Apri il menu principale
Bardi
comune
Bardi – Stemma Bardi – Bandiera
Bardi – Veduta
Veduta del paese con il castello dei Landi
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Parma-Stemma.svg Parma
Amministrazione
SindacoGiancarlo Mandelli (lista civica "Insieme per Bardi") dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate44°38′01″N 9°43′52″E / 44.633611°N 9.731111°E44.633611; 9.731111 (Bardi)Coordinate: 44°38′01″N 9°43′52″E / 44.633611°N 9.731111°E44.633611; 9.731111 (Bardi)
Altitudine625 m s.l.m.
Superficie189,9 km²
Abitanti2 179[1] (30-4-2017)
Densità11,47 ab./km²
Frazioni(Vedi sezione)
Comuni confinantiBedonia, Bore, Borgo Val di Taro, Compiano, Farini (PC), Ferriere (PC), Morfasso (PC), Valmozzola, Varsi
Altre informazioni
Cod. postale43032
Prefisso0525
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT034002
Cod. catastaleA646
TargaPR
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantibardigiani
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bardi
Bardi
Bardi – Mappa
Posizione del comune di Bardi nella provincia di Parma
Sito istituzionale

Bardi (Bardi in dialetto locale) è un comune italiano di 2 179 abitanti della Valle del Ceno in provincia di Parma.[2]

Indice

Geografia fisicaModifica

 
Colline intorno l'abitato di Bardi

Bardi è situato a 625 metri sul livello del mare nell'alta valle del Ceno, in corrispondenza della confluenza tra il torrente Ceno ed il torrente Noveglia, a circa 60 km dal capoluogo di provincia Parma e a circa 40 km dal casello di Fornovo dell'Autostrada della Cisa A15.

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stato Landi.

«Bardi», secondo la leggenda, deriverebbe da «Bardus» o «Barrio», l'ultimo degli elefanti al seguito dell'esercito di Annibale che sarebbe morto qui durante la marcia verso Roma[3]. In suo ricordo, Annibale avrebbe quindi deciso di fondare una colonia. Secondo la storia invece il toponimo «Bardi» deriverebbe dall'appellativo che contraddistingueva la nobiltà longobarda - i cosiddetti Arimanni - un gruppo dei quali si stabilì qui attorno al 600 d.C. La prima attestazione di una "Silva arimannorum" vicinissima a Bardi, un bosco affidato agli uomini liberi legati direttamente al re, è dell'898 e si riferisce probabilmente alla fascia tuttora prevalentemente boschiva nei pressi di Cogno di Gazzo.[4] Il territorio fu abitato sin dal Paleolitico (ne sono prova i ritrovamenti archeologici sul Monte Lama[5]) e in seguito dai Liguri; in età romana faceva parte del municipium di Veleia, ed era attraversato dall'asse viario che portava a Luni e a Roma.

Fin dall'epoca longobarda nella zona vi operano i monaci dell'abbazia di San Colombano di Bobbio[6][7][8], che possedevano beni lungo la Via degli Abati o Via Francigena di montagna, un cammino che fin dall'epoca longobarda metteva in comunicazione la città di Bobbio (PC) con Pavia, capitale del Regno longobardo e Pontremoli, passando per Bardi e Borgo Val di Taro verso Lucca e Roma. Veniva percorsa dagli abati e monaci dell'abbazia di Bobbio per recarsi in visita Ad limina Apostolorum al Papa, in visita alla corte reale di Pavia, e per il controllo e gli scambi con i vasti possedimenti del grande feudo monastico reale ed imperiale che si estendevano dall'Oltrepò pavese fino in Toscana; era percorsa inoltre dai sovrani longobardi ed imperatori del Sacro Romano Impero, religiosi e da numerosi pellegrini, che lasciavano testimonianza di passaggio al monastero bobbiese ed alla rete di altri monasteri e xenodochia che li ospitavano. Il percorso scendendo dal passo di Boccolo de' Tassi attraversava Bardi, risaliva la valle del torrente Noveglia e scendeva a Borgo Val di Taro per raggiungere Pontremoli[9]. Il monastero di Bobbio, come risulta dai vari diplomi imperiali e dalla Carta di Wala, primo documento di tutti i possedimenti del monastero di Bobbio redatta nel 834 dall'abate di Bobbio Wala cugino di Carlo Magno, possedeva la corte di Boccolo[10] che si ramificava in tutto il territorio del mandamento di Bardi con lo xenodochio di San Pietro e le tenute agricole con terre a grano, a vigna ed a pascolo suddivise fra sei livellari ed un reddito annuo di novantatré moggia di grano, quattro anfore di vino, venti denari, diciannove polli e uova.

L'abitato è dominato dall'imponente castello costruito in posizione sopraelevata su uno sperone di diaspro rosso. La prima testimonianza scritta della presenza di un castello è data da una pergamena datata 869. Nell'agosto 898 un bardigiano, Andrea figlio di Dagiverto vende al Vescovo di Piacenza Everardo metà della "Rocha" di Bardi[11]. Nel gennaio del 1000 il vescovo di Piacenza Sigifredo si trasferisce a Bardi[12], essendo il feudo diventato patrimonio ereditario dei Vescovi di Piacenza. Nella prima metà del XIII secolo il vescovo cedette il castello e le terre circostanti ad un gruppo di nobili locali conosciuti come "Conti di Bardi". Nel 1251 in seguito ad una ribellione i Pallavicino - signori di Piacenza - espugnarono e distrussero il castello.

Il 19 marzo 1257 il feudo fu acquisito da Ubertino Landi dei Landi di Piacenza[13] - conti ghibellini - che rimasero tra alterne vicende signori di Bardi per i successivi quattro secoli. Ubertino Landi riedificò e fortificò il castello facendone un baluardo pressoché inespugnabile. Nella lotta tra papato e impero (Guelfi e Ghibellini) Bardi rimase sempre legata all'impero. Nel 1269 i guelfi assediarono il castello che si arrese dopo mesi per penuria di viveri. Il castello passò alla città di Piacenza fino all'ottobre 1307, quando Ubertino II Landi ottenne dall'imperatore Arrigo VII di Lussemburgo il castello di Bardi, Borgo Val di Taro e Compiano. Il 29 novembre 1321, in località "La giostra" nei pressi dell'oratorio delle Grazie fu combattuta una violenta battaglia tra le milizie Guelfe guidate da Giacomo Cavalcabò, capo di Cremona, e le truppe ghibelline comandate da Galeazzo I Visconti. I guelfi ebbero la peggio e lo stesso Cavalcabò fu ucciso e venne sepolto nel vicino oratorio. Nel 1381 Gian Galeazzo Visconti riconobbe la signoria dei Landi che ottennero nel 1415 una completa autonomia. Il castello, progettato inizialmente come presidio militare, venne successivamente ampliato e modificato per adattarsi alla funzione di capitale di un piccolo stato libero esteso a buona parte dell'alta Val Ceno e dell'alta Val Taro (corrispondente al territorio dei comuni di Albareto, Bardi, Bedonia, Borgo Val di Taro, Compiano, Tornolo e Varsi). Nel 1429 Filippo Maria Visconti conquistò il castello, successivamente affidato al condottiero di ventura Niccolò Piccinino che lo tenne dal 1438 al 1448. Nel 1448 ritornarono i Landi. Nel 1551 l'imperatore Carlo V eresse il feudo a marchesato e i Landi ottennero il diritto di battere moneta con una loro zecca[14]. Agostino Landi fu nominato marchese di Bardi e principe di Borgotaro. Ad Agostino successe Manfredo, morto improvvisamente in Spagna prima delle nozze con Giovanna di Aragona, a cui si deve l'impianto attuale del castello. Dopo il marchese Claudio nel 1589 il castello passò a Don Federico, che istituì nel 1616 per diploma dell'imperatore Mattia un collegio di notai in Bardi con la facoltà di concedere la Laurea di abilitazione e l'anello. Il collegio venne abolito con le Leggi Napoleoniche nel 1805. A Don Federico e a sua Figlia Polissena il castello deve una risistemazione complessiva del cortile, la costruzione del portico dell'oratorio, la grande Sala dell'Armeria, la raccolta dei quadri e la biblioteca. A Polissena successe il figlio Andrea III Doria-Landi, che nel 1682, grazie alla mediazione dell'ambasciatore conte Fabio Perletti presso la corte imperiale, cedette Bardi a Ranuccio II Farnese, duca di Parma. La storia di Bardi seguì da quel momento la storia del Ducato di Parma e dal 1861 quella del Regno d'Italia e della Repubblica Italiana.

Da sempre parte del territorio della Provincia di Piacenza, passò alla provincia di Parma nel 1923.[15] Nel 1926 il comune di Boccolo de' Tassi fu aggregato per la maggior parte al comune di Bardi, Farini d'Olmo, ora Farini (PC), e Ferriere (PC), in parte costituì l'ex comune di Pione aggregato poi sempre a Bardi l'anno successivo.

Dalla fine dell'Ottocento a tutto il Novecento la storia di Bardi è caratterizzata dal fenomeno dell'emigrazione verso la Gran Bretagna, la Francia, la Svizzera, il Belgio e gli Stati Uniti.

Durante la seconda guerra mondiale e dopo l'Armistizio Bardi e le montagne circostanti furono teatro di scontri tra le truppe tedesche e le brigate partigiane della Val Ceno e della Val Taro. Il 17 luglio 1944 all'alba Bardi fu bombardata da 12 bombardieri "Stukas" che provocarono danni ingenti, mentre truppe tedesche in ritirata da Bedonia e Borgo Val di Taro eseguirono numerosi rastrellamenti: l'operazione Wallenstein.[16]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 
Oratorio di San Siro
 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Bardi.

A Bardi si trovano vari luoghi di culto cattolici: la neobizantina chiesa di Santa Maria Addolorata, sede della Pala di Bardi del Parmigianino, la barocca chiesa di San Giovanni Battista, il neoclassico e neobarocco santuario della Beata Vergine delle Grazie, il barocco ex monastero di San Francesco, il romanico oratorio di San Siro e il neoclassico e neogotico oratorio della Beata Vergine di Pompei.[17]

Numerosi sono anche i luoghi di culto delle frazioni, in gran parte di origine medievale: la barocca chiesa di San Michele Arcangelo di Monastero di Gravago, la barocca e neobarocca chiesa dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia di Pieve di Gravago, la barocca e neogotica chiesa di Santa Maria Assunta di Casanova, la neoclassica chiesa di Santa Maria Assunta e il neoclassico santuario della Beata Vergine di Loreto di Pione, la barocca chiesa di Sant'Ilario di Faggio di Pione, la neoclassica Chiesa della Beata Vergine Annunciata di Boccolo de' Tassi, la barocca chiesa di San Michele Arcangelo e il neoclassico oratorio di San Rocco di Grezzo, la barocca chiesa di San Bartolomeo Apostolo e il romanico oratorio della Santissima Annunziata di Caberra di Costageminiana, la barocca chiesa di Santa Giustina di Santa Giustina, la neoclassica chiesa di San Lorenzo Martire di Credarola, il neoclassico oratorio di Santa Liberata di Lezzara, la neoclassica chiesa di Sant'Ambrogio di Sidolo, la barocca chiesa di San Girolamo di Comune Stradella, il neoclassico oratorio di San Martino di Rugarlo e il barocco oratorio di San Lorenzo di Chiesabianca.[17]

Architetture militariModifica

 
Castello di Bardi
 Lo stesso argomento in dettaglio: Architetture militari di Bardi.

La fortificazione più importante di tutto il territorio comunale, considerata tra le massime architetture militari italiane, è il castello di Bardi, collocato su uno sperone in diaspro rosso ai margini del centro storico del capoluogo.[18]

Nelle frazioni si trovano i resti o le memorie di varie rocche medievali, abbandonate o distrutte nei secoli: il castello di Gravago, il castello di Lacore, il castello di Pione, il castello di Pietracervara, il castello di Pietragemella, il castello di Pietra Nera e il castello di Sidolo.[19]

Architetture civiliModifica

 
Palazzo Maria Luigia

Nel capoluogo ha sede il rinascimentale e neoclassico palazzo Maria Luigia, sede comunale.[20]

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[21]

 


CulturaModifica

Tradizioni e folcloreModifica

 
Cavallo Bardigiano
  • Ogni anno l'ultimo fine settimana di giugno si tiene la tradizionale sagra di "Boccolo in festa", festa principale del calendario bardigiano.
  • Ogni anno l'ultima domenica di giugno nel bosco di Pione si tiene la Festa della Madonna di Loreto, sita all'interno della suggestiva Cappella nel bosco, ritenuta fonte di "Acqua Santa" e di miracoli distribuiti.
  • Ogni anno, il primo fine settimana di agosto, la Mostra del cavallo Bardigiano (razza adattata al lavoro collinare e al trekking) richiama una grande folla di visitatori e addetti ai lavori.
  • Ogni anno il giorno 13 agosto si tiene la tradizionale Festa dell'Emigrante.
  • Ogni anno il giorno 15 agosto si tiene la tradizionale Festa della Modonna Assunta nella frazione di Pione.
  • Ogni anno il giorno 16 agosto si tiene la Festa di San Rocco nella frazione di Pione.
  • Ogni anno il giorno 24 agosto si tiene la tradizionale Fiera di San Bartolomeo.
  • Ogni anno il giorno 29 settembre si tiene la tradizionale Fiera di San Michele.
  • Molto noti i funghi porcini (Boletus Edulis) della zona, dal profumo caratteristico.
  • Nel 900 le persone ricche vivevano nella parte alta del paese e i poveri nella parte bassa.
  • Bardi è sede del "Bardi Web Award", premio rivolto ai migliori siti web in Italiano in varie categorie.

Geografia antropicaModifica

FrazioniModifica

Assirati, Bazzini, Bergazzi, Berlini, Bertonazzi, Boccolo, Bosini, Bre, Brugnoli, Caberra di Costageminiana, Cacrovoli, Caneto, Cantiga di Costageminiana, Caprile, Carpana, Casanova, Case Ini, Case Soprane, Cavallare, Cerreto, Chiesabianca, Cogno di Gazzo, Cogno di Grezzo, Comune Soprano, Costa, Credarola, Cremadasca, Diamanti, Dorbora, Faccini, Faggio di Pione, Fantoni, Ferrari, Filippini, Franchini, Frassineto, Gabriellini, Gazzo, Geminiano, Granelli, Granere, Gravago, Grezzo, Lezzara, Lobbie, Moglie, Monastero di Gravago, Noveglia, Osacca, Panigaro, Pareto, Piana Gazzo, Pianelletto, Pieve di Gravago, Pione, Ponteceno di sopra, Romei, Roncole, Rossi, Rugarlo, Saliceto, Santa Giustina, Segarati, Sidolo, Tanugola, Taverna, Tiglio, Vicanini, Vischetto di Là, Vosina, Noceto, Venezia, Lame, Cansanldi. Arcisa, Boriani, Molino Castelletto, Monticelli, Ghiaia, Tra Rio, Belli, Prato Femmine, Bazzini, Mazzaron, Poggiolo, Bellagamba, Orsara, Franchini, Chiastre, Centoni, Linguada, Madonna del monte, Pietra Nera, Casermure, Guselli, Lubbia, Sorba, Landino.

Infrastrutture e trasportiModifica

La società di Trasporti Pubblici TEP di Parma assicura collegamenti con autobus di linea tra Bardi e Bedonia, Borgotaro, Salsomaggiore, Fornovo (coincidenza per Parma) e Granere, anche con la formula delle corse su prenotazione (Estate 2016)

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1985 26 maggio 1990 Luigi Pelizza Democrazia Cristiana Sindaco [22]
26 maggio 1990 27 febbraio 1993 Pietro Tambini Democrazia Cristiana Sindaco [22]
27 febbraio 1993 24 aprile 1995 Gian Carlo Eridano Democrazia Cristiana Sindaco [22]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Carlo Pio Marzani centro-sinistra Sindaco [22]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Bruno Berni centro(con appoggio CCD-FI) Sindaco [22]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Pietro Tambini lista civica di centro Sindaco [22]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Giuseppe Conti PdL-Lega Nord Sindaco [22]
26 maggio 2014 27 maggio 2019 Valentina Pontremoli lista civica di centro: "Un'idea per Bardi" Sindaco [22]
27 maggio 2019 in carica Giancarlo Mandelli lista civica: "Insieme per Bardi" Sindaco [22]

Altre informazioni amministrativeModifica

Il comune di Bardi fa parte della Comunità Montana Valli del Taro e del Ceno.

SportModifica

CalcioModifica

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Bardi che milita nel girone A emiliano-romagnolo di 1ª Categoria.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ Cristoforo Poggiali, Memorie storiche della città di Piacenza, su books.google.it, 19 ottobre 2014, pp. 234. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  3. ^ Valtaro.it, Bardi: La leggenda dell'elefante di Annibale, su valtaro.it, 13 ottobre 201 io in 4. URL consultato il 13 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2014).
  4. ^ Vito Fumagalli, Il castello di Bardi: nascita di un borgo militare, 3 - 2002, Bardi, Centro studi della valle del Ceno, 1974, pp. 52; 57.
  5. ^ Geoitaliani, geoitaliani: Il Monte Lama: la montagna delle lame di pietra, su geoitaliani.it, 13 ottobre 2014. URL consultato il 13 ottobre 2014.
  6. ^ Giulio Buzzi, Carlo Cipolla, Codice diplomatico del monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII, Volume I, II, III, Roma, Tip. del Senato, 1918.
  7. ^ Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia - Tabella I dei possedimenti in Italia - Pag 16a
  8. ^ Eleonora Destefanis Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale - Carte di distribuzione Fig. 44-44a-44b - Pag 67-70
  9. ^ Associazione Transitum Padi, Via degli Abati, su transitumpadi.wordpress.com, 13 ottobre 2014. URL consultato il 13 ottobre 2014.
  10. ^ Storia di Boccolo dei Tassi - Portale turistico di Bardi
  11. ^ Cristoforo Poggiali, Memorie storiche della città di Piacenza compilate dal proposto Cristoforo Poggiali Tomo primo [-duodecimo]: 3 (Google eBook), su books.google.it, 13 ottobre 2014. URL consultato il 13 ottobre 2014.
  12. ^ Cristoforo Poggiali, Memorie storiche della città di Piacenza, su books.google.it, 19 ottobre 2014. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  13. ^ Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole, corredata di un atlante, di mappe geografiche e topografiche, e di altre tavole illustrative di Attilio Zuccagni-Orlandini: Italia superiore o settentrionale. 6, Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla. 8.1, Volume 8,Parte 6 (Google eBook), Firenze, 1839.
  14. ^ Lorenzo Molossi, Vocabolario topografico dei ducati di Parma Piacenza e Guastalla ... preceduto da cenni statistici e sussequito da un'appendice (Con una carta geogr.) (Google eBook), Parma, Typ. ducale,, 1834.
  15. ^ Approfondimenti - Archivio di Stato di Piacenza
  16. ^ Operazione “Wallenstein”: le stragi dell’estate, su eccidinazifascisti.parma.it
  17. ^ a b Bardi, su www.chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 30 gennaio 2019.
  18. ^ Fortezza di Bardi, su www.castellidelducato.it. URL consultato il 30 gennaio 2019.
  19. ^ Bardi, su www.castellidellavalceno.it. URL consultato il 30 gennaio 2019.
  20. ^ Il Palazzo Maria Giulia, su www.comune.bardi.pr.it. URL consultato il 24 ottobre 2016.
  21. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  22. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/

BibliografiaModifica

  • Vito Fumagalli, Il castello di Bardi: nascita di un borgo militare, 3 - 2002, Bardi, Centro studi della valle del Ceno, 1974

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN128301619 · WorldCat Identities (EN128301619
  Portale Parma: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Parma