Apri il menu principale

Pomodoro blu

nome di cultivar di pomodoro con alto contenuto di antociani nella buccia o nella polpa
Varietà di pomodoro blu (P20) ottenuta dalla Oregon State University

I pomodori blu (o pomodori neri, o pomodori viola; blue/black/purple tomato nella letteratura scientifica internazionale) sono cultivar di pomodoro prodotte mediante tecniche di selezione e miglioramento genetico al fine di ottenere, dai frutti, la produzione di grandi quantità di antociani, una classe di pigmenti idrosolubili appartenente alla famiglia dei flavonoidi[1], responsabili della colorazione scura di molti frutti blu o viola, come le more, i mirtilli, e i frutti di aronia.

L'interesse alimentare per specie vegetali ricche di antociani deriva dal fatto che esistono ricerche scientifiche che sembrano suggerire l'esistenza di benefici alla salute umana[2] dovuti alle proprietà degli antiossidanti. Uno studio pubblicato nel 2008 su Nature Biotechnology ha correlato il consumo di pomodori ad alto tenore di antocianine con un incremento del 30% nell'aspettativa di vita di topi resi inclini al cancro a seguito di privazione della proteina TRP53[2][3].

Alcune di queste varietà di pianta hanno già raggiunto il mercato, con vari nomi commerciali, come "Indigo Rose" e "SunBlack". "SunBlack, in particolare, è nato dal progetto "Tom-Antho", risultato di una collaborazione tra la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, l'Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, l'Università di Modena e Reggio Emilia, e l'Università di Pisa[4][5].

Indice

Cultivar ottenute con sistemi convenzionali di miglioramento geneticoModifica

Sebbene i pomodori, in genere, siano in possesso dei geni per produrre antocianine, di solito tali geni non sono espressi nei frutti delle varietà commerciali. Il risultato è che la presenza dei pigmenti è limitata a foglie e steli, cioè a parti non edibili della pianta, che non possono fornire apporti e benefici alla salute umana attraverso l'alimentazione. Proprio per questo motivo, un gruppo di ricerca della Oregon State University ha prodotto pomodori blu attraverso tecniche convenzionali di miglioramento genetico, attraverso l'impollinazione incrociata di pomodori domesticati con varietà selvatiche che posseggono l'allele Aft ("Anthocyanin fruit")[6]. Già dalla stagione agricola del 2012, i semi di tali piante ottenuti dalla Oregon State University sono stati resi disponibili sul mercato sotto il nome di "Indigo Rose". Il colore blu è dovuto soprattutto alla presenza dell'antocianina petunidina sull'esterno del pomodoro, laddove il frutto è esposto a luce solare diretta[7] Le parti del frutto schermate dalla luce solare sono verdi quando il frutto è acerbo, rosse quando giunge a maturazione, mente l'interno è rosso o rosa intenso. I frutti sono piccoli, del diametro di circa 5 centimetri, rotondi, e crescono in gruppi di da 6 a 8 pomodori. IL sapore è descritto come acidulo. Le piante sono definite di portamento indeterminato ma compatto e resistenti alle malattie. Nonostante la concentrazione di antocianine sia molto bassa se paragonata a quella dei frutti di altre piante, come i mirtilli, i pigmenti migliorano la resistenza del frutto al fungo Botrytis cinerea[8].

Scienziati israeliani hanno anche ottenuto un varietà di pomodoro colorato da antocianina, chiamata Black Galaxy, utilizzando tecniche convenzionali[9]

Varietà ottenute con tecniche di ingegneria geneticaModifica

Le cultivar dal frutto scuro ottenute con tecniche convenzionali sono simili alle varietà blu sviluppate presso il John Innes Centre, nel Regno Unito, utilizzando tecniche di ingegneria genetica del DNA ricombinante, introducendo geni provenienti da Antirrhinum majus (bocche di leone) e Arabidopsis[10] (arabetta) per aumentare i livelli di antocianina[11][12] Mentre sia le cultivar tradizionali, sia quelle OGM, esibiscono espressione genica alterata dello stesso fattore di trascrizione della classe MYB che controlla la biosintesi delle antocianine, la varietà transgenica ha la caratteristica di produrre i pigmenti anche nella polpa del frutto oltre che sulla buccia. Ne risulta una concentrazione di cento volte più alta di antocianine nei frutti OGM rispetto a quelli ottenuti con tecniche tradizionali[3].

Gli inventori del pomodoro blu transgenico, Jonathan Jones e Cathie Martin, per commercializzare varietà commerciali da utilizzare in agricoltura, hanno fondato una società chiamata Norfolk Plant Sciences, spin-off del John Innes Centre e del Sainsbury Laboratory[13]. Attraverso incroci, si è provveduto a incrociare i tratti genetici ottenuti con una cultivar commerciale di pomodoro: la scelta è caduta sulla varietà denominata Ohio 8243, scelta per la sua adattabilità alla coltivazione sia in Ohio sia in California e perché ben adatta all'estrazione del succo e altri processi di lavorazione agroalimentari[10].

 
Cherokee purple, una cultivar il cui colore scuro è dovuto a un processo del tutto diverso

Hanno poi stabilito una partnership con una società canadese chiamata New Energy Farms al fine di portare avanti un vasto raccolto di pomodoro blu OGM dal quale ottenere succo di pomodoro in quantità sufficiente a poter condurre dei test clinici al fine di ottenere una regolare approvazione[14][15].

Differenze da altre cultivar scureModifica

I pomodori contenente antociani non vanno confusi con molte altre cultivar di pomodoro i cui nomi sottolineano l'aspetto esteriore di colore scuro: tra queste varietà, vi sono il Nero di Crimea e il Cherokee purple.

Le colorazioni di questo tipo, tuttavia, sono il risultato di un processo del tutto differente, nel quale la clorofilla non è degradata in modo efficiente, con conseguente accumulo del pigmento feofitina nel frutto[16]. Questo pigmento, combinato con altri carotenoidi nel frutto, compreso il beta-carotene e il licopene, conferisce un colore nero o marrone al frutto.

NoteModifica

  1. ^ (EN) anthocyanins, International Union of Pure and Applied Chemistry, Compendium of Chemical Terminology (IUPAC Gold Book). URL consultato il 14 giugno 2015.
  2. ^ a b Silvia Gonzali, Andrea Mazzucato, Pierdomenico Perata, Purple as a tomato: towards high anthocyanin tomatoes (PDF), in Trends in Plant Science, vol. 14, nº 5, 2009, p. 237, DOI:10.1016/j.tplants.2009.02.001 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).
  3. ^ a b Eugenio Butelli, Lucilla Titta, Marco Giorgio, Hans-Peter Mock, Andrea Matros, Silke Peterek, Elio G W M Schijlen, Robert D Hall, Arnaud G Bovy, Jie Luo1 & Cathie Martin, Enrichment of tomato fruit with health-promoting anthocyanins by expression of select transcription factors, in Nature Biotechnology, vol. 26, nº 11, novembre 2008, pp. 1301–1308, DOI:10.1038/nbt.1506, PMID 18953354.
  4. ^ In commercio il “SunBlack", “pomodoro nero" non OGM ricco di antociani che combattono i radicali liberi Archiviato l'11 aprile 2015 in Internet Archive., Rassegna stampa della Scuola superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant'Anna, 7 aprile 2014.
  5. ^ Sun Black. Comunicato stampa, Università degli Studi della Tuscia,
  6. ^ (EN) OSU Researchers add Potential Health Benefits to Tomatoes, Oregon State University, 19 febbraio 2004.
  7. ^ Purple tomato Faq
  8. ^ Bassolino, L., Zhang, Y., Schoonbeek, H., Kiferle, C., Perata, P., Martin, C., Accumulation of anthocyanins in tomato skin extends shelf life, in New Phytologist, vol. 200, nº 3, 2013, pp. 650–655, DOI:10.1111/nph.12524, PMID 24102530.
  9. ^ Israeli scientists breed 'Black Galaxy' tomato | Daily Mail Online
  10. ^ a b (EN) Purple Tomatoes and Health, su Norfolk Plant Sciences. URL consultato il 7 giugno 2015.
  11. ^ Silvia Gonzali, Andrea Mazzucato, Pierdomenico Perata, Purple as a tomato: towards high anthocyanin tomatoes (PDF), in Trends in Plant Science, vol. 14, nº 5, 2009, DOI:10.1016/j.tplants.2009.02.001 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).
  12. ^ (EN) Purple tomato 'may boost health', in Health (BBC News online), 26 ottobre 2008. URL consultato il 15 giugno 2015.
  13. ^ About Norfolk Plant Sciences Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  14. ^ Clive Cookson, Purple tomato juice from Canadian GM crop heads for trial in UK, Financial Times, 24 gennaio 2014.
  15. ^ Press Release: Bumper harvest for GM purple tomatoes Archiviato il 13 agosto 2014 in Internet Archive., John Innes Centre, 25 gennaio 2014
  16. ^ Mes P, Boches P, Myers J, Durst R, Characterization of tomatoes expressing anthocyanin in the fruit, in Journal of the American Society for Horticultural Science, vol. 133, nº 2, 2008, pp. 262–269.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica