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Il Patto bahá'í si riferisce a due accordi separati e vincolanti tra Dio e l'uomo[1]. In generale il Patto, in senso religioso, è l'accordo stipulato tra Dio e l'uomo, dove all'uomo è richiesto un determinato comportamento e in cambio riceve da Dio benevolenza e benedizione.

Il concetto di Patto tra Dio e uomo si ritrova in diversi testi sacri compresa la Bibbia con il Patto biblico[2].

Nella religione bahai si distingue il Patto maggiore, stipulato tra le Manifestazioni di Dio e i fedeli in ordine alle rivelazioni che si sarebbero succedute secondo il principio della rivelazione progressiva, dal Patto minore che riguarda il riconoscimento della successione nella leadership della religione dopo il trapasso di Bahá'u'lláh[1].

Simbolo del Più Grande Nome[3]

Patto maggioreModifica

Il Patto maggiore è quello che intercorre tra ogni Manifestazione di Dio e i fedeli in ordine al riconoscimento delle successive Manifestazioni di Dio e delle loro rivelazioni[1].

Secondo Bahá'u'lláh, il fondatore della religione Bahá'í, Dio ha promesso che avrebbe inviato una successione di suoi Messaggeri o Manifestazioni per istruire l'umanità[2].

Per la fede Bahá'í questo Patto è espresso come profezia nei testi sacri di ogni religione e tutti i profeti, come Abramo, Mosè, Gesù, Maometto, il Báb e Bahá'u'lláh sono le manifestazioni di Dio che si succedono progressivamente, l'uno all'altro, in rapporto con lo sviluppo del genere umano[1].

Manifestazioni di DioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Manifestazioni di Dio.

Nel credo bahai Dio è unico ed eterno, creatore di tutte le cose, di tutte le creature e di tutte le forze dell'universo[4]

Sebbene inaccessibile direttamente, Dio dialoga con l'umanità, sua creazione, attraverso una serie successiva di Messaggeri che sono le sue Manifestazioni[5].

Questi Messaggeri o Manifestazioni, intermediari diretti tra Dio e l'uomo, fissano i principi religiosi nel mondo.[6]

«Un mediatore è necessario fra l'uomo e il Creatore; uno che riceve appieno la luce dello Splendore Divino e l'irradia all'umanità, così come l'atmosfera riceve e diffonde il calore dei raggi solari. Se l'uomo desidera conoscere Iddio deve prima cercarlo nello specchio perfetto: Cristo o Bahá'u'lláh. In ciascuno di questi specchi egli troverà riflesso il Sole della Divinità.»

([7])

Le Manifestazioni non sono delle incarnazioni di Dio né e delle persone comuni, ma, secondo la concezione bahai, delle persone perfette che rispecchiano la grandezza di Dio, i suoi attributi, la sua volontà e la sua conoscenza: essi hanno corpo umano e ruolo divino.

Le Manifestazioni di Dio sono, in sostanza, degli educatori divini che trasmettono all'uomo la volontà di Dio, i suoi insegnamenti, la sua religione e le sue leggi.

«La persona della Manifestazione è sempre stata il rappresentante e il portavove di Dio. Essa, in verità, è l'Alba dei più eccellenti titoli di Dio.»

([8])

Rivelazione progressivaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Rivelazione progressiva.

La rivelazione progressiva è uno dei punti centrali della religione bahai, ossia i dettami religiosi vengono rivelati da Dio progressivamente e ciclicamente, dai vari Messaggeri o Manifestazioni che si susseguono, in rapporto alle epoche in cui appaiono[9][10].

Viene riconosciuta, così, l'origine divina delle rivelazioni che si sono succedute nel passato fino a quella più recente di Bahá'u'lláh e di quella che verrà dopo di Lui[9].

«Oh genti! Le parole sono rivelate in rapporto alla capacità d'intendere, di modo che i principianti possano fare progressi.»

([11])

Dio è uno e senza tempo ma le sue varie Manifestazioni, che si succedono, ne esprimono la Verità all'umanità secondo lo stadio da questa raggiunto, senza che con ciò vengano negate o sminuite le rivelazioni precedenti, espressioni anch'esse di un'unica verità manifestata in forme diverse[12].

«La forma esteriore cambia d'epoca in epoca, ma ciascuna rivelazione è il compimento della precedente; esse non sono separate o incongruenti, ma rappresentano differenti stadi storici della vita della Religione unica.»

([13])

CorrispettivoModifica

Nella religione bahai il corrispettivo per gli uomini della promessa di Dio di inviare continuamente propri Messaggeri o Manifestazioni è costituito da un duplice obbligo[2].

