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Norbert Feher

criminale serbo

Norbert Feher[1], noto anche con lo pseudonimo di Ezechiele Norberto Feher o Igor Vaclavic, giornalisticamente conosciuto come Igor il russo[2][3] (Subotica, 10 febbraio 1981[4][5]), è un criminale serbo di etnia ungherese.

BiografiaModifica

Primi anniModifica

Nato nel 1981 a Subotica, città del nord della Serbia a forte presenza ungherese (allora Jugoslavia), figlio di Jene e Zuzana.[4][5] Secondo quanto da lui affermato ai compagni di carcere, avrebbe prestato servizio nell’esercito russo durante la prima guerra cecena come membro dei reparti speciali[1]. Sempre secondo i suoi racconti, mentre si trovava in Russia sua figlia sarebbe stata uccisa per ritorsione contro di lui, inoltre avrebbe anche un figlio[6]. Ancora secondo quanto raccontato al compagno di cella, dopo aver disertato dall’esercito russo si sarebbe trasferito in Cina, dove avrebbe appreso la lingua cinese[2]; oltre a questa lingua ha conoscenza di italiano, ungherese, romeno, russo e qualche parola di spagnolo.[3] Ricercato dalla polizia serba per rapina e violenza sessuale,[7] dal 2006 si è spostato in Italia.

Gli arrestiModifica

Nel 2007, nonostante la sua abilità nel cambiare radicalmente il proprio aspetto[1], Feher venne arrestato dalle autorità italiane per una serie di rapine fra Ferrara e Rovigo, caratterizzate dall’uso di armi bianche come arco e coltello (che predilige) e che gli avevano fatto guadagnare nella zona il soprannome di ninja[3]. Presso il carcere di Rovigo si presentò alle autorità italiane sotto la falsa identità di Igor Vaclavic, evitando così l’estradizione[1].

Scarcerato nel 2010 riprese l’attività criminale e sembra si sia anche dedicato all’attività di gigolò[2]. Venne nuovamente arrestato sebbene, inseguito dalla polizia, si fosse nascosto per ore in un canale respirando da una canna[3]. Il 4 novembre 2011 il procuratore capo di Ferrara firmò un decreto di espulsione, ma, in assenza di una identificazione certa e non essendo stato riconosciuto dalla Russia (di cui si era detto cittadino) rimase nel carcere dell’Arginone fino al rilascio anticipato, nel 2015. Di nuovo inviato al CIE, anche questa volta non venne espulso[6]. In carcere mantenne un comportamento esemplare, allenandosi (secondo il compagno di cella si svegliava alle 6 ed eseguiva 12 sessioni da mille addominali. Quando aveva i crampi chiedeva di legargli le gambe al letto così che potesse continuare)[2] e guardando cartoni animati (che il padre durante l’infanzia gli vietava di vedere), tanto che lo stesso cappellano del carcere, per cui faceva il chierichetto, testimoniò in favore della sua riabilitazione. La famiglia (madre, sorella e due fratelli) rimasta in Serbia, e con cui Feher si è tenuto in contatto, non ha aiutato le indagini[2].

Il “killer di Budrio”Modifica

Il 1º aprile 2017 Feher rapina il bar Gallo, nella frazione di Riccardina di Budrio, Bologna. Il titolare, Davide Fabbri di 52 anni, tenta di disarmare il rapinatore, strappandogli la doppietta che aveva in mano, Feher però reagisce sparandogli due colpi al petto con una seconda arma, una pistola semiautomatica Smith & Wesson 9×21 sottratta il 29 marzo ad una guardia giurata [3]. A seguito della rapina Feher si dà alla macchia, fingendosi ferito, in un'area di quaranta chilometri quadrati nelle paludi del ferrarese[8], dove l’8 aprile 2017 uccide la guardia provinciale Valerio Verri e ne ferisce gravemente un’altra. Nonostante l’impiego di 150 uomini per turno, appartenenti a squadre speciali dotate di visori notturni agli infrarossi e visori termici e cani molecolari, il killer non viene catturato[9]. Feher arriva addirittura a sfidare le forze dell’ordine che lo braccano[2]: probabilmente la sua latitanza viene favorita anche dall’aiuto di suoi amici ed ex complici[10].

Cattura in SpagnaModifica

Il 17 maggio viene recapitato al comando centrale dei carabinieri di Ferrara una cartolina in cui Feher comunica di aver lasciato l’Italia[6] anche se l’arrivo in Spagna è stimato a settembre.[11] Secondo quanto comunicato alle autorità spagnole, nella fuga dall’Italia alla Spagna, Feher avrebbe attraversato 8 paesi usando 18 diverse identità.[12] Il 5 dicembre Feher assalta una fattoria, venendo scoperto dal proprietario e da un fabbro, entrambi feriti dal killer. Allertati, accorrono sul luogo Víctor Romero Pérez, 30 anni, e Víctor Jesús Caballero Espinosa, 38 anni, facenti parte di una squadra dedicata ad indagini sui furti nell'ambiente rurale: entrambi, nonostante fossero provvisti di giubbotti antiproiettile, vengono uccisi da Feher che si appropria delle loro armi di ordinanza. Feher viene arrestato dalle autorità spagnole a El Ventorrillo, intorno alle 2:50 del 15 dicembre 2017, dopo un incidente stradale durante la fuga che lo lascia privo di sensi. Nonostante la richiesta delle autorità italiane per l’estradizione, le autorità spagnole sembrano decise a processare Feher per i delitti commessi sul loro territorio. Feher è detenuto in custodia cautelare in un carcere di massima sicurezza senza possibilità di cauzione[1], dove ha accusato un malore. [13]

Altri possibili delittiModifica

Il 30 dicembre 2015 il metronotte di 42 anni Salvatore Chianese fu ucciso in una cava a Fosso Ghiaia di Ravenna; dalle indagini è emerso che il fucile usato per l’omicidio corrisponde a quello della rapina al Bar Gallo.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Chi è Norbert Feher (o Igor Vaclavic): il killer di Budrio è un bandito dai mille volti, bologna.repubblica.it, 15 dicembre 2017.
  2. ^ a b c d e f Igor Vaclavic, la sua vera identità: le foto e il nome su Facebook, doveva essere espulso, su liberoquotidiano.it. URL consultato il 15 luglio 2018.
  3. ^ a b c d e Tutti i segreti di "Igor il russo": identità, armi e nascondigli, su ilgiornale.it. URL consultato il 15 luglio 2018.
  4. ^ a b Igor il russo, l'interrogatorio in Spagna."Sparavo agli agenti anche se erano a terra", su ilrestodelcarlino.it. URL consultato il 15 luglio 2018.
  5. ^ a b Igor in isolamento: "Ha dormito in modo normale". Voleva travestirsi da agente della Guardia civil, bologna.repubblica.it, 18 dicembre 2017. URL consultato il 19 gennaio 2019.
  6. ^ a b c Igor lo cercava anche la Serbia. E ci chiedeva di arrestarlo, su lanuovaferrara.gelocal.it. URL consultato il 15 luglio 2018.
  7. ^ Igor il russo, le lettere dal carcere: «Uccido, ma non tocco le donne», su corrieredibologna.corriere.it. URL consultato il 15 luglio 2018.
  8. ^ Corriere della Sera
  9. ^ Da operaio a rubagalline fino a diventare un killer: ecco chi è Igor, Il Tempo.
  10. ^ Corriere della Sera
  11. ^ Repubblica Bologna
  12. ^ La Stampa, su lastampa.it. URL consultato il 24 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 24 dicembre 2017).
  13. ^ La Nuova Ferrara