Mswati III di eSwatini

re swazilandese

Mswati III (Manzini, 19 aprile 1968) è l'attuale monarca assoluto di eSwatini, nonché capo della famiglia reale Swazi.

Mswati III
Re di eSwatini
Stemma
Stemma
In carica25 aprile 1986
(38 anni e 55 giorni)
Incoronazione25 aprile 1986
PredecessoreNtfombi (reggente)
Nome completoMakhosetive Dlamini
TrattamentoSua Maestà
NascitaManzini, 19 aprile 1968 (56 anni)
Casa realeDlamini
PadreSobhuza II
MadreNtfombi Tfwala
ConsorteNomsah Matsebula
Sindi Motsa
Sibonelo Mngometulu
Carol Dlamini
Putsoana Hwala
Delisa Magwaza
Angel Dlamini
Senteni Masango
Notsetselo Magongo
Zena Soraya Mahlangu
Noliqhwa Ayanda Ntentesa
Nothando Dube
Phindile Nkambule
Sindiswa Dlamini
Siphelele Mashwama
FigliSikhanyiso
Lindani
Temtsimba
altri 34 figli
ReligioneCristianesimo

Biografia

modifica

È uno dei molteplici figli del Re Sobhuza II[1] e l'unico nato da Ntfombi Tfwala, nota anche come Inkhosikati LaTfwala, una delle mogli più giovani del sovrano. Nacque presso il Raleigh Fitkin Memorial Hospital, quattro mesi prima che lo Swaziland raggiungesse l'indipendenza dalla Gran Bretagna. Quando lui e sua madre furono dimessi dall'ospedale, andarono a vivere in una delle residenze Etjeni del re Sobhuza presso il Masundwini Palace. Alla nascita venne chiamato Makhosetive (Re delle Nazioni).[2] Nel 2018, in occasione del 50º anniversario dell'indipendenza, ha modificato il nome dello Swaziland, ribattezzando lo stato con il nome di eSwatini.

Istruzione

modifica

Da giovane principe ha frequentato la scuola primaria di Masundwini e la scuola Lozitha, direttamente situata nel palazzo reale. Nel dicembre 1982 ha ottenuto il diploma di licenza elementare presso la Phondo Royal Residence e una prima classe di merito in matematica e inglese. Ha sviluppato un forte interesse nei confronti della Guardia Reale, diventando il primo giovane cadetto ad aderire al Umbutfo Swaziland Defence Force (USDF).

L'incoronazione

modifica
  Lo stesso argomento in dettaglio: Ntfombi dello Swaziland.

Nel 1982, quando morì suo padre, re Sobhuza II, il Gran Consiglio di Stato dello Stato dello Swaziland (il Liqoqo), scelse il quattordicenne principe Makhosetive come futuro sovrano. Nel frattempo le funzioni regali furono rette per i successivi quattro anni da due mogli del defunto re: la regina Dzeliwe Shongwe, tra il 1982 e il 1983, e la regina Ntfombi Tfwala, tra il 1983 ed il 1986, mentre Mswati proseguiva i suoi studi in Inghilterra frequentando la Scuola Sherborne.[3]

Mswati III è stato nominato ufficialmente principe ereditario nel settembre 1983 e incoronato re dello Swaziland il 25 aprile 1986,[4] all'età di 18 anni e sei giorni; divenne così il più giovane sovrano regnante, fino alla nomina, il 14 dicembre 2006, di re Jigme Khesar Namgyel Wangchuck del Bhutan. È stato anche il più giovane capo di stato fino all'insediamento di Joseph Kabila, il 26 gennaio 2001, come presidente della Repubblica Democratica del Congo. Il re e la regina madre, il cui titolo è Ndlovukati (Grande Elefantessa), governano congiuntamente. Attualmente è l'ultimo monarca assoluto dell'Africa.[5]

Forma di governo

modifica

Anche se è un monarca assoluto, deve in realtà condividere il potere con la regina madre. Inoltre, in materia di nomine, riceve consigli dal capo dell'esecutivo. Ha governato per decreto, ma ha ripristinato il Parlamento dello Swaziland, sciolto dal padre, al fine di garantire la concentrazione di potere. Nel 2004 Mswati ha promulgato una nuova Costituzione che permette la libertà di parola e di riunione sia per i media che per il pubblico, pur mantenendo il sistema tradizionale Tinkhundla. Amnesty International ha criticato il nuovo statuto, ritenendolo in alcuni aspetti inadeguato. I giornalisti dello Swaziland si considerano generalmente liberi nello svolgere la loro professione.[6]

Nel tentativo di mitigare il drammatico impatto che l'HIV e l'AIDS avevano nel 2001, il re ha usato i suoi tradizionali poteri per invocare un rito consacrato, la castità (umcwasho), incoraggiando le ragazze dello Swaziland ad astenersi dai rapporti sessuali per almeno cinque anni. Durante questo rito, dal 9 settembre 2001 al 19 agosto 2005, ha imposto il divieto di unirsi carnalmente a tutti gli abitanti dello Swaziland con meno di 18 anni di età. Appena due mesi dopo, però, egli stesso ha violato tale decreto, sposando una diciassettenne, la sua tredicesima moglie.[7]

Matrimoni

modifica
 
Mswati III durante una cerimonia.

Mswati III ha 11 mogli (più due con le quali ha divorziato e due decedute), 35 figli e 5 nipoti. Le consorti sono scelte da lui stesso e qualsiasi donna vergine può aspirare ad essere la moglie del sovrano. Nell'agosto del 2005, 50.000 donne sfilarono di fronte a Mswati III per essere selezionate.

Le sue mogli sono:

  • Inkhosikati LaMatsebula: prima moglie rituale.
  • Inkhosikati LaMotsa: seconda moglie rituale.
  • Inkhosikati LaMbikiza: nata il 16 giugno 1969, ebbe nome Simbonelo Mngometulu, figlia di Mbikiza Mngometulu. Si è laureata presso l'Università del Sudafrica (Unisa). Si è sposata con il re nel 1986. È direttrice della Reale Iniziativa Swazi per la lotta contro l'AIDS (RICA).
  • Inkhosikati LaNganganza.
  • Putsoana Hwala: nata nel 1974.
  • Delisa Magwaza: nata nel 1974.
  • Inkhosikati LaGija: appartiene al clan Dlamini; ebbe nome Angel Dlamini; si è sposata nel dicembre del 1998.
  • Inkhosikati LaMasango: nata nel 1981, si è sposata con il re nel mese di agosto 2000. In seguito a una depressione, si è suicidata il 6 aprile 2018.[8]
  • Inkhosikati LaMagongo: ebbe nome Notsetselo Magongo, nipote del capo Mlobokazana Fakudze, capo Mgazini. Si è sposata nel giugno del 2002.
  • Inkhosikati LaMahlangu: nata nel 1984 come Zena Soraya Mahlangu. Il 9 ottobre 2002, all'età di 18 anni, scomparve dalla scuola dove studiava. Sua madre, Lindiwe Dlamini, sostenne che sua figlia fu rapita da due uomini, Tulujani Qethuka Sikhondze e Sgombeni Dlamini, entrambi segnalati alla polizia. La polizia le riferì che sua figlia si trovava nel Palazzo Reale di Ludzidzini. Per riavere la figlia la madre ha fatto causa, ma il procuratore generale, Phesheya Dlamini, ha annunciato che Mahlangu era promessa al re Mswati e che si trovava nel Palazzo Reale. Non fu più possibile per la madre entrare in contatto con la figlia. È diventata ufficialmente moglie del re con un matrimonio tradizionale tenutosi nel maggio del 2004.
  • Inkhosikati LaNtentesa: nata nel 1981, aveva nome Ayanda Noliqhwa Ntentesa; promessa nel novembre del 2002 e sposata il 26 maggio 2005, in una cerimonia tradizionale presso la Residenza Reale di Ludzidzini.
  • Inkhosikati LaDube: aveva nome Nothando Dube; finalista del concorso Miss adolescente Swaziland all'età di 16 anni. Venne scelta come moglie nella cerimonia Danza Reed il 30 agosto 2004 e si è sposata l'11 giugno 2005. È deceduta il 7 marzo 2019 per un cancro alla pelle.[9]
  • Inkhosikati LaNkambule: aveva nome Phindile Nkambule, sposata il 14 aprile 2007.
  • Inkhosikati LaFogiyane: aveva nome Sindiswa Dlamini, sposata il 30 agosto 2014.
  • Inkhosikati LaMashwama: aveva nome Siphelele Mashwama, sposata nel 2019.

Ascendenza

modifica
Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Dlamini IV Mswati II  
 
Nandzi Nkambule  
Ngwane V  
Labotsibeni Mdluli Matsanjana Mdluli  
 
 
Sobhuza II  
Capo Ngolotjeni Nxumalo  
 
 
Lomawa Ndwandwe  
Msindvose Ndlela  
 
 
Mswati III  
 
 
 
 
 
 
 
Ntfombi Tfwala  
 
 
 
 
 
 
 
 

Onorificenze

modifica

Onorificenze dello Swaziland

modifica

Onorificenze straniere

modifica
  1. ^ Ha avuto più di 125 mogli durante il suo regno durato 82 anni.
  2. ^ Tarallo, pag. 169
  3. ^ Davis-O'Mehara-Dlamini, p. 21
  4. ^ Genealogy, su members.iinet.net.au. URL consultato il 5 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 19 maggio 2018).
  5. ^ Lesotho e Swaziland, p. 46
  6. ^ Lesotho e Swaziland, p. 54
  7. ^ Lesotho e Swaziland, p. 55
  8. ^ {{en<}} One of 15 wives of a polygamous African king has ‘taken her own life’ after being banned from attending her own sister’s funeral, Daily Mail, 9 aprile 2018
  9. ^ (EN) Swaziland King's Wife Ladube (31) Dies, After Unhappy Life At Royal Palace, su allafrica.com, 8 marzo 2019. URL consultato il 13 marzo 2020.
  10. ^ London Gazette
  11. ^ Elenco dei premiati dell'anno 1995.
  12. ^ Info.gov.za

Bibliografia

modifica
  • AA. VV., Lesotho e Swaziland, Torino, EDT, 2013.
  • R. Davis, D. O'Mehara, Sipho Dlamini, The Kingdom of Swaziland, London, 1985.
  • Pietro Tarallo, Sudafrica, Milano, Ulysse Moizzi, 2001.

Voci correlate

modifica

Altri progetti

modifica

Collegamenti esterni

modifica

Controllo di autoritàVIAF (EN67948257 · LCCN (ENn86072472 · GND (DE1217636587
  Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie