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Niccolò Mauruzi da Tolentino

condottiero italiano
Niccolò Mauruzi
Paolo Uccello 035.jpg
Niccolò Mauruzi da Tolentino ritratto dal pittore Paolo Uccello in Niccolò da Tolentino alla testa dei fiorentini, tela del trittico Battaglia di San Romano
Conte di Stacciola
Trattamento Conte
Nascita Tolentino, 1350 circa
Morte Borgo Val di Taro, 20 marzo 1435
Dinastia Mauruzi
Figli Cristoforo
Baldovino
Giovanni
Religione Cattolicesimo
Niccolò Mauruzi
1350 circa – 1435
Nato aTolentino
Morto aBorgo Val di Taro
Luogo di sepolturaSanta Maria del Fiore, Firenze
Dati militari
Paese servitoArms of the House of Sforza.svg Ducato di Milano
Bandera de Nápoles - Trastámara.svg Regno di Napoli
FlorenceCoA.svg Repubblica di Firenze
Flag of the Papal States (pre 1808).svg Stato Pontificio
Forza armataMercenari
GradoCondottiero
Guerre
Battaglie
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Niccolò Mauruzi, o Mauruzzi, detto Niccolò da Tolentino (Tolentino, 1350 circa – Borgo Val di Taro, 20 marzo 1435), è stato un condottiero e capitano di ventura italiano.

Fu conte di Stacciola e signore di Caldarola, Chiari e Sansepolcro.

Indice

BiografiaModifica

Esponente più importante della famiglia dei Mauruzi, originaria di Tolentino, fuggì da casa nel 1370 per dissapori familiari ed entrò al servizio di vari capitani di ventura. Dal 1406 al 1407 fu al soldo di Cabrino Fondulo, signore di Cremona; successivamente nel 1407 fu al servizio di Pandolfo III Malatesta, signore di Cesena e Fano.

Dopo aver ottenuto il titolo di conte ed il feudo di Stacciola dal Malatesta (dal 1º agosto 1412, titolo poi confermato da Papa Eugenio IV nel 1431), fu al servizio di vari stati italiani, come il Ducato di Milano sotto Filippo Maria Visconti, il Regno di Napoli di Giovanna II d'Angiò-Durazzo e la Repubblica di Firenze. Signore di Sansepolcro dall'agosto 1431 per volere papale, perse il feudo nel 1432 quando passò al servizio dei fiorentini, dei quali fu capitano delle armate dal giugno 1423 al maggio 1434, sebbene con alcuni intervalli: capitano delle armate dello Stato Pontificio nel 1424 e dal 1428 al 1432 e capitano delle armate del duca di Milano nel 1432.

 
Paolo Uccello, Niccolò da Tolentino alla testa dei fiorentini, tela del trittico Battaglia di San Romano

In particolare per Firenze espugnò Brescia e vinse la battaglia di Maclodio (12 ottobre 1427). In seguito ai successi riportati fu nominato capitano generale della Repubblica nel 1431 e fu in seguito mandato per conto di una coalizione di stati nel giugno del 1432 a fronteggiare Francesco Sforza in territorio di Romagna, dove vinse la Battaglia di San Romano (tema di un famoso ciclo di tavole dipinte di Paolo Uccello).

L'anno successivo (1434) venne catturato dai Visconti e punito venendo spinto intenzionalmente in un burrone. Morì un anno dopo a Borgo Val di Taro in seguito alle gravi ferite riportate in tale incidente. Fu sepolto in Santa Maria del Fiore a Firenze; sulla sua tomba il comune di Firenze commissionò ad Andrea del Castagno un affresco commemorativo.

DiscendenzaModifica

Niccolò ebbe tre figli naturali, tutti legittimati:[1]

NoteModifica

  1. ^ Pompeo Litta, Famiglie celebri di Italia. Mauruzi di Tolentino, 1841.

BibliografiaModifica

  • Giorgio Batini, Capitani di Toscana, Edizioni Polistampa, Firenze, 2005, da p. 119 a p. 122, ISBN 88-8304-915-2.

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