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Oscin di Corico (o Korikos o Corycos; ... – 28 febbraio 1329) fu Reggente della Piccola Armenia dal 1320 fino alla morte.

Apparteneva al Casato degli Hetumidi, era il figlio di Aitone da Corico[1] signore di Corico poi divenuto monaco e storico, e di Isabella di Ibelin.

BiografiaModifica

Alla morte del padre, nel 1308 divenne signore del porto di Corico.

Sua sorella Isabella fu la prima moglie del re Oscin.

Divenne reggente per il nipote Leone V alla morte del re Oscin d'Armenia, che secondo alcune voci sarebbe stato da lui stesso ad avvelenare.

Durante la sua reggenza il reame subì le razzie dei Mamelucchi, il Papa Giovanni XXII intervenne sollecitando l'Ilkhan ed il re Filippo V di Francia a rendere più sicura la Cilicia armena, ed il reame ottenne una tregua di quindici anni con il sultano Mamelucco An-Nâsir Muhammad.

Oscin aveva fatto di tutto per rinsaldare la sua presa sul giovane re, prima di tutto ne aveva sposato la matrigna, vedova di re Oscin (1320), poi lo aveva costretto a sposare sua figlia (1321), infine fu probabilmente responsabile anche della morte (1323) della sorella di re Oscin, Zabel e di due dei figli di lei: Ugo ed Enrico di Lusignano, al fine di eliminare pretendenti rivali.

Quando Leone raggiunse la maggiore età, nel 1329, si ribellò violentemente contro lo zio ed il 28 febbraio lo fece assassinare insieme a Costantino, Connestabile d'Armenia e signore di Lampron ed alla regina Alice, rispettivamente fratello e figlia di Oscin; la testa di Oscin fu inviata all'Ilkhan e quella di Costantino ad An-Nâsir Muhammad.

Matrimoni e discendenzaModifica

Oscin si sposò due volte:

NoteModifica

  1. ^ Mutafian,  p. 80.
  2. ^ Un passaggio della Cronaca di Giovanni Dardel suggerisce che potrebbero aver avuto un altro figlio, che a sua volta avrebbe generato:
    • Ashot (o Oscin), pretendente al trono d’'Armenia nel 1375, morto dopo il 1387;
    • Maria, moglie del re Costantino VI d'Armenia.

BibliografiaModifica

  • (FR) Claude Mutafian, Le Royaume Arménien de Cilicie, XIIe-XIVe siècle, 2ª ed., Parigi, CNRS Editions, 14 marzo 2002, ISBN 978-2-271-05105-9.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica