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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo palazzo che si trova a Ferrara, vedi Palazzo dei Diamanti.
Palazzo Sansebastiani o Palazzo dei Diamanti
Palazzo Diamanti.jpg
Palazzo Sansebastiani, oggi conosciuto come Palazzo dei Diamanti, Verona.
Localizzazione
StatoItalia Italia
Regioneveneto
LocalitàVerona
Coordinate45°26′25″N 10°59′45″E / 45.440278°N 10.995833°E45.440278; 10.995833Coordinate: 45°26′25″N 10°59′45″E / 45.440278°N 10.995833°E45.440278; 10.995833
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1582
Distruzionesemidistrutto durante l'ultimo conflitto
Ricostruzione1950
Stilerinascimentale
UsoDimora signorile, poi sede dell'Accademia Filotima, quindi sede bancaria ed infine dell'Azienda Gestione Edifici Comunali (AGEC)
Realizzazione
ArchitettoBernardino Brugnoli (incerto)
ProprietarioBanca Cattolica di Verona poi Banca Mutua Popolare di Verona
Committentefamiglia Cappella

Il Palazzo dei Diamanti è un edificio situato in via Enrico Noris, all'angolo con via Anfiteatro, nel centro storico di Verona.

Indice

StoriaModifica

Il Palazzo Sansebastiani, oggi meglio conosciuto come Palazzo dei Diamanti per via delle pietre scolpite a punta di diamante che ne decorano la facciata (come nel più famoso Palazzo dei Diamanti di Ferrara), venne eretto nel 1582. Il progettista fu probabilmente Bernardino Brugnoli. L'edificio venne semi-distrutto dai bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale ma venne poi ricostruito identico all'originale, con la tecnica dell'anastilosi. I lavori si conclusero nel 1950[1]. Oggi il palazzo è sede dell'AGEC[2].

Aspetti architettoniciModifica

L'edificio si presenta con un elegante portale, con colonne di ordine dorico ai lati, vittorie alate nei pennacchi e trabeazioni decorate ma con il frontespizio spezzato, di gusto settecentesco, come le due finestre bifore del piano nobile con capitelli ionici ed archi a tutto sesto.

Particolarità dell'edificio sono il taglio dei diamanti ed il rimbalzo del chiaroscuro nelle cornici interrotte e nel frontespizio spezzato e nei due timpani angolari.

NoteModifica

  1. ^ Touring Veneto, p.148.
  2. ^ Azienda Gestione Edifici Comunali del Comune di Verona, su agec.it. URL consultato il 28 novembre 2015 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2015).

BibliografiaModifica

  • AAVV, L’Italia, Veneto, Milano, Touring Editore, 2005, ISBN 9770390107016.
  • T. Lenotti, Palazzi di Verona, Verona, Vita veronese, 1964.
  • F. Dal Forno, Case e palazzi di Verona, Verona, Banca popolare di Verona, 1973.
  • Notiziario BPV. Numero 3, anno 1998.
  • P. Floder Reitter, Case palazzi e ville di Verona e provincia, Verona, I.E.T. edizioni, 1997.
  • G. Forti, La scena urbana: strade e palazzi di Verona e provincia, Verona, Athesis, 2000.
  • M. Luciolli, Passeggiando tra i palazzi di Verona, Garda, 2003.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàISNI (EN0000 0001 2298 0183 · LCCN (ENno2011087548 · WorldCat Identities (ENno2011-087548