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Parabellum (cartuccia)

Il 7,65 mm Parabellum (sinistra) e due 9 mm Parabellum

Parabellum è l'appellativo dato alle cartucce per arma da fuoco prodotte a cavallo dei secoli XIX e XX dalla azienda tedesca Deutsche Waffen und Munitionsfabriken (DWM).

Indice

EtimologiaModifica

Il termine deriva dalla locuzione latina "Si vis pacem para bellum" (Se vuoi la pace, prepara la guerra), ricavata dall'opera Epitoma rei militaris di Flavio Vegezio Renato, motto della DWM, il cui l'indirizzo telegrafico era appunto: "ParabellumBerlin") dove però l'imperativo del verbo parare (preparare) era ovviamente staccato dal sostantivo bellum (guerra) in caso accusativo.[1]

StoriaModifica

Entrambe le munizioni, la prima nata del 1898, la seconda nel 1902 vennero camerate nelle diverse versioni della celebre pistola semiautomatica Luger P08 progettata sempre da Georg Luger, venduta con il nome commerciale di "Pistole Parabellum" ma che in seguito fu nota più spesso, come è avvenuto con le due munizioni, con il solo cognome del progettista, "Luger" appunto.

Con il tempo però le due parole di tale motto finirono per fondersi in un'unica tanto da definire una tipologia di armamento; ciò è avvenuto con la munizione 7,65 × 21 mm (7,65 mm Parabellum) ideata da Georg Luger per DWM (chiamata in alcuni casi .30 Luger o 7,65 mm Luger a seconda che si adotti il sistema di misura imperiale o metrico) e per la successiva munizione 9 × 19 mm (9 mm Parabellum, oppure 9 mm Luger) ideata sempre da Georg Luger per DWM sulla base della munizione precedente.

La munizione 7,65 parabellum derivava a sua volta dalla 7,65 Borchardt, riferita all'omonima pistola semiautomatica; nel 1902 i tecnici della DWM modificarono il bossolo allargandone il colletto a 9 mm, accorciandolo da 21 a 19 mm, ed inserendovi una palla mantellata calibro 9. La munizione, che fu subito camerata dalla pistola "Parabellum", divenne universalmente nota come "9mm Parabellum".

Altri utilizzi del termineModifica

Riferito alle armi può trattarsi della Luger P08 o della Parabellum MG 14

I soldati del regio esercito italiano, durante la seconda guerra mondiale utilizzarono il termine per identificare un mitra in dotazione all'esercito dell'Unione sovietica: il PPSh-41.

Nel mondoModifica

Il fatto che il calibro 9 Parabellum (9 × 19 mm) sia nato per scopi militari all'inizio del XX secolo non significa che oggi abbia destinazione esclusivamente militare. La maggior parte dei produttori occidentali di armi corte ha in catalogo almeno una versione camerata con questa munizione, l'appellativo Parabellum, come spiegato sopra, non ne definisce infatti la vocazione.

ItaliaModifica

In Italia il calibro 9 mm Parabellum, insieme al 7,62 × 51 mm NATO e 5,56 × 45 mm NATO è stata una munizione destinata per anni esclusivamente alle sole forze di polizia e militari; il 7,65 mm Parabellum è invece stato disponibile anche in ambito civile, e fino agli anni ottanta è stata la più potente cartuccia per pistola semiautomatica detenibile dai privati cittadini muniti di licenze di porto d'armi.

Prima della Seconda Guerra Mondiale, la differenza di calibro tra le nostre pistole di ordinanza (principalmente la Beretta mod 34 in calibro 9 corto) e i moschetti automatici (soprattutto il MAB 38 Beretta e varianti) permise di sviluppare una munizione 9 mm parabellum specificamente dedicata all'uso delle armi lunghe: il 9 mm "M38" che era mediamente del 20% più performante dei 9 mm parabellum esteri (soprattutto tedeschi ed inglesi).

Paradossalmente, sempre in Italia ebbe origine una 9 parabellum depotenziata: era la "9mm Glisenti", camerata nelle omonime pistole Glisenti M1910 e Brixia 1912 (armi caratterizzate da una chiusura metastabile piuttosto fragile e quindi inadatte a sparare munizioni 9 parabellum a piena potenza), nella celebre pistola mitragliatrice "Villar Perosa", nel moschetto automatico Beretta mod 1918 (detto anche "siringa") e nella pistola semiautomatica Beretta mod 23 (adottata dalla Milizia Forestale). Il 9 mm glisenti era virtualmente intercambiabile con il 9 mm Parabellum, ma sensibilmente meno performante.

La prima pistola italiana ad essere camerata in 9 mm Parabellum fu la Beretta mod 38 (dotata di semplice chiusura a massa), che non vide mai la luce se non a livello di prototipo, e successivamente la Beretta mod. 51 (adottata dalla Polizia Stradale); fino all'adozione della serie 92, negli ultimi anni settanta, quando prima nelle versioni S, SB ed infine F ed FS gradualmente sostituì la Beretta 34 nelle dotazioni di Esercito e Forze di Polizia.

La liberalizzazione graduale dei "calibri 9" in ambito civile cominciò nei primi anni ottanta con il 9x18 (o 9 ultra o 9 police), seguito dal 9x17 o 9 corto (9 browning short o. 380 ACP), fino a giungere alla creazione e catalogazione dell'alternativa italiana al 9 mm parabellum, cioè il "9mmx21 IMI",

La cartuccia 9 mm Parabellum è stata invece per anni disponibile al pubblico come 9 mm Luger (unicamente con palla in piombo nuda, come previsto dal catalogo nazionale nelle schede delle armi che la cameravano), nei due revolver detenibili in tale calibro, gli Smith & Wesson mod 547 e 940.

NoteModifica

  1. ^ Patrick Sweeney, Gun Digest Big Fat Book of the .45 ACP, Gun Digest Books, 17 novembre 2009, p. 33, ISBN 978-1-4402-0219-3. URL consultato il 17 dicembre 2011.
    «Georg Luger looked at his design, took the .30 Luger case and expanded it to hold a 9mm bullet. ... From the Latin phrase Si vic pacem, para bellum came parabellum. Translated it means "If you desire peace, prepare for war.».

BibliografiaModifica

  • Musciarelli L., Dizionario delle Armi, Milano, Oscar Mondadori, 1978
  • Edoardo Mori, Sintesi del diritto alle armi
  • earmi.it.

Voci correlateModifica