbraio 2014 in Internet Archive.
  7. ^ Ilan Ben Zion, "The eye of the Islamic Jihad storm", in The Times of Israel, 14 marzo 2012. URL consultato il 29 marzo 2012 (archiviato dall'url originale il 15 marzo 2012).
  8. ^ Marc Tracy, "Terrorist Killing Prompts Gaza Rocket Exchange", in Tablet Magazine, 12 marzo 2012. URL consultato il 31 marzo 2012 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2012).
  9. ^ Elhanan Miller, "Iran said to pull Islamic Jihad's funding over group's neutrality on Yemen", in The Times of Israel, 26 maggio 2015. URL consultato il 26 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 26 maggio 2015).
  10. ^ Eldar, Shlomi. (5 febbraio 2019). "Islamic Jihad, the new lord of Gaza?" Al-Monitor Archiviato il 14 novembre 2019 in Internet Archive. Consultato il 14 novembre 2019.
  11. ^ Brother slams Palestinian militants for luring teenager into suicide mission
  12. ^ SFT: Samtal med en terrorist, su stockholmsfria.nu. URL consultato il 23 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2007).
  13. ^ Blast kills senior Gaza militant Archiviato il 18 febbraio 2008 in Internet Archive. BBC News
  14. ^ Senior Jihad man, 14 others die in IDF strikes Archiviato il 30 dicembre 2008 in Internet Archive., Ynet, 29 dicembre 2008
  15. ^ IAF kills senior Islamic Jihad commander[collegamento interrotto], JPost, 3 aprile 2009
  16. ^ Israel kills Islamic Jihad leader in Gaza, Iran-backed militants respond with rockets, su CBS News, 12 novembre 2012. URL consultato il 12 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2012).
  17. ^ Islamic Jihad says senior commander targeted in Damascus strike, son killed, su The Times of Israel, 12 novembre 2019. URL consultato il 12 novembre 2019 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2019).
  18. ^ Islamic Jihad leader warns of escalation if Israel doesn't meet understandings, su timesofisrael.com. URL consultato l'8 dicembre 2019 (archiviato dall'url originale il 3 giugno 2019).

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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