Organi della chiesa di San Sulpizio a Parigi

Gli organi della chiesa di San Sulpizio a Parigi sono due strumenti storici costruiti entrambi da Aristide Cavaillé-Coll riutilizzando il materiale di strumenti precedenti:[1]

  • l'organo maggiore, situato sulla cantoria in controfacciata, è l'opus 118/63 (1857-1862) e attualmente ha 102 registri su cinque manuali e pedale;
  • l'organo del coro, situato a pavimento nell'abside, è l'opus 336/324 (1858) e dispone di 22 registri su due manuali e pedale.
Interno della chiesa verso la controfacciata, con l'organo maggiore.

Alla chiesa di San Sulpizio sono legati diversi importanti organisti e compositori, tra i quali Louis-Nicolas Clérambault, Louis James Alfred Lefébure-Wély, Charles-Marie Widor, Louis Vierne e Marcel Dupré.[2]

Dal 1985 è organista titolare dell'organo maggiore Daniel Roth.[3]

StoriaModifica

L'attuale chiesa di San Sulpizio a Parigi venne costruita a più riprese tra il 1645 e il 1775, anno in cui venne completata la facciata; essa sorgeva su un luogo di culto più antico, di origine medioevale, che venne demolito nel XVII secolo per lasciar posto al nuovo edificio barocco.[4]

 
Interno della chiesa di San Sulpizio nel 1790 circa.

La presenza di un organo nella chiesa medievale è testimoniata fin dal XVI secolo. Nel 1614 ne venne costruito uno utilizzando il materiale fonico di quello precedente che venne provvisoriamente collocato nel coro della chiesa edificanda e, successivamente, spostato su una cantoria al lato dell'altare maggiore. Nel 1725 venne sostituito da un nuovo organo, collocato nel transetto. Completato il nuovo edificio, l'organaro François-Henri Clicquot venne incaricato nel 1776 di costruire per esso un grande strumento, che avrebbe trovato luogo sopra la cantoria in controfacciata, all'interno di un'elaborata cassa lignea che venne realizzata nel 1778 dallo scultore François-Joseph Duret su progetto di Jean Chalgrin.[5] L'organo venne completato nell'aprile del 1781 e collaudato da Claude Balbastre, Armand-Louis Couperin e Nicolas Séjan, organisti della cattedrale di Notre-Dame; l'inaugurazione si tenne il 15 maggio dello stesso anno. Lo strumento disponeva di 64 registri disposti su cinque manuali e pedale, per un totale di 4328 canne.[1]

Durante la Rivoluzione francese l'organo non subì atti vandalici. Nel corso del XIX secolo, fu oggetto di una serie di importanti restauri e rimaneggiamenti. Il primo venne condotto a partire dal 1834 da Louis Callinet, il quale dovette sospendere i lavori nel 1838 a causa della crisi dell'azienda; essi vennero rilevati e portati a termine da Pierre-Alexandre Ducroquet (titolare della nuova ditta Daublaine Callinet), tra il 1844 e il 1846; l'organaro adattò ai nuovi gusti dell'epoca lo strumento, installando la leva Barker e la cassa espressiva e sostituendo alcuni registri, che vennero portati a 65.[6]

Di seguito la disposizione fonica:[7]

I - Positif
Bourdon 16'
Montre 8'
Bourdon 8'
Flûte 8'
Dulciana 8'
Prestant 4'
Gambe 4'
Nasard 2.2/13'
Doublette 2'
Fourniture
Cymbale
Trompette 8'
Clairon 4'
Cromorne 8'
Basson 8'
Hautbois 8'
II - Grand-Orgue
Montre 32'
Montre 16'
Bourdon 16'
Euphóne 16'
Montre 8'
Bourdon 8'
Flûte 8'
Salicional 8'
Gambe 8'
Prestant 4'
Grand nasard 2.2/3'
Doublette 2'
Tierce 1.3/5'
1e Fourniture
2e Fourniture
Cymbale
Cornet
Bombarde 16'
1e Trompette 8'
2e Trompette 8'
1e Clairon 4'
2e Clairon 4'
Clarinette 8'
III - Bombarde
Cornet
Bombarde 16'
Trompette 8'
Clairon 4'
IV - Récit expressif
Bourdon 16'
Bourdon 8'
Flûte 8'
Flûte harmonique 8'
Prestant 4'
Cornet
Cor anglais 16'
Hautbois 8'
Trompette 8'[8]
Voix humaine 8'
Pédale
Flûte 32'
Flûte 16'
Bourdon 16'
1e Flûte 8'
2e Flûte 8'
Flûte 4'
Bombarde 32'
Bombarde 16'
Basson 16'
1e Trompette 8'
2e Trompette 8'
Clairon 4'
 
Il nuovo organo Cavaillé-Coll in un'incisione del 1862.

L'esito di tale intervento lasciò insoddisfatto sia il clero parrocchiale, sia l'organista, tanto che, quando nel 1855 Aristide Cavaillé-Coll (originariamente chiamato solo per effettuare una manutenzione straordinaria) propose una ricostruzione dello strumento, la proposta venne accettata: i lavori cominciarono nel 1857 per terminare nel 1862 (opus 118/63).[9]

Cavaillé-Coll mantenne circa il 40% del materiale fonico di Clicquot e costruì uno strumento grandioso, con 100 registri per un totale di 6706 canne, paragonabile soltanto ai due organi considerati all'epoca i migliori: quello della cattedrale di Liverpool, costruito da Henry Wills, e quello del duomo di Ulma, di Walcker.[2] Nell'organo di Saint-Sulpice, l'organaro introdusse una nuova tipologia di consolle: a differenza delle consolle precedenti, che avevano i pomelli dei registri posti parallelamente alle tastiere, in essa questi, dato il loro alto numero, per facilitare l'organista, erano stati disposti a semicerchio..[10] Un'altra innovazione fu l'introduzione di uno dei primi esempi di combinazione meccanica libera, possibile grazie alla Leva Barker.[1]

Di seguito la disposizione fonica originaria dello strumento:[10]

I - Grand-Chœur
Salicional 8'
Octave 4'
Grosse fourniture IV
Grosse cymbale VI
Plein jeu IV
Cornet V
Bombarde 16'
Basson 16'
1ère Trompette 8'
2ème Trompette 8'
Basson 8'
Clairon 4'
Clairon doublette 2'
II - Grand-Orgue
Principal harmonique 32'-16'
Montre 16'
Bourdon 16'
Flûte conique 16'
Montre 8'
Diapason 8'
Bourdon 8'
Flûte harmonique 8'
Flûte traversière 8'
Flûte a pavillon 8'
Quinte 5.1/3'
Prestant 4'
Doublette 2'
III - Bombarde
Soubasse 16'
Flûte conique 16'
Principal 8'
Flûte harmonique 8'
Bourdon 8'
Gambe 8'
Violoncelle 8'
Keraulophone 8'
Flûte octaviante 4'
Prestant 4'
Grosse quinte 5.1/3'
Octave 4'
Grosse tierce 3.1/5'
Quinte 2.1/3'
Octavin 2'
Cornet V
Bombarde 16'
Trompette 8'
Clairon 4'
Baryton 8'
IV - Positif
Violon basse 16'
Quintaton 16'
Quintaton 8'
Flûte traversière 8'
Salicional 8'
Viole de gambe 8'
Unda maris 8'
Flûte douce 4'
Flûte octaviante 4'
Dulciane 4'
Quinte 2.2/3'
Doublette 2'
Tierce 1.3/5'
Larigot 1.1/3'
Piccolo 1'
Plein jeu harmonique III-VI
Trompette 8'
Carinette 8'
Clairon 4'
Euphone 8'
V - Récit expressif
Quintaton 16'
Bourdon 8'
Violoncelle 8'
Prestant 4'
Doublette 2'
Fourniture IV
Cymbale V
Basson et hautbois 8'
Voix humaine 8'
Cromorne 8'
Cor anglais 16'
Voix céleste 8'
Flûte harmonique 8'
Flûte octaviante 4'
Dulciana 4'
Nazard 2.2/3'
Octavin 2'
Cornet V
Bombarde 16'
Trompette 8'
Trompette harmonique 8'
Trémolo
Pédale
Principal 32'
Contre-basse 16'
Soubasse 16'
Flûte 8'
Violoncelle 8'
Flûte 4'
Contre-bombarde 32'
Bombarde 16'
Basson 16'
Trompette 8'
Ophicléide 8'
Clairon 4'

Lo strumento venne suonato pubblicamente per la prima volta il 19 aprile 1862 per la Veglia pasquale; il concerto inaugurale ebbe luogo il seguente 29 aprile e vi suonarono tra gli altri Alexandre Guilmant, César Franck, Camille Saint-Saëns, e l'organista titolare Georges Schmitt.[2]

Aristide Cavaillé-Coll intervenne più volte sull'organo; la prima poco dopo il termine della costruzione, su richiesta del nuovo organista titolare, Louis James Alfred Lefébure-Wély, che fece aggiungere tre accessori, quali un pedaletto per simulare il rumore del tuono, un congegno per simulare il rumore della grandine e un usignolo. Poi, nel 1883, effettuò un intervento di manutenzione straordinaria (opus 581).[1]

Allo stesso organaro, nel 1858, venne affidata la costruzione di un secondo organo a canne (opus 336/324) da collocarsi al centro dell'abside e destinato ad accompagnare i canti, dopo che quello del transetto era stato venduto in seguito alla costruzione dell'organo maggiore. Il nuovo strumento aveva 22 registri su due manuali e pedale e venne restaurato una prima volta dal costruttore nel 1868, poi da Charles Mutin agli inizi del XX secolo e infine nel 1981 da Jacques Picaud.[11]

Nel 1903 Charles Mutin operò un importante intervento di restauro su indicazioni di Charles-Marie Widor, nel corso del quale venne effettuata una reintonazione generale, venne cambiato l'ordine dei manuali (Bombarde, rinominato Solo, venne spostato al quinto in sostituzione del Récit expressif, calato al terzo in luogo del Positif, spostato al secondo), e molti registri furono sostituiti con altri. Nel 1933, in occasione del pensionamento di Widor dopo 64 anni di servizio come organista, vennero aggiunti al pedale dalla ditta Pleyel-Cavaillé-Coll due registri (Principal 16' e Principal 8'), situati fuori cassa e collegati con trasmissione pneumatica. L'organista avrebbe voluto pagare personalmente i due nuovi registri, tuttavia essi vennero offerti dalla parrocchia come riconoscenza per il suo operato.[12]

 
Marcel Dupré alla consolle dell'organo maggiore.

Tra il 1988 e il 1991, su iniziativa dell'organista titolare Daniel Roth (nominato nel 1985), l'organo è stato oggetto di un accurato restauro filologico ad opera di Jean Renaud. In virtù dell'ottimo lavoro svolto, l'organaro è stato successivamente nominato dal ministero della cultura francese cavaliere dell'Ordine delle arti e delle lettere.[13]

Fra i musicisti illustri che si sono succeduti come organisti titolari della chiesa di San Sulpizio vi sono Louis-Nicolas Clérambault (titolare dal 1714 al 1749 dell'organo secentesco del coro), Louis James Alfred Lefébure-Wély (dal 1863 al 1869), Charles-Marie Widor (dal 1869 al 1933, il quale inizialmente, alla luce della sua giovane età, era stato assunto per un anno di prova, al termine del quale, pur non essendo stata ufficializzata la sua nomina a organista titolare a tempo indeterminato, svolse tale ruolo de facto per altri 63 anni) e Marcel Dupré (dal 1934 al 1971);[2] Louis Vierne fu vice-organista dal 1892 al 1900, anno in cui venne nominato titolare dell'organo maggiore della cattedrale di Notre-Dame.[14]

L'organo maggiore è classificato come monumento storico di Francia sia relativamente alla cassa (dal 20 febbraio 1905),[15] che alla parte strumentale (dall'11 settembre 1978).[16]

Organo maggioreModifica

 
L'organo maggiore.