Le due obbligazioni sono: riconoscere e accettare la nuova Manifestazione quando arriva, obbedirle e attuare gli insegnamenti che essa porta. I due obblighi sono strettamente collegati e non possono pescindere l'uno dall'altro[2].

Patto minoreModifica

Il patto minore riguarda la successione nella leadership della religione[1], e si pone come un potente strumento per la difesa dell'unità della fede bahai e dei suoi fedeli[1].

Kitáb-i-`AhdModifica

Bahá'u'lláh ha stabilito la sua successione in un documento chiamato Kitáb-i-`Ahd, scritto da Lui stesso e consegnato al figlio 'Abdu'l-Bahá prima del suo trapasso[14].

In questo documento Bahá'u'lláh, dopo avere ribadito la sua missione di Messaggero di Dio, ha riservato in maniera esplicita la sua successione a 'Abdu'l-Bahá che chiama il più potente Ramo, il Centro del mio Patto[14][15].

Nel suo testamento Bahá'u'lláh dice, per dopo il suo trapasso:

«...volgete i vostri visi verso Colui ('Abdu'l-Bahá) che è da Dio destinato e che è derivato da questa Radice Vetusta [...] il più Grande Ramo

([16])

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f Peter Smith, Covenant, in A concise encyclopedia of the Bahá'í Faith, Oxford, Oneworld Publications, 2000, pp. p. 114, ISBN 1-85168-184-1.
  2. ^ a b c d Hatcher, W.S., & Martin, J.D., The Bahá'í Faith: The Emerging Global Religion, San Francisco, Harper and Row, 1998, pp. 127–130, ISBN 0-87743-264-3.
  3. ^ Questo simbolo si trova all'apice interno della cupola del Tempio di Wilmette, Illinois.
  4. ^ The Bahá'í Faith, in Britannica Book of the Year, Chicago, Encyclopaedia Britannica, 1988, ISBN 0-85229-486-7.
  5. ^ Manfred Hutter, Bahā'īs, in Ed. Lindsay Jones (a cura di), Encyclopedia of Religion, vol. 2, 2nd ed., Detroit, Macmillan Reference USA, 2005, pp. p737-740, ISBN 0-02-865733-0.
  6. ^ Juan Cole, The Concept of Manifestation in the Bahá'í Writings, in Bahá'í Studies, monograph 9, 1982, pp. 1–38.
  7. ^ 'Abdu'l-Bahá, ex Bahá'u'lláh e la nuova era, pp 119-120, J. E. Esslemont, op. cit. in bibliografia
  8. ^ Bahá'u'lláh, Spigolature, p. 78, op. cit. in bibliografia
  9. ^ a b Peter Smith, Progressive revelation, in A concise encyclopedia of the Bahá'í Faith, Oxford, Oneworld Publications, 2000, pp. p. 276-277, ISBN 1-85168-184-1.
  10. ^ Shoghi Effendi, Bahá'í Administration, Wilmette, Illinois, USA, Bahá'í Publishing Trust, 1974, p. 185, ISBN 0-87743-166-3.
  11. ^ 'Abdu'l-Bahá, ex Bahá'u'lláh e la nuova era, p. 158, J. E. Esslemont, op. cit. in bibliografia
  12. ^ Zaid Lundberg, Baha'i Apocalypticism: The Concept of Progressive Revelation, Department of History of Religion at the Faculty of Theology, Lund University, 1996-05. URL consultato il 25 novembre 2006.
  13. ^ J. E. Esslemont, Op. cit., p. 159
  14. ^ a b Peter Smith, Covenant, Book of the, in A concise encyclopedia of the Bahá'í Faith, Oxford, Oneworld Publications, 2000, pp. p. 114-115, ISBN 1-85168-184-1.
  15. ^ A. Taherzadeh, The Revelation of Bahá'u'lláh, Volume 2: Adrianople 1863-68, Oxford, UK, George Ronald, 1987, p. 389, ISBN 0-85398-071-3.
  16. ^ Bahá'u'lláh, ex J. E Esslemont, Op. cit., p. 166

BibliografiaModifica

  • Dr. Youness Afroukhteh, Memories of Nine Years in 'Akká, Oxford, UK, George Ronald, 2003 [1952], ISBN 0-85398-477-8.
  • D. Hofman, Commentary on the Will and Testament of 'Abdu'l-Bahá, Oxford, UK, George Ronald, 1982, ISBN 0-85398-158-2.
  • A. Taherzadeh, The Child of the Covenant, Oxford, UK, George Ronald, 2000, ISBN 0-85398-439-5.
  • A. Taherzadeh, The Covenant of Bahá'u'lláh, Oxford, UK, George Ronald, 1992, ISBN 0-85398-344-5.
  • J. E. Esslemont, Bahá'u'lláh e la nuova era. Roma, Bahai ed., 1954.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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