Apri il menu principale
Pescarenico
Lecco, Pescarenico.jpg
Veduta della zona vecchia a ridosso del fiume Adda
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
ProvinciaLecco Lecco
CittàLecco
Abitanti2 988 ab.
PatronoSanti Materno e Lucia

Coordinate: 45°50′43.08″N 9°23′58.99″E / 45.8453°N 9.39972°E45.8453; 9.39972

«È Pescarenico una terricciola, sulla riva sinistra dell'Adda, o vogliam dire del lago, poco discosto dal ponte: un gruppetto di case, abitate la più parte da pescatori, e addobbate qua e là di tramagli e di reti tese ad asciugare.»

(Alessandro Manzoni, I promessi sposi, cap. 4)

Pescarenico (Pescarenech in dialetto lecchese) è un rione di Lecco, posto sulla riva sinistra dell'Adda, nel tratto compreso fra il termine del ramo lecchese del lago di Como e il piccolo lago di Garlate.

StoriaModifica

Nel secolo XVII costituiva un villaggio ai cui abitanti era concesso il diritto di pesca nel tratto fluviale prospiciente il paese, ricco in fauna ittica. Le barche dei pescatori venivano tirate a secco nell'approdo vicino a piazza Era, che era la piazza del quartiere.[1]

Nel 1576 alla presenza del governatore spagnolo Mendoza, cavaliere di Sant'Jago e governatore della piana di Lecco, venne costruito un convento di cappuccini per adempiere ad una loro richiesta di avere un altro convento oltre ai loro conventi di Bergamo, Domaso e Como, secondo gli storici L. Gualtieri di Brenna e Cesare Cantù il governatore in persona «...andò in giro col bacile a raccogliere limosine per quell'edilìzio. E si perpetuò l'usanza che ogni anno le parrocchie del Territorio, alle rogazioni e a san Francesco, venisser processionalmente al convento a far un'offerta, e udire la messa cantata dal prevosto di Lecco; finché uno di questi, che poco se la dicea coi frati, interruppe la consuetudine».[2]

Questo convento venne danneggiato da un terremoto, senza esserne distrutto, la notte del 12 giugno 1646, secondo l'elenco dei terremoti storici compilato da Mercalli (1888).[3] Accanto al convento venne eretta la chiesa conventuale, dedicata, come il convento, a San Francesco. Il complesso venne affidato ai frati francescani, i quali lo adibirono ad alloggio per i confratelli provenienti da Bergamo che si recavano a Como o Domaso.

Nel 1810 il convento fu soppresso per volere di Napoleone Bonaparte e la chiesa venne riattata, specie nella facciata, attribuita all'architetto Giuseppe Bovara, e dedicata a San Materno, associato più tardi a Lucia, presumibilmente in omaggio al Manzoni. Tra i documenti del Ducato di Milano, Pescarenico risulta parte del comune di Lecco già dal 1757[4].

Luogo manzonianoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Luoghi manzoniani, I promessi sposi e Addio ai monti.
 
Gerolamo Induno veduta di Pescarenico

È l'unico luogo di Lecco citato esplicitamente da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi. A Pescarenico lo scrittore ubicò il convento dei Cappuccini in cui vivevano Fra Cristoforo e fra Galdino e da questo paesino, nella vicinanza della foce del Bione (un piccolo torrente che scorre in zona finendo nell'Adda) si allontanerà in barca Lucia per fuggire dalle mire di Don Rodrigo.

Sempre di Pescarenico è il pesciaiolo che porterà ad Agnese e Lucia notizie del loro paese natale, quando queste erano rifugiate a Monza.

Sagra de PescarenechModifica

È una sagra che si tiene annualmente durante il mese di luglio, con i tornei di calcio e pallavolo, serate danzanti in oratorio, regata dei batei e delle lucie.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ rione di Pescarenico Archiviato il 19 dicembre 2013 in Internet Archive.
  2. ^ L. Gualtieri di Brenna, Cesare Cantù, Grande illustrazione del Lombardo-Veneto: ossia, Storia delle città, dei borghi, comuni, castelli, Volume 3, Società editrice A. Tranquillo Ronchi, 1858, p. 975
  3. ^ (EN) Julien Fréchet, Mustapha Meghraoui, Massimiliano Stucchi, Historical Seismology: Interdisciplinary Studies of Past and Recent Earthquakes, Springer, 2008, p. 109
  4. ^ comune di Pescarenico sec. XIV - 1757, lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 5 settembre 2013.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica