Parco naturale regionale di Tepilora, Sant'Anna e Rio Posada

area naturale protetta della Sardegna
Parco naturale regionale di Tepilòra
Torpè, lago del Posada (03).jpg
Rio Posada - Lago di Torpè
Tipo di areaParco regionale
StatiItalia Italia
RegioniSardegna Sardegna
ProvinceNuoro Nuoro
ComuniBitti, Lodè, Torpè e Posada
Superficie a terra7.877,81 ha
Provvedimenti istitutiviL.R. n° 21 del 24 ottobre 2014
GestoreEnte Parco di Tepilora
PresidenteRoberto Tola (sindaco di Posada)
Mappa di localizzazione
Sito istituzionale

Coordinate: 40°37′43″N 9°29′19.82″E / 40.628611°N 9.488839°E40.628611; 9.488839

Il Parco naturale regionale di Tepilòra è un'area naturale protetta della Regione Autonoma della Sardegna istituita nel 2014. Il 14 giugno 2017 l'area del Parco, con l'aggiunta dei territori di altri 13 Comuni tra Barbagia, Baronia e Bassa Gallura, ha ottenuto dall’Unesco il riconoscimento di Riserva della biosfera.[1] In Italia esistono 17 Riserve di Biosfera, mentre la Riserva di Biosfera MaB UNESCO di Tepilòra, Rio Posada e Montalbo è l'unica presente in Sardegna.

TerritorioModifica

 
Sito archeologico di Romanzesu (Bitti)

Il parco si trova nel nord-est della Sardegna, nella provincia di Nuoro, ed interessa i comuni di Bitti, Lodè, Torpè e Posada. Il territorio si sviluppa su un'area di elevato valore naturalistico di circa 8.000 ettari che comprende la montagna di Tepilora (528 m slm), la foresta demaniale di Crastazza-Tepilora e parte della foresta demaniale di Sos Littos-Sas Tumbas nel territorio del comune di Bitti, il complesso forestale di Sant'Anna nel comune di Lodè, la foresta demaniale di Usinavà nel comune di Torpè, lo stagno Longu ed il corso del rio Posada fino alla sua foce nel comune di Posada.[2] Il punto più alto del parco è il colle di Nodu Pedra Orteddu presso Bitti. In un'area poco distante dai confini dal parco, nel territorio di Bitti, si trova il Complesso nuragico di Romanzesu.

FloraModifica

 
Alaterno

Il bioma prevalente nel territorio è quello della foresta mediterranea di sclerofille. La specie arborea più significativa è il leccio (Quercus ilex). Il sottobosco è caratterizzato da arbusti sempreverdi quali il corbezzolo (Arbutus unedo), l’alaterno (Rhamnus alaternus), e l'ilatro (Phillyrea latifolia). Altre specie significative sono: l'olivastro (Olea europaea varietà Sylvestris), il rosmarino (Rosmarinus officinalis), il mirto (Myrtus communis), l'ilatro a foglie strette (Phillyrea angustifolia), le tamerici, le eriche (Erica arborea e Erica scoparia), e l’euforbia arborea (Euphorbia dendroides).

FaunaModifica

 
Cinghiale sardo

Le specie animali presenti nel territorio sono quelle tipiche della macchia mediterranea sarda. Fra i mammiferi troviamo quindi il muflone (Ovis musimon), il cinghiale (Sus scrofa meridionalis), la lepre sarda (Lepus capensis mediterraneus), la volpe (Vulpes vulpes ichnusae) e il gatto selvatico (Felis lybica sarda).
Fra gli uccelli si trovano l’aquila reale (Aquila chrysaetos) che nidifica presso il colle Tepilora, il falco pellegrino (Falco peregrinus), lo sparviero (Accipiter nisus) e la poiana (Buteo buteo arrigonii).

Nel 2018, alcuni esemplari di aquila del Bonelli provenienti dalla Spagna, sono stati qui liberati, con l'intento di ripopolare l'isola[3][4].

NoteModifica

  1. ^ 23 new sites added to UNESCO’s World Network of Biosphere Reserves, UNESCO. URL consultato il 17 giugno 2017.
  2. ^ Legge regionale 24 ottobre 2014, n. 21 (PDF), Regione Autonoma della Sardegna, p. 1. URL consultato il 16 giugno 2017.
  3. ^ Aquila del Bonelli in Sardegna, su sardegnaambiente.it, 11 aprile 2018.
  4. ^ Aquile Bonelli liberate in Sardegna, su ansa.it, 19 settembre 2018.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica