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Il reliquiario seicentesco custodente parte delle spoglie dei Magi

Le reliquie dei Magi sono spoglie dei Re Magi conservate presso la chiesa di San Bartolomeo, nella città di Brugherio. Insieme al Duomo di Colonia e alla Basilica di Sant'Eustorgio a Milano, è l'unico edificio religioso che conserva una parte delle reliquie dei tre Magi.

StoriaModifica

Da Sant'Eustorgio a Santa MarcellinaModifica

Sant'Eustorgio, vescovo di Milano dal 344 al 350, ricevette in dono da parte dell'imperatore Costante I delle reliquie[1] attribuite ai Santi Magi morti, secondo la tradizione, a Gerusalemme dopo che vi tornarono per compiangere la crocifissione di Gesù[2]. Eustorgio, ritornato nella sua sede diocesana (344[3]), decise di custodirle nella Basilica di Sant'Eustorgio costruita all'ingresso dell'attuale Porta Ticinese, luogo in cui il carro che trasportava il sarcofago con le reliquie improvvisamente si fermò, poiché i buoi, che trainavano l'enorme e pesante sarcofago, collassarono per sfinimento[2]. Dopo l'episcopato dell'ariano Aussenzio, nel 374 fu eletto vescovo di Milano Ambrogio, già governatore della provincia della Liguria. Costui aveva una sorella, Santa Marcellina, che nel 353 aveva deciso di ritirarsi dal mondo dopo aver ricevuto la consacrazione dalle mani di Papa Liberio. Il fratello vescovo, pertanto, decise di donarle un suo possedimento fuori Milano, identificato nell'omonima Cascina di Sant'Ambrogio a Brugherio, perché vi potesse svolgere la sua vita contemplativa. Inoltre, per accentuare la devozione di Marcellina e delle sue consorelle, Ambrogio donò loro tre falangi dei Magi come segno d'affetto e devozione, uniche reliquie dei Magi che mai soggiornarono in Germania a seguito dell'invasione di Federico Barbarossa nel 1162[3].

Il ritrovamento e la traslazioneModifica

I secoli passarono, e le vicende delle reliquie seguirono quelle della Cascina e della Chiesetta annessa. L'antico luogo su cui sorgeva il coenobium di Marcellina, all'alba dell'XI secolo, era occupato da un monastero di suore benedettine, ordine che si fuse poi con le agostiniane ed infine le umiliate[4]. Delle reliquie, sempre nessuna traccia. Anzi, un evento traumatico colpì Milano: nel 1164 Rainaldo di Dassel, arcivescovo di Colonia e cancelliere imperiale, chiese ed ottenne da Federico Barbarossa di traslare le reliquie dei Magi conservate a Sant'Eustorgio nel Duomo di Colonia[3]. Per quanto riguarda le reliquie "brugheresi", bisognerà aspettare ancora qualche secolo, prima che ritornino alla luce. Questo avvenne verso la fine del XVI secolo, quando nel 1596 l'arcivescovo e cardinale Federigo Borromeo, nella sua prima visita pastorale, segnalò la presenza di alcune reliquie il cui nome risultava ignoto:

(LA)

«Reliquie sanctorum, quorum nomina ignorantur in eadem capsula super altare posita asservantur ex demolitione cuiusdam altaris portatilis profanati a Reverendo Archipresbitero Aululario, ut constat ex notula data sub die 14 mensis Maji 1592, que inter ipsas reliquias asservatur.»

(IT)

«Le reliquie dei santi di cui si ignorano i nomi, sono conservate in una cassetta posta sopra l'altare dalla demolizione di quell'altare portatile profanato dal Reverendo Arciprete Aululario, come si può leggere nella nota, datata 14 maggio 1592, che è conservata tra le stesse reliquie.»

(Luciana Tribuzio Zotti - Giuseppe Magni, Una città nel segno dei Magi, cit., p. 45.)

Tra il 1596 e il 1613[5], le reliquie anonime furono riconosciute come quelle appartenenti ai Santi Magi e nel 1613 il parroco di Brugherio, Francesco Bernardino Paleario, poté procedere prima ad "acquisire" legalmente le reliquie dalle monache di Milano (22 aprile)[6], e poi a trasferirle solennemente nella chiesa di San Bartolomeo il 27 maggio[7], seguendo il tracciato delle attuali Via dei Mille, Via Teruzzi e Via Tre Re, quest'ultima chiamata in onore dei Santi Magi[8].

Il reliquario e la devozione popolareModifica

Già nella relazione della visita pastorale del 1621, emerge che le reliquie furono deposte in un prezioso reliquario d'argento che tutt'oggi è conservato gelosamente nella parrocchiale:

(LA)

«Habet hec ecclesia nonnullas Reliquias, loculis inter se distinctis reconditas in Reliquiario argenteo magno ad formam capsule afformato, in quibus infrascriptorum Sanctorum nomina, prout ex schedulis, leguntur videlicet....tum denique sanctorum Trium Magorum reliquie, quorum parvule statue ex argento confecte in parte superiori dicti Reliquiari assurgunt [...] Exponitur autem publice super altari maiori huius ecclesie in anniversario festivitate Epiphanie Domini, et sancti Bartholomei eiusdem ecclesie patroni.»

(IT)

«Questa chiesa ha parecchie reliquie, racchiuse in piccoli spazi distinti tra loro in un grande Reliquiario d'argento a forma di cassetta, nei quali veramente si leggono i nomi dei santi seguenti, come dalle schede....infine le reliquie dei Santi Tre Magi, dei quali, nella parte superiore del detto reliquiario, si innalzano piccole statue fatte in argento [...] [Il reliquiario] è esposto pure al pubblico sopra l'altare maggiore di questa chiesa, nell'anniversario della festa dell'Epifania del Signore e di San Bartolomeo, patrono della stessa.»

(Luciana Tribuzio Zotti - Giuseppe Magni, Brugherio: una città nel segno dei Magi, cit., pp. 108-109.)

Il reliquario, secondo la testimonianza delle visite pastorali dei decenni seguenti e la Cronaca del parroco Don Antonio De Petri (1778-1819), era sempre lo stesso di quello descritto nel 1621, e continuerà ad esserlo fino ai giorni nostri[9].

La devozione popolare verso i tre umitt[10] fu enorme: non soltanto i bambini maschi venivano battezzati con i nomi dei Tre Magi (Baldassarre, Gaspare e Melchiorre), ma queste reliquie venivano usate anche con valore apotropaico, nello specifico per scongiurare la grandine o altri disastri che potessero compromettere la raccolta annuale. Nel “Quaderno delle Costumanze”, curato dal parroco Don Giuseppe Camagni (1921-1957), è scritto infatti:

«...è costumanza esporre le reliquie dei Santi Magi, in mezzo a due candele accese, (con cotta e stola) recitare 5 Pater-Ave-Gloria e poi si va alla portina destra (escendo) dall Chiesa, e colle Reliquie dei S.Magi, si benedice il tempo ripetendo tre volte: A fulgure et tempestate libera nos Domine»

(Don Giuseppe Camagni, Quaderno delle Costumanze, citato in Luciana Tribuzio Zotti - Giuseppe Magni, Brugherio: una città nel segno dei Magi, cit., p. 77.)

Uscendo fuori da quest'uso scaramantico, le reliquie dei Magi sono oggetto di profonda devozione da parte dei cittadini di Brugherio: il giorno dell'Epifania, infatti, il reliquiario viene posto davanti l'altare maggiore per essere venerato, esattamente come nel '600.

Dal 1940 al 2013Modifica

L'anno santambrosianoModifica

 
Altare dei Magi nella chiesa di San Bartolomeo (Brugherio), con copia del reliquiario realizzato nel 2013.

Nel 1940 fu celebrato il cosiddetto "Anno Santambrosiano", estremamente importante per l'arcidiocesi milanese in quanto si ricordava il 1600º anniversario della nascita di sant'Ambrogio. La fama delle reliquie dei Magi attirò numerosi fedeli da tutto il decanato di Monza e da Carugate, rendendo Brugherio il centro delle celebrazioni diocesane locali nel giorno 14 aprile[11], cosa che soddisfece molto l'arcivescovo Ildefonso Schuster[12]. In tale occasione, il reliquiario fu posto permanentemente in una delle cappelle laterali della parrocchiale, esponendole alla folla sempre più crescente dei pellegrini. Le celebrazioni, però, concisero con l'entrata dell'Italia nella Seconda Guerra Mondiale, causando notevoli sofferenze ai brugheresi e Don Camagni, come voto, promise di donare alla cappella votiva dei Magi un altare nuovo (cosa che avvenne nel 1946[13]).

Le reliquie dei Magi: tra identità culturale e messaggio religiosoModifica

A partire dagli anni '90 si è cercato di dare un nuovo slancio, da parte dei parroci Giovanni Maraviglia[14] prima e Vittorino Zoia poi, al valore spirituale delle reliquie[15]. Don Vittorino, parroco della Comunità Pastorale Epifania del Signore dal settembre 2009, ha fatto proprio il desiderio del predecessore organizzando una serie di eventi culturali e celebrazioni religiose volte a supportare l'appello lanciato da Benedetto XVI per una nuova evangelizzazione dell'Europa[16], convergendolo con le celebrazioni per il quadricentenario della traslazione delle reliquie da Sant'Ambrogio a San Bartolomeo. In occasione dell'Anno della fede (2012/2013), infatti, si è dato risalto ad eventi religioso-culturali (processione per le vie cittadine, conferenze) volti a sensibilizzare non solo i fedeli, ma anche la cittadinanza brugherese sul significato identitario delle reliquie[17]. I momenti culminanti di questo programma di festività sono stati: la visita dell'arcivescovo Angelo Scola il 5 gennaio 2013 nella Chiesa di San Bartolomeo, in occasione della quale ha benedetto la cappella dei Magi, dotata di una fedele riproduzione del reliquiario originario[18][19]; la rievocazione in costumi storici della traslazione delle reliquie, il 12 maggio dello stesso anno[20]; ed infine la partecipazione (insieme al cardinale Scola e al parroco di Sant'Eustorgio, don Giorgio Riva) di una delegazione della parrocchia a Colonia, in occasione dell'850º anniversario della traslazione delle reliquie da Milano a Colonia, il giorno 28 settembre 2014[21][22].

NoteModifica

  1. ^ Movimento Terza Età, Brugherio - la nostra gente, p. 11.
  2. ^ a b Reliquie dei Magi sul sito della Basilica di Sant'Eustorgio.
  3. ^ a b c Filippo Magni, Il viaggio delle reliquie nei secoli da Betlemme a Brugherio, in NoiBrugherio, 27/11/2012. URL consultato il 7/03/2015.
  4. ^ Velatio di Santa Marcellina, p. 72.
  5. ^ Come Luciana Tribuzio Zotti e Giuseppe Magni segnalano, nell'Archivio della Curia Arcivescovile di Milano non si sono trovati i documenti attestanti il riconoscimento ufficiale. Si deduce, però, che la successiva traslazione (1613) e il prezioso reliquiario conservato nella chiesa di San Bartolomeo attestato nel 1621 attestassero un riconoscimento ufficiale da parte delle autorità ecclesiastiche (Brugherio, una città nel segno dei Magi, cit., p. 46).
  6. ^ Brugherio: una città nel segno dei Magi, p. 46.
  7. ^ Brugherio, una città nel segno dei Magi, p. 52.
  8. ^ San Bartolomeo: una ricostruzione storica delle vicende della parrocchiale, p. 19.
  9. ^ Brugherio: una città nel segno dei Magi, p. 71.
  10. ^ Espressione dialettale che significa "tre ometti", in riferimento alle tre statuine che ornano il reliquiario d'argento.
  11. ^ Una città nel segno dei Magi, p. 79.
  12. ^ Questi, già in occasione dell'ampliamento della chiesa parrocchiale nel 1939, affermò: "avete fatto una bella chiesa: è una reggia degna non di un re, ma di tre re: dei tre Santi Re Magi, dei quali conservate le preziose reliquie..." (Una città nel segno dei Magi, p. 79)
  13. ^ Una città nel segno dei Magi, p. 81.
  14. ^ Una città nel segno dei Magi, p. 84.
  15. ^ "Don Vittorino Zoia, il parroco della Comunità pastorale Epifania del Signore ha richiamato, infine, il “senso” della devozione dei Magi: «immagine del cuore inquieto di ogni cristiano che cerca il Signore e dunque la vita».", in Filippo Magni, L'anno dei Re Magi "cercatori di Dio", articolo di NoiBrugherio (27/11/2012).
  16. ^ Francesca Lozito, A Colonia anche i parroci di Sant’Eustorgio e Brugherio, in IncrociNews. Settimanale della Diocesi Ambrosiana., 21/09/2014 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
  17. ^ Filippo Magni, L'anno dei Re Magi "cercatori di Dio", in Noi Brugherio, 27/11/2012.
  18. ^ Francesca Lozito, Il cardinale Scola il 5 gennaio a Brugherio, in NoiBrugherio, 2/01/2013.
  19. ^ Monica Bonalumi, Brugherio, un altare per i Re Magi. Messa con l'arcivescovo Scola, in Il Cittadino Monza e Brianza, 5/01/2013.
  20. ^ In corteo con i re Magi come nel 1613, in NoiBrugherio, 8/03/2015.
  21. ^ Filippo Magni, Don Vittorino Zoia a Colonia con l’arcivescovo per la ricorrenza dei Magi, in NoiBrugherio, 21/09/2014.
  22. ^ Il cardinale Scola a Colonia per l’anniversario della traslazione delle reliquie dei Magi- Non si parte a caso, in L'Osservatore Romano, 30/09/2014. URL consultato l'11/03/2015.

BibliografiaModifica

  • Brugherio: la nostra gente, a cura del Movimento Terza Età, edito dal Comune di Brugherio - Assessorato alla cultura, Tipolitografia Brambilla, Brugherio 1992.
  • Rapetti, Marco – Bertoni, Mauro – Castelli, Simona et alii, San Bartolomeo: una ricostruzione storica delle vicende della parrocchiale, edito a cura della A.R.C.O.,Brugherio 1994.
  • Tribuzio Zotti, Luciana - Magni, Giuseppe, Una città nel segno dei Magi: Brugherio 1613-2013, edito a cura dell'Associazione Kairòs, Brugherio 2012.
  • Velatio di Santa Marcellina, a cura delle Suore Marcelline, Edizioni Marcelline, Milano 2013 (2ª edizione).

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