Apri il menu principale

Orazio Mazzella

arcivescovo cattolico italiano

BiografiaModifica

Formazione religiosa e ministero sacerdotaleModifica

Orazio Mazzella fu nipote del più noto cardinale Camillo Mazzella, esponente di primo piano della filosofia tomista[1] in Italia, e di Ernesto Mazzella, arcivescovo metropolita di Bari e Canosa. Venne ordinato sacerdote il 22 settembre 1883, studiò Filosofia e Teologia all’Università Gregoriana di Roma, ove conseguì il dottorato. Teologo, noto per le sue opere di manualistica dogmatica e per i suoi scritti di morale[2], per molti anni fu apprezzato professore di Teologia nel seminario di Benevento e le sue pubblicazioni vennero spesso adottate in diversi istituti religiosi e teologici d’Italia.

Ministero episcopaleModifica

Venne consacrato vescovo il 23 febbraio 1896 nella cappella dell’Almo Collegio Capranica di Roma per l’imposizione delle mani del cardinale Serafino Vannutelli. Titolare di Cime fu nominato vescovo ausiliare di Bari e il 19 ottobre 1897, solo pochi giorni dopo la morte dello zio Ernesto, venne nominato per acclamazione vicario capitolare. Dall’ottobre 1898 all’agosto 1917 sarà arcivescovo a Rossano. Papa Leone XIII, lo elevò assistente al Soglio Pontificio e conte romano[3]. Il 1º febbraio 1908, fu dichiarato membro dell’Accademia Romana di San Tommaso[4]. Benedetto XV, il 14 aprile 1917, lo nominò arcivescovo di Taranto. Prese possesso dell'arcidiocesi il 13 ottobre dello stesso anno per poi lasciare il ministero episcopale il 25 marzo 1935. Fu presidente della Conferenza episcopale pugliese. Morì a Benevento il 30 luglio 1939.

Attività apostolicaModifica

Il periodo calabrese nell'arcidiocesi di RossanoModifica

Per 19 anni fu arcivescovo di Rossano. Fu molto vicino alle esigenze spirituali della popolazione calabrese soprattutto di quella che viveva nel territorio extra-urbano, e governò con fermezza e profondo discernimento la diocesi a lui affidata. Nel 1903, egli incontrò non poche resistenze da parte del clero del centro urbano di Rossano che non ottemperava alle sue disposizioni emanate per la cura della vita spirituale e religiosa dei fedeli che vivevano nelle campagne della città. La fermezza con la quale cercò di regolamentare queste resistenze fu causa di una dura contrapposizione tra vescovo e parroci che portò a scomodare la Santa congregazione del concilio. I preti vi fecero ricorso per vedere rispettate le proprie giurisdizioni, ma la Santa Sede, con lettera del 17 febbraio 1906, diede ragione all'arcivescovo intimando al clero di Rossano di attenersi alle disposizioni emanate dalla curia locale[5]. Mons. Mazzella fu abile risolutore della questione e il 1º maggio 1906 istituì, nella Cattedrale, la parrocchia di Maria Santissima Achiropita, assegnandovi la cura del territorio extra-urbano e aggregandola aeque principaliter et in perpetuum all’Arcipretura, la quale avrebbe avuto la collaborazione di un buon numero di vicari, con tutti i diritti e doveri dei parroci[6]. Cercò di inculcare ai sacerdoti l'importanza della vita spirituale e l’impegno pastorale attraverso la partecipazione agli esercizi spirituali che proponeva loro in diocesi. Questi si tennero presso Santa Maria delle grazie e presso i padri Liguorini di Sant’Andrea apostolo dello Ionio in Catanzaro. Il 18, 19 e 20 luglio 1906 convocò il Sinodo diocesano nel tentativo di aggiornare un clero diocesano generalmente poco preparato al fine di renderlo partecipe delle sfide e dei cambiamenti che la Chiesa era chiamata ad affrontare e che venivano dal modernismo e dalle politiche di secolarizzazione imposte in molti Stati europei. Fu uomo di grande carità che ebbe modo di manifestare specialmente durante la Prima guerra mondiale, quando mise in atto tutte le sue qualità di pastore e di padre del popolo fondando l’orfanotrofio per i figli dei caduti dedicato alla Madonna Achiropita[7].

Il periodo pugliese nell’arcidiocesi di TarantoModifica

 
Navi italiane alla fonda nel porto di Taranto nel 1921, una delle principali basi della Regia Marina

Una città a vocazione militareModifica

Nonostante la nomina ad arcivescovo di Taranto fosse giunta dal Papa il 14 aprile 1917, egli prese possesso della diocesi solo il 13 ottobre dello stesso anno. La realtà tarantina era però ben diversa da quella della tranquilla cittadina calabrese. Taranto, con il suo Arsenale militare, voluto dal Parlamento italiano con la legge n. 833 del 29 giugno 1882, era un polo militare di ultima generazione e di rilevanza strategica per la difesa del versante Adriatico e della posizione dell'Italia nel Mediterraneo[8]. Qui si costruivano le navi da guerra e ciò ne aumentò la sua importanza sia dal punto di vista economico che militare, oltre che demografico. Tutto questo però non scoraggiò il dottissimo presule di nomina leonina, anche se spesso le sue posizioni dottrinali e teologiche lo portarono a suscitare non poche contestazioni attorno alle sue pubblicazioni e discorsi pubblici.

Il terremoto di MessinaModifica

All’indomani della tragedia del terremoto calabro-siculo del 1908, che colpì duramente Messina e la Calabria, l’arcivescovo, ancora legato al popolo calabrese, fece alcune riflessioni. Il tragico evento veniva interpretato da Mazzella come funzionale alla salvezza dell’uomo che attraverso tale punizione poteva redimersi:

«Le grandi catastrofi sono certamente un male, però non sono un male assoluto, ma una male relativo, dal quale sorgono beni di ordine superiore e più universali. La luce della fede ci insegna che le grandi catastrofi, o sono un richiamo paterno della bontà di Dio, o sono esigenze della divina giustizia, che infligge un castigo meritato, o sono un tratto della divina misericordia, che purifica le vittime aprendo loro le porte del Cielo. Perché il Cielo è il nostro destino eterno»

(Mons. Orazio Mazzella[9])

Il pensiero sulla Grande GuerraModifica

Anche sulla Prima guerra mondiale, merita particolare considerazione l’atteggiamento che ebbe sulla 'disastrosissima guerra', come la definì Papa Benedetto XV nell’enciclica Ad Beatissimi[10] del 1 novembre 1914, 'sanguinosa guerra, ...figlia dell’egoismo nazionalistico, dell’odio di razza, della lotta di classe, della scristianizzazione della società e del rovesciamento dei fini dell’attività dell’uomo nella pura pratica empirica del soddisfacimento personale'[11], che originò molteplici polemiche tra i cattolici per l’atteggiamento di denuncia della Santa Sede. Egli, nel 1917, 'ammetteva il principio della guerra giusta per violazione di un diritto certo, di cui non si è potuto ottenere riparazione in modo pacifico. L’entrata in guerra dell’Italia non sarebbe stata legittimata da spirito espansionistico, ma dalla necessità di una difesa contro la volontà aggressiva degli imperi centrali'[12][13]. Ne Il Catechismo della guerra affermava che:

«la guerra sterminatrice che si è scatenata sull’Europa, sarà senza dubbio, nelle mani della Provvidenza, che non flagella se non per correggere, non ferisce se non per sanare, come un sacramento di rigenerazione, un grande battesimo di sangue che cancellerà le vecchie colpe, sveglierà i popoli a vita novella, aprirà una nuova era di pace nella giustizia e nella vera libertà… È il nostro voto, la nostra speranza»

(Mons. Orazio Mazzella, Il Catechismo di guerra[14].)

L'Azione Cattolica diocesana e il fascismoModifica

Quando nel maggio del 1931 i prefetti di tutt'Italia ebbero ricevuto disposizioni dal ministro dell'Interno Benito Mussolini di procedere allo «scioglimento di tutte le associazioni giovanili non dipendenti direttamente dal Partito Nazionale Fascista e dall'Opera nazionale balilla[15], tra le preoccupazioni principali dell'arcivescovo Mazzella vi fu quella di salvaguardare l'Azione Cattolica, soprattutto giovanile, la quale, grazie al suo particolare interesse, aveva avuto in quegli anni un fiorente sviluppo. Egli protestò attraverso il Bollettino Ufficiale della diocesi e fece annullare, per solidarietà con i giovani cattolici, una grande manifestazione di chiusura del mese mariano prevista per il 31 maggio, oltre naturalmente la processione del Corpus Domini voluta dalla stessa Santa Sede. E quando, il 2 settembre 1931, il negoziato tra Regime e Santa Sede si concluse con una intesa e i circoli della Gioventù cattolica poterono riaprire, anche se formalmente ristretti nelle loro attività e sotto il pieno controllo dell’autorità ecclesiastica, all'arcivescovo Mazzella, presidente in carica della Conferenza Episcopale Pugliese, fu riconosciuto, da parte dei vescovi pugliesi con a capo l'arcivescovo di Bari e Canosa Augusto Curi, il merito di aver guidato e tenuto uniti i cattolici pugliesi dinnanzi alla passione dell'Azione Cattolica[16].

Lasciò il governo dell'arcidiocesi ufficialmente per motivi di salute il 1º novembre 1934[17]. Fu infine nominato dalla Santa Sede arcivescovo titolare di Laodicea di Siria. Si spense a Benevento nell'estate del 1939.

Opere realizzateModifica

A Taranto nel 1929 fece costruire un tempio intitolato a Santa Teresa del Bambin Gesù, canonizzata appena quattro anni prima. Il completamento avvenne nel 1931. Monsignor Mazzella vi istituì la rettoria affidandola alle cure di don Peppino Martellotta, rendendola dipendente dalla parrocchia del Sacro Cuore, allora dei salesiani.

