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Mucia Terzia (in latino, Mucia Tertia; Roma, 96 a.C. – dopo il 30 a.C.) fu la terza moglie di Gneo Pompeo Magno.

Nacque attorno al 96 a.C., terza di tre figlie nate dal matrimonio di Quinto Mucio Scevola il Pontefice, console del 95 a.C. con Licina figlia di Lucio Licinio Crasso. Mucia era quindi sorellastra di Quinto Cecilio Metello Celere e di Quinto Cecilio Metello Nepote Minore, nati dal precedente matrimonio della madre con Quinto Cecilio Metello Nepote.

Sposò nell'82 a.C. Gaio Mario il Giovane, ma rimase vedova dopo poco; attorno al 79 a.C. sposò Gneo Pompeo Magno, già al suo terzo matrimonio. Da questa unione nacquero tre figli Gneo Pompeo, Sesto Pompeo e Pompea Silla, in seguito andata sposa a Fausto Cornelio Silla, ma il marito volle divorziare da Mucia nel 61 a.C., al suo ritorno dalla campagne in Oriente, a causa dei troppi adulteri, il più noto dei quali con Gaio Giulio Cesare. Poco dopo Mucia si risposò con Marco Emilio Scauro, pretore nel 56 a.C. dal quale ebbe altri due figli. Catullo ricorda i suoi molti adulteri nel carme 113:

«Consule Pompeio primum duo, Cinna, solebant
Moeciliam: facto consule nunc iterum
manserunt duo, sed creuerunt milia in unum
singula. Fecundum semen adulterio.»

Nel 39 a.C. Mucia fece da intermediaria per un'alleanza fra il figlio Sesto e Ottaviano a Capo Miseno. (Appiano, Bellum civile, V, 69; 72).

Dopo la battaglia di Azio, Ottaviano le usò riguardi salvando la vita al figlio Marco Emilio Scauro che dopo aver appoggiato il fratellastro Sesto Pompeo era passato dalla parte di Marco Antonio; Mucia sopravvisse a tutti e tre i figli nati dal suo matrimonio con Pompeo.

Fonti anticheModifica

  • Catullo, carme CXIII
  • Appiano, Bellum civile, V 69; 72.
  • Plutarco, Vita di Pompeo.
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