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Descrizione della famigliaModifica

CarpoforoModifica

Alcune specie sono del tipo "a mensola", mentre altre posseggono cappello e gambo.

ImenioModifica

Sono funghi provvisti di tubuli[2] che non si staccano dalla carne del cappello, caratteristica che li contraddistingue dalle Boletaceae, in cui invece sono facilmente separabili.

Sulla superficie inferiore i pori presentano un aspetto vario a seconda del genere (poligonali, tondeggianti, labirintiformi).

CarneModifica

La maggior parte dei generi annovera specie lignicole, di consistenza variabile, dal carnoso e tenero fino al legnoso-suberoso.[2]

SporeModifica

Ialine, lisce o verrucose, amiloidi e non amiloidi, da bianche a ocracee.

Distribuzione e habitatModifica

I funghi di questa famiglia vivono come parassiti oppure come saprofiti su tronchi di alberi morti.[2]

Commestibilità dei generiModifica

Trascurabile.
Pochi generi annoverano specie commestibili; comunque non risultano specie tossiche.

Generi di PolyporaceaeModifica

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Polyporaceae, in Index Fungorum, CABI Bioscience.
  2. ^ a b c Poliporacee, su treccani.it. URL consultato il 28 gennaio 2015.

BibliografiaModifica

  • Fries, E.M. (1815). Observationes Mycologicae 1: 230 p. Copenhagen: G. Bonnier.
  • Fries, E.M. (1821). Systema Mycologicum 1: 520 p. Lund: Ex Officina Berlingiana.

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