ScrittiModifica

  • Prima Synodus Dioecesana ab Ill.mo et Rev.mo Domino Horatio Mazzella Dei et Apostolicae Sedis gratia Archiepiscopo Rossanen in Metropolitana Ecclesia diebus 18, 19, 20 Julii A.D. 1906 celebrata, Napoli, Premiata Tipografia dei Sordomuti Ss. Filippo e Giacomo, 1906
  • Ordo divini officii ad horas canonicas, et missae sacrificium quotidie servandus in civitate, et dioecesi rossanensi pro anno domini MDCD juxta ritum breviarii, et missalis romani novissime recogniti illustris. et reverendiss. domini d. Horatii Mazzella sacrae theologiae doctoris dei, et apostolicae sedis gratia archiepiscopi rossanensis jussu editus Senis, ex officina archiep. edit. S. Bernardini, 1900
  • Praelectiones scholastico-dogmaticae quas habebat camillus cardinalis mazzella tractatibus qui deerant locupletatae atque in Compendium redactae, auctore Horatio Mazzella. Voll. 1.-4 Romae, Desclee, Lefebvre Et Soc. Edit., 1899-901 (Ex Off. Typ. Forzani)
  • Notificazione pastorale dell'episcopato pugliese al clero ed al popolo della loro diocesi,[Orazio arcivescovo di Taranto], Roma, Tip. Cuore di Maria, 1931
  • La vera chiesa e le false chiese: il protestantesimo è vera chiesa? È vera religione?, Orazio Mazzella Taranto : Stab. tip. Arcivescovile, dopo il 1930!
  • Per l'e.mo Cardinale Camillo Siciliano di Rende: elogio letto nei solenni funerali celebrati a cura del Municipio di Benevento nella chiesa della SS. Annunziata il 15 giugno 1897, Mazzella Orazio, Ostuni, Tip. Ennio, 1897
  • Orazio Panegirici, conferenze, discorsi, Orazio Mazzella, Taranto, Tipografia Arcivescovile, 1927
  • Complectens tractatus de Deo Uno ac Trino et de Deo Elevante, Horatio Mazzella, Torino, Società editrice internazionale, stampa 1924 Fa parte di: Praelectiones scholastico-dogmaticae breviori cursui accommodatae auctore Horatio Mazzella

Genealogia episcopaleModifica

NoteModifica

  1. ^ Cfr. Gaetano Federico, Breve profilo di Orazio Mazzella Arcivescovo di Rossano (1898-1917), Rivista calabrese di Storia del ‘900 – 1, 2015, pag. 71
  2. ^ Roberto P. Violi, Episcopato e società meridionale durante il fascismo (1922-1939), A.V.E., 1990, pag. 16
  3. ^ Cfr. Gaetano Federico, Breve profilo di Orazio Mazzella Arcivescovo di Rossano (1898-1917), ibid. pp. 71-74
  4. ^ Cfr. Francesco Russo, Cronotassi dei Vescovi di Rossano, Ed. Guido, Rossano 1989, p. 202
  5. ^ Gaetano Federico, Breve profilo di Orazio Mazzella Arcivescovo di Rossano (1898-1917), ibid. pp. 71-72
  6. ^ Luigi Renzo, L’Achiropita e la sua Cattedrale cuore di Rossano, Grafosud, Rossano, 2003, pp. 91-94
  7. ^ Cfr. Francesco Russo, Cronotassi dei Vescovi di Rossano, ibid.
  8. ^ Cfr. Marina Militare, Centenario dell’Arsenale Militare Marittimo di Taranto (1889-1989), Cenni storici, Roma 1989 Archivio Storico M.M.I.
  9. ^ Orazio Mazzella, La provvidenza di Dio, l’efficacia della preghiera, la carità cattolica ed il terremoto del 28 di Dicembre 1908: cenni apologetici, Desclée e C., Roma 1909
  10. ^ Ad Beatissimi Apostolorum Testo integrale dell'enciclica in italiano, su totustuustools.net.
  11. ^ Gabriele De Rosa, Enciclopedia dei Papi (2000), Ed. Treccani, voce Benedetto XV
  12. ^ Orazio Mazzella, La Guerra nel dogma, nella morale e nella storia della Chiesa Cattolica, Curia Arcivescovile, Rossano 1916, pp. 5-21.
  13. ^ Gabriele De Rosa, Enciclopedia dei Papi (2000), ibid.
  14. ^ Orazio Mazzella, Il Catechismo di guerra, Desclèe e C. Editori Pontifici, Roma 1916, p. 76.
  15. ^ Antonio Airò, E il Duce chiuse l’Azione cattolica, 28 giugno 2011, articolo su Avvenire.it
  16. ^ Francesco Sportelli, Cfr. Augusto Curi arcivescovo di Bari, 1925-1933 Lineamenti di governo pastorale negli anni del fascismo, Edipuglia Bari, 2007, pag. 22, ISBN 978-88-7228-493-3
  17. ^ Antonio Ferrara e Angelandrea Casale, I prelati del Pontificio Santuario di Pompei dal 1890 al 2012: la storia, la cronotassi, i ritratti, i cenni biografici, e gli emblemi araldici, Edizioni Santuario Di Pompei, 2012, pag. 42, ISBN 978-88-85291-92-8

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica