Radio Belgique

Radio Belgique
Radio België
Plaquette BBC - 04-09-1944 - Radio Belgique.jpg
Lo staff di Radio Belgique in una foto della BBC. Victor de Laveleye si trova all'estrema sinistra in basso.
PaeseBelgio Belgio
Linguafrancese e olandese
Data di lancio28 settembre 1940[1]
Data di chiusura16 settembre 1944
EditoreBBC
MottoIci Radio Belgique! Hier, Radio België![2]

Radio Belgique (in francese, nota anche come Radio België in fiammingo e Radio Belgium in inglese) fu una radio che trasmetteva da Londra nel Belgio occupato dalla Germania nazista durante la seconda guerra mondiale. Era realizzata con la collaborazione del Governo in esilio del Belgio e faceva parte dei servizi europei della BBC.

AntefattoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Invasione tedesca del Belgio.

Il 10 maggio 1940, il Belgio neutrale venne invaso dall'esercito tedesco. Dopo 18 giorni di combattimenti, l'esercito belga e il re Leopoldo III si arresero e il paese passò sotto occupazione tedesca. Il Governo si trasferì, prima in Francia e poi nel Regno Unito, dove venne costituito un governo in esilio aLondra. La radio nazionale belga, RTBF, sabotò i suoi trasmettitori e fu messa al bando dai tedeschi[3] anche se diversi dipendenti dell'azienda seguirono il governo a Londra.[4]

Radio BelgiqueModifica

La Radio Belgique venne costituita il 28 settembre 1940 e tramettva in francese e olandese.[5] Il servizio in francese venne posto sotto il controllo di Victor de Laveleye (un ex ministro liberale del governo belga), mentre Jan Moedwil era a capo del servizio in olandese.[5] Un'agenzia di stampa, INTERBEL, fu fondata per la radio, come continuazione della Belga anteguerra.[5]

Il 14 gennaio 1941, l'ex ministro belga Victor de Laveleye, noto per aver lanciato la campagna V per la Vittoria, divenne l'annunciatore della Radio Belgique in lingua francese ed iniziò ad incoraggiare l'uso del simbolo V nel Belgio occupato.[5][6] Egli inventò uno degli slogan più popolari della stazione radio, "Avremo i crucchi".[7][8] Nel 1942, Charles de Gaulle parlò alla Radio Belgique, celebrando l'amicizia franco-belga.[9]

Anche se vietata dalla Germania occupante, Radio Belgique era ascoltata dalla maggioranza dei belgi, ben più delle stazioni omologate Radio Bruxelles che trasmetteva la propaganda tedesca.[10] Il giornalista e membro della resistenza belga, Paul Lévy lavorò nella Radio Belgique.

I programmi della Radio Belgique erano trasmessi sia in francese che in olandese. All'inizio venivano trasmessi dalle 21:00 alle 21:15 ogni sera in francese e in olandese a giorni alterni, ma dalla primavera del 1941, venne realizzata una edizione diurna alle 17:30 con almeno una edizione giornaliera per ogni lingua. Dal marzo 1943, la BBC trasmise programmi giornalieri da Radio Belgique alle 19:15 (in francese) e alle 20:30 (in olandese).

Risposta tedescaModifica

Riconoscendo l'effetto potenziale che avrebbe potuto avere sul proprio controllo delle informazioni nel paese occupato, i tedeschi crearono rapidamente stazioni radiofoniche collaborazioniste, rivolte anche ad un pubblico belga, utilizzando i rimanenti trasmettitori rimasti attivi della RTBF,[3] la francofona Radio Bruxelles e la olandese Zender Brussel.[5] I tedeschi misero in atto dei disturbi elettronici per bloccare la ricezione Radio Belgique e la dichiararono illegale nel dicembre 1940.[5]

Radiodiffusion National BelgeModifica

Verso la fine della seconda guerra mondiale, il governo belga creò una nuova radio, la Radiodiffusion National Belge (RNB), che trasmetteva da Londra, New York e in ultimo da Kinshasa nel Congo Belga.[5] Tuttavia, giunse in Belgio soltanto nel settembre 1944 durante la liberazioni e subito dopo cessarono le trasmissioni di Radio Belgique.[5]

NoteModifica

  1. ^ Tinou Dutry-Soinne, Les Méconnus de Londres: Journal de Guerre d'une Belge, 1940–1945 (vol. 1), Brussels, Racine, 2006, p. 114, ISBN 2-87386-483-4.
  2. ^ Laporte Christian, LE V-Brevet Belge Signe Victor de Laveleye, in Le Soir, 1º settembre 1994. URL consultato il 26 agosto 2013.
  3. ^ a b Céline Rase, Les Ondes en Uniforme: La propagande radiophonique allemande en Belgique Occupée (PDF), Cegesoma. URL consultato il 26 agosto 2013.
  4. ^ La radiodiffusion en Belgique avant 1955, La Pensée et les Hommes. URL consultato il 26 agosto 2013.
  5. ^ a b c d e f g h José Gotovitch e Paul Aron (a cura di), Dictionnaire de la Seconde Guerre Mondiale en Belgique, Brussels, André Versaille éd., 2008, pp. 372–3, ISBN 978-2-87495-001-8.
  6. ^ Guillaume; Paul Struye Jacquemyns, La Belgique sous l'occupation allemande: 1940–1944, Brussels, Éd. Complexe, 2002, p. 113, ISBN 2-87027-940-X.
  7. ^ "We krijgen ze wel, de moffen" in olandese, "On les aura, les Boches" in francese.
  8. ^ Catherine Lanneau, L’inconnue française. La France et les Belges francophones 1944-1945, Brussels, P.I.E.-Peter Lang, p. 74.
  9. ^ Catherine Lanneau, L’inconnue française. La France et les Belges francophones 1944-1945, Brussels, P.I.E.-Peter Lang, p. 69.
  10. ^ Céline Rase, Les Ondes en Uniforme: la Propagande de Radio Bruxelles en Belgique Occupée (1940-1944), Namur, University of Namur, p. 206, ISBN 2-87037-708-8.

BibliografiaModifica

  • Victor De Lavayele, Ici Radio Belgique... Les Meilleurs Commentaires de Victor de Laveleye, Ad. Goemaere, 1949.
  • Various, Voici la BBC, London, British Broadcasting Corporation, 1944.
  • Various, Hier Radio-België!, London, British Broadcasting Corporation, 1944.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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