L'organo a canne Cavaillé-Coll opus 118/63 è situato al di sopra della cantoria in controfacciata; quest'ultima, con il pavimento alla stessa altezza dell'innesto delle arcate a tutto sesto che dividono la navata centrale dalle due laterali, è sorretta da due file di sei alte colonne corinzie scanalate, ed è delimitata da una balaustra marmorea.

Lo strumento è a trasmissione meccanica con leva Barker, ad eccezione dei due registri Principale 16' e Principale 8' del Pedale, aggiunti nel 1933, che sono a trasmissione pneumatica. I registri sono 102, per un totale di 135 file e circa 7000 canne, che ne fanno uno degli organi più grandi della città di Parigi.[1]

Lo strumento è racchiuso all'interno della cassa neoclassica, realizzata nel 1778 dallo scultore François-Joseph Duret su progetto di Jean Chalgrin, riccamente decorata con sculture e intagli; essa idealmente forma un portico al centro concavo, con un alto cornicione sorretto da colonne corinzie, tra le quali vi sono le canne di facciata, in parte occultate da sculture a tutto tondo. Al centro della balaustrata della cantoria, vi è il finto positivo tergale, il quale copre la consolle; esso è sormontato da un orologio sostenuto da due puttini.[1]

La consolle è posta al centro della cantoria, rivolta verso la navata. Essa dispone di cinque tastiere di 56 note ciascuna (Do1-Sol5) e pedaliera dritta di 30 note (Do1-Fa3). I registri sono azionati da pomelli ad estrazione, con i nomi riportati su tondini in porcellana; essi sono disposti a semicerchio su più gradoni, ai lati dei manuali.[10]

Di seguito la disposizione fonica dello strumento:[11]

I - Grand-Chœur
Salicional 8'
Octave 4'
Cornet V
Fourniture IV
Cymbale VI
Plein-jeu IV
Bombarde 16'
Basson 16'
Première trompette 8'
Deuxième trompette 8'
Basson 8'
Clairon 4'
Clairon doublette 2'
II - Grand-Orgue
Principal harmonique 16'
Montre 16'
Bourdon 16'
Flûte conique 16'
Montre 8'
Diapason 8'
Bourdon 8'
Flûte harmonique 8'
Flûte traversière 8'
Flûte a pavillon 8'
Quinte 5.1/3'
Prestant 4'
Doublette 2'
III - Positif
Violon basse 16'
Quintadon 16'
Salicional 8'
Viole de gambe 8'
Unda maris 8'
Quintaton 8'
Flûte traversière 8'
Flûte douce 4'
Flûte octaviante 4'
Dulciane 4'
Quinte 2.1/3'
Doublette 2'
Tierce 1.3/5'
Larigot 1.1/3'
Piccolo 1'
Plein-jeu harmonique III–V
Basson 16'
Trompette 8'
Baryton 8'
Clairon 4'
IV - Récit expressif
Quintaton 16'
Diapason 8'
Bourdon 8'
Violoncelle 8'
Voix céleste 8'
Prestant 4'
Doublette 2'
Fourniture V
Cymbale IV
Basson-hautbois 8'
Cromorne 8'
Voix humaine 8'
Flûte harmonique 8'
Flûte octaviante 4'
Dulciana 4'
Nazard 2.1/3'
Octavin 2'
Cornet V
Bombarde 16'
Trompette 8'
Clairon 4'
Machine à grêle
Rossignol
Trémolo
V - Solo
Bourdon 16'
Flûte conique 16'
Principal 8'
Bourdon 8'
Flûte harmonique 8'
Violoncelle 8'
Gambe 8'
Keraulophone 8'
Prestant 4'
Flûte octaviante 4'
Quinte 5.1/3'
Octave 4'
Tierce 3.1/5'
Quinte 2.1/3'
Septième 2.1/7'
Octavin 2'
Cornet V
Bombarde 16'
Trompette 8'
Clairon 4'
Trompette harmonique en chamade 8'
Pédale
Principal 32'
Principal 16'
Contrebasse 16'
Soubbasse 16'
Principal 8'
Flûte 8'
Violoncelle 8'
Flûte 4'
Bombarde 32'
Bombarde 16'
Basson 16'
Trompette 8'
Ophicléide 8'
Clairon 4'

Organisti titolariModifica

 
La consolle.

Organo del coroModifica

 
L'organo del coro.
 
La consolle dell'organo del coro.

L'opus 336/324 di Aristide Cavaillé-Coll è l'organo a canne del coro. Esso è situato a pavimento al disotto dell'arcata centrale dell'abside semicircolare della chiesa, in asse con l'altare maggiore barocco.

Lo strumento dispone di 22 registri, per un totale di 24 file, ed è a trasmissione integralmente meccanica. Il materiale fonico è alloggiato all'interno di una cassa lignea squadrata che, sul prospetto rivolto verso il coro e il presbiterio, presenta una griglia finemente intagliata, posta tra due gruppi di canne con bocche a mitria allineate orizzontalmente.[1]

La consolle, indipendente, è fissa, ed è posta lungo l'asse longitudinale della chiesa, rivolta verso il presbiterio; essa dispone di due tastiere di 54 note ciascuna (Do1-Fa5) e pedaliera dritta (leggermente incassata rispetto alla pedana su cui si trova la consolle) di 30 note (Do1-Fa3). I registri sono azionati da tiranti a pomello disposti su più file orizzontali ai lati e al di sopra dei manuali, con i nomi su tondi di porcellana. La disposizione fonica è la seguente:[11]

I - Grand-Orgue
Bourdon 16'
Montre 8'
Salicional 8'
Flûte harmonique 8'
Bourdon 8'
Prestant 4'
Octave 4'
Quinte 2.2/3'
Doublette 2'
Plein-jeu III
Basson 16'
Trompette 8'
Clairon 4'
II - Récit expressif
Flûte traversière 8'
Viole de gambe 8'
Voix céleste 8'
Flûte octaviante 4'
Octavin 2'
Cor anglais 8'
Trompette harmonique 8'
Clarion 4'
Pédale
Soubasse 16'

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g (FREN) Église Saint-Sulpice, Paris, France, su musiqueorguequebec.ca. URL consultato il 17 settembre 2015.
  2. ^ a b c d Daniel Roth, Le Grand Orgue de Saint-Sulpice, su stsulpice.com. URL consultato il 17 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2014).
  3. ^ (DEENFR) Présentation, su danielrothsaintsulpice.org. URL consultato il 17 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).
  4. ^ Chiesa di Saint-Sulpice, su parigi.it. URL consultato il 17 settembre 2015.
  5. ^ P.T.N. Hurtaut, pp. 172-173.
  6. ^ (ENFR) Les Auditions des Grandes Orgues à Saint Sulpice (Paris), su stsulpice.com. URL consultato il 17 settembre 2015.
  7. ^ (FR) Callinet Console (PDF), su stsulpice.com. URL consultato il 17 settembre 2015.
  8. ^ registro ad alta pressione.
  9. ^ Saint-Sulpice, su organsofparis.vhhil.nl. URL consultato il 17 settembre 2015.
  10. ^ a b c (FR) Disposition des claviers du grand orgue de Saint-Sulpice (JPG), su stsulpice.com. URL consultato il 17 settembre 2015 (archiviato dall'url originale l'11 settembre 2016).
  11. ^ a b c (ENFR) Specifications, su stsulpice.com. URL consultato il 17 settembre 2015.
  12. ^ Marcel Dupré, Le grand orgue de Saint-Sulpice, in Rive Gauche, maggio 1966. URL consultato il 17 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  13. ^ Jean Renaud (1933), su plenumorganum.org. URL consultato il 17 settembre 2015.
  14. ^ (FR) Biographie, su louisvierne.org. URL consultato il 17 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  15. ^ (FR) Orgue de tribune : buffet d'orgue, su culture.gouv.fr. URL consultato il 21 settembre 2015.
  16. ^ (FR) Orgue de tribune : partie instrumentale de l'orgue, su culture.gouv.fr. URL consultato il 21 settembre 2015.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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